Condividi su

Articoli - Archivio

06/08/2015
GOLDENTYRE, ANIMA RACING IN UN CORPO AGILE

Due ruote

 

Piccolo e italiano, Goldentyre è un costruttore di coperture specializzato nel... gas aperto! Il business principale dell’azienda sono infatti le coperture ad alte prestazioni e per saperne di più abbiamo posto qualche domanda a Cristian Antoniotti, Race Manager dell’azienda

 

Nicodemo Angì

Se avete una moto da corsa, che sia una Enduro, una Supermotard o una Flat Track, Goldentyre ha la soluzione giusta per voi. L’azienda può aiutarvi anche nel caso che la vostra Citröen Diane debba cambiare le “scarpe”, così come se un’Ape Piaggio avesse bisogno di coperture invernali per fondi difficili. Questi piccoli accenni permettono di delineare il profilo di un’azienda che nasce con le corse e per le corse ma copre anche i veicoli da strada che abbiano bisogno di soluzioni performanti.

La nascita di Goldentyre si deve a un gruppo di persone impegnate nel settore motociclismo: fornitori di elementi per telaio e motori, tecnici specializzati nei pneumatici, piloti. Nel 2004 viene acquisita da Buymec S.r.l., una società specializzata nella produzione e distribuzione di prodotti per motocicli, ed è allora che Goldentyre cambia passo, diventando più “visibile”, presentando prodotti molto competitivi e che faranno salire le quotazioni dell’azienda nel mondo delle corse. I risultati non tardano ad arrivare e oggi Goldentyre è un riferimento nel settore race in tutto il mondo, dato che esporta in 40 paesi.

 

Un continuo travaso di idee

GoldenTyre, se paragonata ai marchi “generalisti”, ha dimensioni e produzione molto inferiori ma la cosa non costituisce certamente un problema, non avendo sterminati magazzini da rinnovare, l’azienda pisana riesce a rinnovare i modelli ogni tre mesi. La snellezza di Goldentyre dà questo tipo di agilità, molto apprezzato in un mondo veloce come quello delle corse. A proposito di velocità, l’azienda sta ristrutturando la rete di distribuzione anche in funzione di un aumento di efficienza e affidabilità. Ci saranno degli importatori, molto selezionati, in ogni paese del mondo: si chiameranno Goldentyre Center e riforniranno, consiglieranno e sosterranno i distributori locali Goldentyre Retailer. Importantissimi, come anticipato, sono i feedback che vengono dalle corse e che vengono interpretati a dovere dal reparto R&D, dato che anche questa divisione parla lo stesso linguaggio: è infatti composta da persone che vengono tutte dal mondo delle corse quali piloti, tecnici e così via. Del resto anche Marco Caribotti, nominato alla fine dell’anno scorso General Manager di Goldentyre, non si tira indietro se si tratta di infilare guanti e casco e “girare” con una nuova copertura, rimanendo in contatto sia con i piloti sia con gli ingegneri ed i tecnici della divisione Ricerca & Sviluppo. La filosofia è il raccogliere dei piloti le loro impressioni e girarle agli specialisti di produzione, che troveranno la soluzione.

Prima di passare la parola a Cristian Antoniotti non possiamo non parlare dei GoldenBoys, una sorta di community che riunisce tutti i piloti, siano essi professionisti o dilettanti, e che permette all’azienda di rimanere in contatto con tutti. Una volta iscritti i GoldenBoys riceveranno una card e godranno di diversi vantaggi, come la Reserved Hospitality, nella quale ci si potrà sedere, bere qualcosa (fra gli sponsor ci sono Red Bull e Kini), magari facendo due chiacchiere con un pilota ufficiale. Non finisce però qui: i GoldenBoys avranno supporto per le loro gomme, la possibilità di testare nuovi prodotti e di partecipare a workshop, eventi speciali e altro ancora.

 

Vorremmo conoscere qualcosa in più della vostra storia…

Goldentyre può essere considerata oggi una delle poche realtà del settore che rispecchia la filosofia del “Made in Italy”. Nasce nel 1978 come produttore di pneumatici, ma solo 10 anni fa con l’avvento di una nuova proprietà ha sposato la filosofia dell’alta qualità con forti investimenti nel settore dell’innovazione e sviluppo, portandoci ad essere la realtà che tutti conoscono. Dalla fine 2014 lo storico amministratore Marco Cavallini lascia la gestione aziendale a un nuovo management allo scopo di rendere Goldentyre sempre più competitiva sul mercato globale. 

 

La gamma Goldentyre è molto specialistica e orientata allo sport o a nicchie specifiche: quali sono i motivi di questa scelta radicale? Sarà sempre così?

Si, il futuro di Goldentyre sarà sempre più legato alla sua capacità di innovare ed essere sempre più competitivo. Le produzioni di nicchia sono il nostro pane e non soltanto perché è difficile competere con i grossi nomi. Le nostre dimensioni ci permettono infatti di poter rinnovare la produzione anche nell’arco di tre soli mesi, eventualmente riducibili. Pensi che la nuova sede non è il classico palazzo per uffici ma è un capannone industriale diviso che ospita anche gli uffici: possiamo vedere le gomme e chi ci lavora intorno.

 

Seguire i team nei campi di gara che oneri e che ritorni genera?

È il nostro target profile, è la base del nostro lavoro di ricerca e sviluppo. Il ritorno di immagine è notevole ma ancora più importante è l’esperienza specifica che viene dalle competizioni e che trasferiamo molto velocemente alla produzione di serie. Il nostro obiettivo è far guidare ai piloti delle serie minori e ai semplici amatori gli stessi pneumatici usati in precedenza da grandi campioni. Posso anticipare che parteciperemo alla Dakar, probabilmente nel 2017, con un Team al top: ci prepareremo al meglio per essere protagonisti!

 

Pensate di entrare in altri segmenti di prodotto?

Questa domanda ha una sola risposta: top secret!


Potete descrivere le procedure di creazione di un nuovo prodotto, evidenziando come si combinano i contributi del vostro R&D e quelli dell’esperienza sulle piste?

Solitamente iniziamo interfacciando la produzione attuale con le nuove esigenze esplicitate dal nostro R&D anche sulla scorta di quanto riferito dai piloti. Creiamo un primo prototipo cercando di estremizzarne per quanto possibile le caratteristiche, lo testiamo; se va bene iniziamo la produzione, altrimenti dopo aver apportato le necessarie modifiche ne produciamo un secondo e così via. Siamo abbastanza fortunati (per chi crede nella fortuna) e solitamente riusciamo ad avere un ottimo prodotto già con sole 2 prototipazioni e poi, come già detto, siamo molto veloci nel trasferimento alla produzione di quanto sviluppato.

 

Dove avviene la produzione e come la controllate, se essa non è in Italia?

Principalmente in Asia. Abbiamo uffici tecnici in Italia dove si inventa e i nostri ingegneri in Asia realizzano... questa è anche la garanzia della salvaguardia dell’idea del Made in Italy. Controlliamo la produzione con nostro personale in loco. Certe produzioni ultra-specialistiche vengono fatte in Italia, come intagliare e fresare le mousse che arrivano già pronte: si tratta di un lavoro fatto da esperti appassionati, i soli che possono creare i prodotti con la “X” di Extreme.

 

Nel campo delle automobili e delle flotte si prevede una certa diffusione (anche sulla spinta dei TPMS obbligatori) di sensori sulle coperture: pensate arriveranno anche nelle due ruote? Come valutate la questione?

Per il momento è un problema che non ci poniamo.

torna all'archivio