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Pneurama Weekly

16/05/2018
Gestione PFU in Campania: oltre 6.000 tonnellate già raccolte nel 2018

La Provincia di Napoli al primo posto per la raccolta dei Pneumatici Fuori Uso presso i gommisti, seguita da quelle di Salerno, Caserta, Avellino e Benevento. Proseguono, inoltre, grazie al “Protocollo straordinario per la Terra dei fuochi”, anche i prelievi dei PFU abbandonati: da gennaio altre 118 tonnellate di PFU recuperate.  L’equivalente di quasi 700mila pneumatici da autovettura raccolti dall’inizio del 2018 presso gommisti, stazioni di servizio, autofficine in tutta la Campania. Questo il bilancio per il primo quadrimestre dell’anno di Ecopneus, il principale responsabile della gestione dei Pneumatici Fuori Uso in Italia con oltre 240.000 tonnellate raccolte ogni anno in tutto il Paese. Dai PFU, i Pneumatici Fuori Uso si ottiene  principalmente gomma riciclata utilizzata poi per realizzare asfalti “silenziosi” e duraturi, superfici sportive, aree gioco, isolanti acustici e campi da calcio in erba sintetica, come quello inaugurato lo scorso novembre allo stadio Landieri di Scampia.

La raccolta presso gli oltre 1.700 “gommisti” della Regione nei primi quattro mesi dell’anno procede in linea con gli anni passati, con 6.182 tonnellate di PFU raccolte da gennaio ad aprile 2018 a fronte di una media di circa 20.000 tonnellate di Pneumatici Fuori Uso gestiti ogni anno da Ecopneus in Campania (22.900 t nel 2014, 22.883 t nel 2015, 20.346 t nel 2016, 19.218 t nel 2017). La provincia di Napoli è quella dove si sono sostituiti più pneumatici in questo inizio d’anno e quindi dove c’è stata una maggiore raccolta di Pneumatici Fuori Uso, con 2.682 tonnellate. Seguono le Province di Salerno con 1.370 t, Caserta 1.142 t, Avellino con 574 t e Benevento con 412 t.

A questi quantitativi si aggiungono quelli che Ecopneus raccoglie grazie ad un Protocollo straordinario per la raccolta dei PFU abbandonati nelle Province di Napoli e Caserta, la cosiddetta Terra dei fuochi, in virtù di un protocollo emergenziale siglato nel 2013 con Ministero dell’Ambiente, Incaricato al contrasto dei roghi di rifiuti in Campania, Prefetture e Comuni di Napoli e Caserta.  Grazie al Protocollo dall’inizio del 2018 sono state 118 le tonnellate di PFU rimosse da strade, cavalcavia, terreni e correttamente recuperate. Dal 2013 sono invece oltre 2.000 le tonnellate di PFU abbandonati raccolti grazie al Protocollo, con sostanziale regolarità nel corso degli anni (368 tonnellate nel 2014, 397 t nel 2015, 526 nel 2016 t e 639 t nel 2017). A questi si aggiungono inoltre quelli prelevati in due siti, a Scisciano (NA) e in centro a Napoli in zona Gianturco, dove erano illegalmente stoccate ingenti quantitativi di Pneumatici Fuori Uso: complessivamente ben 14.619 tonnellate di PFU, 8484 t nel primo e 6.135 t nel secondo.

“La Campania, essendo una delle Regioni più popolose e quindi con un gran numero di auto e motoveicoli, si conferma una delle Regioni con i maggiori volumi di raccolta dei PFU. I numeri sono sostanzialmente costanti negli ultimi anni, al netto di qualche flessione dovuta al calo delle vendite di pneumatici a livello nazionale” dichiara il Direttore Generale di Ecopneus Giovanni Corbetta. “Soddisfazione anche dalla raccolta del Protocollo, seppur con numeri esegui rispetto alla raccolta ordinaria-prosegue Corbetta. Quello che stupisce di più, in questo contesto, è la scarsa adesione da parte delle Pubbliche Amministrazioni a questo valido strumento: dei 196 Comuni che avrebbero potuto usufruire dal 2013 del ritiro gratuito dei PFU abbandonati nel proprio territorio, solo 46 hanno fatto domanda di adesione”. 

 

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