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31/08/2017
GRUPPO ZAMBELLI NUOVO LOOK PER L'OFFICINA DEL FUTURO

Strategie di buisiness

 

Restyling per l’azienda di Padova attiva nel settore dei pneumatici: ha deciso di rilanciare l’attività dei suoi 3 centri proponendo servizi sempre più mirati e di qualità. “Non solo gomme ma un’assistenza a 360 gradi, rivolta per lo più a società di leasing e piccole aziende del territorio” spiega il titolare Andrea Zambelli

Dino Collazzo

Nuovo look per il Gruppo Zambelli di Padova. L’azienda nata come ricostruzione di pneumatici, tra le più vecchie nel panorama italiano, si rinnova e a un passo dai suoi cento anni d’attività punta su innovazione e confort per rimanere competitiva. Locali curati nei dettagli, attrezzature all’avanguardia, professionalità dei dipendenti e un’ampia scelta di accessori sono i tratti distintivi di questo cambiamento. L’idea di realizzare un restyling di uno dei tre centri per l’assistenza, in cui sono presenti negozi e officine, è venuta al titolare dell’azienda Andrea Zambelli. Il cui scopo è di migliorare l’offerta dei servizi legati agli autoveicoli. Le tre strutture, ognuna con le proprie caratteristiche, rappresentano un unico grande service. Infatti all’interno di ogni stabilimento sono presenti diverse officine, ognuna con un compito preciso e connesso alla manutenzione dei veicoli. Oltre alla vendita dei pneumatici – il core business dell’azienda – ci sono anche un elettrauto, un centro di revisione, un autolavaggio e una carrozzeria. Un elemento, quest’ultimo, che è lo specchio di come il mestiere dell’autoriparatore indipendente si stia evolvendo. Non più singoli operatori concentrati a lavorare su un unico aspetto dell’autotrazione, ma service in grado di prestare assistenza completa su tutto ciò che riguarda la cura dei mezzi di trasporto. Nel caso del Gruppo Zambelli, parliamo di tre distinte strutture per un totale 12 mila metri quadrati di spazio, tra zone coperte e piazzale. Ognuna è situata in un diverso punto della zona industriale di Padova e accoglie differenti veicoli, dalle auto di alta gamma fino a quelle di fascia bassa, mentre per i mezzi di trasporto si va da quelli leggeri agli autocarri. “Ciò che abbiamo realizzato è il frutto di un lungo lavoro su cui abbiamo investito molto – spiega Andrea Zambelli –. Nell’isola – come Zambelli chiama il complesso dei suoi tre negozi ndr – ho creato un centro servizi in cui ho diversificato l’offerta. E questo per venire incontro alle esigenze dei miei clienti, che trovano nello stesso luogo ciò di cui hanno bisogno. E al contempo ho rilanciato la mia attività espandendo così il mio business”.

 

La passione per il mondo automotive

L’azienda Zambelli, che oggi conta 90 dipendenti e un fatturato da oltre 10 milioni di euro l’anno, è nata nel 1919 e a fondarla è stato Cesare Zambelli, nonno di Andrea. All’inizio l’impresa si occupava anche della produzione di stampi per richiami per uccelli. Ma la passione per il mondo dell’automotive ha preso presto il sopravento. Tanto da spingere Cesare Zambelli ad aprire uno stabilimento per la ricostruzione dei pneumatici. Una passione trasmessa poi ai figli che una volta alla guida dell’azienda hanno iniziato a investire in quest’attività, incrementando clienti e volume d’affari. È con Andrea però che avviene il cambio di passo dell’azienda. Infatti, oltre a continuare a investire nel campo dei pneumatici – l’azienda tratta i marchi più importanti del settore: Pirelli, Formula, Michelin, Bridgestone, Firestone, Continental, Yokohama, Goodyear, Dunlop – Andrea Zambelli ha l’intuizione di diversificare i lavori, dirottando una parte del fatturato verso altre attività legate all’assistenza dei veicoli. “Sono nati così il centro di revisione, la carrozzeria, l’autolavaggio, un negozio di tappezzerie e uno per la vendita di autoradio – spiega Zambelli –. E ora stiamo per inaugurare, sulla carrozzeria, un importante key point ald del triveneto”. Un lavoro destinato a essere portato avanti dai pronipoti di Cesare che si preparano a traghettare il Gruppo verso quella che sarà l’officina 4.0. “Nel campo dei gommisti la vita media di un’azienda è di vent’anni – continua Zambelli – noi siamo arrivati quasi a cento non senza dei sacrifici. Nel tempo abbiamo ridotto la nostra presenza passando da 13 attività a 3. Ma lo abbiamo fatto puntando al meglio e concentrando i nostri sforzi su ciò che poteva essere redditizio e che ci avrebbe garantito di andare avanti”.

