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07/01/2019
Giti scommette sugli "States" e punta a una crescita costante

Giti Tyre

 

Una costante e proficua crescita sia come primi impianti che come ricambi, il completamento del processo di polarizzazione dei due marchi e, soprattutto, il completamento e l'utilizzo del loro recente investimento produttivo per pneumatici per auto negli Stati Uniti saranno le prossime priorità strategiche del produttore di Singapore Giti Tyre.

David Wilson - Giornalista ed editore della rivista Retreading Business

Una costante e proficua crescita sia come primi impianti che come ricambi, il completamento del processo di polarizzazione dei due marchi e, soprattutto, il completamento e l'utilizzo del loro recente investimento produttivo per pneumatici per auto negli Stati Uniti saranno le prossime priorità strategiche del produttore di Singapore Giti Tyre. Lo ha rivelato il direttore esecutivo, marketing e vendite internazionali, Chris Bloor, in un'intervista esclusiva durante la recente conferenza asiatica di Kuala Lumpur, in Malesia. Di particolare importanza, sempre secondo Bloor, è l'investimento fatto nello stabilimento di pneumatici per autovetture nella contea di Chester, nella Carolina del Sud, ampiamente descritto nei media specializzati e attualmente in fase di potenziamento.

“Riteniamo che questo investimento sia strategicamente saggio date le attuali tensioni commerciali a livello internazionale”, ha spiegato. “Molte società asiatiche hanno parlato di investimenti in Nord America, ma poche sono poi passate ai fatti. Gli investimenti statunitensi sono di fondamentale importanza per noi e il completamento degli stessi sono attualmente la nostra priorità”, ha aggiunto. Attualmente i prodotti Giti vengono commercializzati attraverso una serie di canali importanti negli Stati Uniti, tra cui Wal Mart e Discount Tire. In termini di sviluppo globale, Giti sta cercando di consolidare una crescita continua e misurata in molti mercati globali, sia in termini di OE che di ricambi. “Abbiamo ottenuto alcuni risultati, seppure in maniera alquanto modesta, nel settore auto, fornendo primi equipaggiamenti a gruppi come VW e PSA”, ha poi spiegato Bloor. “Ma la nostra intenzione è di continuare a espandere la nostra presenza come fornitori di primo impianto al fine di sviluppare e consolidare la nostra credibilità tecnica a sostegno del marchio Giti. Nel settore passeggeri questo è stato raggiunto sia in Europa che altrove, e ora stiamo cominciando a puntare anche sul mercato commerciale con prodotti di primo impianto, mentre in Asia siamo già fornitori ufficiali per Volvo e Daimler così come per Schmitz Cargobull sui rimorchi”. Nel frattempo i processi di polarizzazione e posizionamento dei suoi due marchi, Giti e GT Radial continua. Giti è stato concepito e sviluppato come marchio premium dell'azienda, essendo anche il marchio utilizzato come primo impianto, mentre GT Radial viene offerto come alternativa di fascia media. In Europa, la gamma TBR dell'azienda è ora passata interamente sotto Giti.

Sebbene Giti stia sviluppando queste strategie aziendali in maniera proattiva, Bloor è pronto a riconoscere le sfide che oggi il mercato deve affrontare, non ultime le crescenti tensioni commerciali e i dazi talvolta minacciati ma anche applicati su base globale, che stanno costringendo i produttori di pneumatici con impianti di produzione in Cina a valutare il trasferimento della produzione in altri paesi asiatici. “Il consumatore alla fine sarà il vero sconfitto da tutta questa vicenda, con meno scelta di prodotti e prezzi più alti”, è stato il commento di Bloor. “In definitiva si tratta di disturbi nel breve senza alcun beneficio a lungo termine”.

“Siamo un'azienda di pneumatici asiatica con stabilimenti in Cina, Indonesia e Stati Uniti”, ha continuato, “e siamo in grado di riequilibrare la nostra produzione di conseguenza, ma lo spostamento delle risorse comporta costi altissimi e inefficienze produttive, il tutto in un panorama che rimane imprevedibile. Gestire la situazione richiede un'estrema destrezza nella gestione della filiera. Molte delle coperture che distribuiamo in Europa provengono già dalla nostra fabbrica in Indonesia. Infatti, attualmente lo stabilimento fornisce alla clientela europea la maggior parte dei pneumatici che erano precedentemente prodotti in Cina”.

Per quanto riguarda altri mercati globali, il nostro sviluppo prevede anche in questo caso una crescita controllata e costante.

“In Medio Oriente, e soprattutto a Dubai, il nostro business sta iniziando a dare i suoi frutti”, conferma Bloor. “Abbiamo un piccolo team che si occupa degli Emirati, Arabia Saudita e Turchia, e i progressi sono piuttosto soddisfacenti. Mentre per quel che riguarda il Sud America, i nostri canali di distribuzione sono già consolidati (principalmente nel mercato auto), e stanno “maturando” nonostante le recenti questioni geopolitiche in Brasile. Riteniamo che il Sud America continui a rappresentare una grande opportunità”.

In Europa Giti ha sede ad Hannover sotto Torsten Geherrman e opera sia in Germania che nel Regno Unito. In altri mercati l'azienda utilizza una serie di rivenditori ufficiali. Inoltre, Giti può anche vantare una società di ricerca e sviluppo sempre ad Hannover sotto Stefan Fischer, la cui missione è creare o adattare prodotti per il mercato Europeo. I test vengono effettuati utilizzando una struttura di prova presso il MIRA a Nuneaton, nel Regno Unito.

In generale, l’obbiettivo per i prossimi anni può riassumersi in “stessa strategia ma più vigore”. “Viviamo in un periodo pieno di incertezze”, continua Bloor, “quindi, almeno per l’immediato non c’è nessun grande piano di espansione o acquisizioni”.

Sull’annosa questione della costante percezione dell'azienda come marchio cinese in alcuni ambienti, dice: “Non conta dove viene fatto, ma chi lo fa. Noi ci teniamo a comunicare che siamo un ‘global player’ con radici a Singapore. Ma non vogliamo essere percepiti come un'azienda cinese di pneumatici, perché non lo siamo. Le persone tendono a usare questa scusa come leva per cercare di ottenere prezzi più bassi. Ma è una logica obsoleta, ed è una battaglia che purtroppo dobbiamo combattere ogni giorno”.

 

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