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Articoli - Archivio

02/03/2015
GOVONI, SPECIALISTA PER GLI SPECIALISTI D'OFFICINA

Attrezzi speciali


L’innovazione a passo di carica alimenta i piani di espansione dell’azienda di Crevalcore (Bologna), che prevedono un più ampio presidio dei mercati internazionali e una presenza strutturata nel settore dei gommisti; novità sulla rampa, un dispositivo per la diagnosi elettronica delle sospensioni

Mino De Rigo

Immaginate una piccola azienda meccanica in grado di lanciare sul mercato un prodotto nuovo ogni settimana, solita reinvestire quasi per intero gli utili annuali d’esercizio, capace di decuplicare le sue dimensioni nell’arco di un decennio trasformando l’Europa nel proprio mercato domestico e riuscendo al contempo ad accelerare lo sviluppo internazionale. È il profilo di Govoni, impresa di Crevalcore (Bologna) con 49 addetti e un giro d’affari prossimo ai 5 milioni di euro, che ha saputo imporsi come riferimento nel settore delle attrezzature professionali per officina, segnatamente per lo smontaggio e il montaggio di parti di motore e componenti di vetture e mezzi pesanti. Dice il direttore generale Davide Verrillo: “Tutto è iniziato con l’invenzione di Fausto Govoni, che nel 1977 ha fondato la società, di un attrezzo per lo smontaggio delle valvole dei motori, alla quale è seguita l’ideazione di una macchina per smontare e riassemblare gli ammortizzatori. Oggi l’azienda opera in 60 Paesi con un catalogo di 1.200 prodotti finiti, esportando oltre il 70% di quanto fabbrica”. E se da un lato spinge sull’internazionalizzazione, dall’altro punta su nuovi canali con cui raggiungere e ampliare il mercato, da affiancare a dealer specializzati, rettifiche e ricambisti. “Guardiamo anche ai gommisti, tanto più ora che, in numero sempre maggiore, vanno integrando servizi di meccanica; in primo luogo proponendo un ampio ventaglio di attrezzature per operare sul sistema ruota-freno-sospensione”.

 

Focus sulla visibilità del marchio

Inoltre, considerando che finora la politica commerciale ha privilegiato la figura del distributore e, in parallelo, gli accordi Oem (con catene multinazionali che rimarchiano con il proprio brand i prodotti di Govoni), per la società di Crevalcore si tratta oggi di investire sulla riconoscibilità del marchio. “Su questo vogliamo puntare con decisione – conferma Verrillo – così da poter guidare maggiormente le strategie di marketing e soprattutto in modo che sia l’utilizzatore finale a richiedere al proprio fornitore i nostri prodotti. Lo scopo è giungere a triplicare i clienti”. La commercializzazione della gamma a catalogo è tuttora affidata a circa 350 distributori nel mondo. “In Italia, per renderci visibili e comunicare il marchio e l’offerta, abbiamo allestito due demo-van che si muovono lungo la penisola facendo tappa presso i rivenditori, che possono così far toccare con mano ai clienti i diversi prodotti, e al tempo stesso informare e formare. Stiamo studiando, a riguardo, dei veri e propri pacchetti tagliati su misura per i rivenditori specialisti del settore pneumatici. Già disponiamo, peraltro, di kit che comprendono tutta l’attrezzatura utile per operare sulle sospensioni”. Dalla macchina pneumatica di smontaggio degli ammortizzatori agli attrezzi idraulici per estrarre mozzi, cuscinetti e silent block. Tra le diverse linee di prodotto in gamma, poi, Govoni vanta una famiglia dedicata ai mezzi pesanti, composta da bussole specifiche per modello, progettate ad hoc per smontare ghiere e mozzi di camion, trailer e bus. Tra le attrezzature generiche, il catalogo della società emiliana annovera anche, tra gli altri, gli arretratori per i pistoncini dei freni.