 

Tra crisi e rilancio

Anche il Gruppo Zambelli, come altre imprese del settore, ha risentito della crisi. Ma a dispetto di quanto accaduto ad altre realtà, che di fronte al calo degli ingressi in officina e all’assottigliarsi dei margini hanno scelto una linea attendista, l’azienda di Padova ha cambiato strategia. E invece di vivacchiare in attesa che la tempesta passasse ha puntato, oltre che sulla diversificazione del lavoro e l’innovazione, su una nuova offerta d’assistenza. Rivolgendosi, più che ai singoli privati, alle società di leasing e alle aziende piccole e sane del territorio. “In questo modo pur avendo ridotto un po’ il nostro fatturato, sono le società di leasing che fanno il prezzo, ci siamo comunque assicurati un guadagno certo – spiega il titolare del gruppo –. Abbiamo scelto di incrementare i volumi offendo servizi completi. Indirizzandoci verso quelle realtà disposte a pagare subito il lavoro svolto, piuttosto che andare a prendere grossi lavori di certo più redditizi ma con pagamenti dilazionati molto in là nel tempo. I rischi oggi sono più alti e bisogna muoversi con molta cautela avendo ben in mente una strategia imprenditoriale. Il nostro obiettivo è avere clienti selezionati a cui offrire servizi di qualità elevata”. Una strategia, quella di una maggiore selezione e affidabilità dei clienti, che interessa l’intera filiera dell’aftermarket, dai singoli rivenditori e officine fino alle aziende della componentistica e distribuzione. Il mercato dell’Iam sta attraversando una fase di trasformazione. E le imprese coinvolte stanno mettendo in campo piani e risorse in modo da ridefinire, spostandosi verso posizioni sempre più vantaggiose, la loro presenza sul mercato. La scelta di offrire prodotti di gamma superiore a prezzi contenuti, di cercare alleanze, accordi e reti d’impresa tra operatori (produzione, distribuzione e utenza) e migliorare i processi di produzione investendo sull’innovazione tecnologica stanno generando una selezione competitiva accelerata. Il cui risultato sarà la nascita di gruppi più grandi e strutturati in grado di operare di concerto in diversi settori. “Proprio l’innovazione è la chiave per rimanere competitivi – continua Zambelli –. Come gruppo abbiamo acquistato macchinari moderni e attrezzature all’avanguardia e lo abbiamo fatto perché il mondo dell’automotive è cambiato e i veicoli sono diventati più tecnologici. Serve un’assistenza più specifica e con i miei tre negozi ho cercato di venire incontro alle esigenze di tutti”.

 

Mancano le professionalità

Per riuscire ad assistere i clienti però le sole attrezzature intelligenti non bastano. Serve anche la professionalità di personale preparato capace di risolvere i problemi utilizzando questo tipo di strumenti. Si tratta di carrozzieri, gommisti, meccanici ed elettronici, figure difficili da trovare perché con il tempo stanno lentamente scomparendo. E non per mancanza di lavoro, ma perché sempre meno persone scelgono di intraprendere percorsi formativi di questo tipo. Stando ai dati pubblicati dal Miur (ministero dell’Istruzione), in Italia gli iscritti agli istituti tecnici sono sempre meno. Negli ultimi dieci anni gli studenti delle scuole che sfornano geometri, ragionieri e periti nei campi della meccanica, elettronica, trasporti, chimica e tessile sono calati di 117 mila unità. Con il risultato che ogni anno le imprese – tra cui le officine – faticano a trovare i 60 mila profili tecnici necessari a coprire la domanda. “Il nostro mestiere non lo vuole fare più nessuno – conclude Zambelli –. Noi facciamo fatica a trovare del personale giovane. Quando riesco a trovare qualcuno è perché l’ho strappato a un altro concorrente del settore. Quando un’azienda chiude cerchi di intercettare immediatamente i suoi lavoratori più bravi offrendogli un contratto. Ma parliamo sempre di persone di una certa età e mai di ragazzi. La media dei miei dipendenti oscilla tra i 45 e i 50 anni”.

 

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