 

Gommisti come nuovo target

“Il suggerimento che diamo ai rivenditori di pneumatici – aggiunge Verrillo – è di acquistare in prima battuta set di attrezzi d’uso generale, non legati a singoli modelli o famiglie di vetture. Li potranno aggiungere in seguito, per differenziarsi, operando su veicoli e con applicazioni che consentano loro di essere riconosciuti come il riferimento, persino esclusivo, nello specifico campo”. Poiché la tipologia dei prodotti progettati e fabbricati da Govoni è legata alla manutenzione dei veicoli, dai kit per la fasatura dei motori agli estrattori di iniettori diesel e candelette passando per attrezzi generici come le chiavi per i filtri olio e il centratore per dischi frizione, è facile comprendere come l’avvicendarsi dei modelli sul mercato spinga alla continua innovazione. “Il nuovo – sottolinea il direttore generale dell’azienda – rappresenta per Govoni il pane quotidiano. Il settore di attività impone una rapida e continua attività di sviluppo: più siamo bravi a sfornare idee e soluzioni, più i clienti ci cercano. E tutto ciò diventa un indicatore di performance. Nel corso dell’anno abbiamo in gestazione almeno 80-90 progetti che di settimana in settimana trovano la loro concretizzazione”. Ci lavorano sei progettisti, confortati da un investimento in ricerca e sviluppo che si aggira sul 4% del fatturato annuo. “Il time-to-market costituisce una chiave decisiva. Siamo tra le poche realtà europee a progettare e costruire, e il valore aggiunto dei nostri prodotti sta tutto nella ricerca della soluzione tecnica innovativa. Il loro ciclo di vita è di qualche anno e, qualora non si provveda a brevettarli, la loro utilità commerciale può ridursi a un biennio. Può accadere, infatti, che vengano copiati dai concorrenti per essere fabbricati in estremo oriente. Ecco la necessità di spingere sempre sull’acceleratore e di investire continuamente per seguire e, più spesso ancora, per anticipare il mercato”.

 

Diagnosi elettronica delle sospensioni

Ultima novità, che probabilmente vedremo sulla rampa di lancio in occasione della rassegna Autopromotec di Bologna in programma il prossimo maggio, un inedito assoluto. “Si tratta – svela Verrillo – di un prodotto ideato per eseguire la diagnosi elettronica degli ammortizzatori. Un dispositivo già brevettato, del tutto innovativo, sviluppato in collaborazione con la facoltà di ingegneria di Modena, che valuta se l’ammortizzatore è ancora in condizioni di lavorare in sicurezza o se deve essere sostituito”. Oggi non esiste una norma di legge che indichi una soglia minima di efficienza, né come debba essere fabbricato lo strumento capace di misurarla. È però da tempo attesa una direttiva che impone, nell’ambito della revisione dei veicoli, una prova strumentale delle sospensioni. “Il nuovo dispositivo - continua Verrillo - si applica per mezzo di apposite ventose alla scocca del veicolo; quando questo scavalca un piccolo dosso il sistema rileva le frequenze di smorzamento e calcola gli indicatori di efficienza. I parametri acquisiti ed elaborati vengono poi trasmessi via Bluetooth al software di gestione che visualizza i risultati”. Ad accompagnare la spesa in ricerca e sviluppo ci sono gli investimenti in tecnologia e nei processi di produzione. Così, lo scorso anno Govoni ha acquistato tre nuove macchine utensili per la produzione, una delle quali dedicata a fabbricare gli alloggiamenti in spugna poliuretanica che accolgono gli attrezzi nelle confezioni di vendita. “Tra gli altri progetti di investimento al vaglio – conclude Verrillo – uno riguarda il rafforzamento della nostra presenza all’estero. Al momento non disponiamo di filiali, ma stiamo accarezzando l’idea di iniziare a costituirle. A cominciare dai mercati di sbocco più importanti, che attualmente sono la Germania e la Gran Bretagna”. 

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