Condividi su

Articoli - Archivio

25/10/2012
GLI ASSI? STERZIAMOLI ANCHE IN RETROMARCIA

MONDO TRUCK
I sistemi costruiti dall’olandese Tridec permettono di risparmiare ulteriormente sul consumo dei pneumatici. E di aumentare l’agilità degli autoarticolati

Fabio Quinto

QUELLA DELL’ASSE sterzante, nei semirimorchi, è una peculiarità tutta italiana. Oltre il 30% degli autoarticolati oggi in circolazione (dati Bpw) ha fatto questa scelta. Lo impone il nostro territorio, che richiede caratteristiche di manovrabilità ben maggiori rispetto alle pianure del Nord Europa: si pensi alle strade di montagna, oppure agli spazi angusti di porti, fabbriche, città. E lo impone una crisi economica che esige dalle aziende di autotrasporto il massimo della versatilità e dell’efficienza. Per aumentare ulteriormente l’agilità degli autoarticolati e ridurre al minimo il consumo dei pneumatici in fase di manovra, però, c’è anche un’altra possibilità: quella di scegliere semirimorchi dotati di uno o due assi comandati dalla ralla. È il sistema dall’olandese Tridec, che permette di ridurre gli angoli di sterzata anche in retromarcia, cosa che non avviene con gli autosterzanti. Un esempio: se un semirimorchio con tre assi fissi può manovrare su strade larghe almeno 7,045 metri, lo stesso veicolo con secondo e terzo asse sterzante con sistema Tridec può farlo in 5,395 metri, sia in avanti che in retromarcia. Come è possibile? Prendiamo, come primo esempio, il “tradizionale” sistema Tridec Td, in circolazione da oltre vent’anni. Il perno ralla del semirimorchio comanda, a seconda dei movimenti del trattore, una biella e un bilanciere. Da qui una barra centrale trasmette il movimento di sterzatura agli assali. Ma, oltre a una maggiore agilità, il sistema è in grado di abbattere anche i costi delle aziende di autotrasporto. Secondo Massimo Simbula, responsabile vendite della Tridec, “il sistema permette una riduzione dei costi d’esercizio del 30%, soprattutto grazie a una minore usura dei pneumatici, dei quali viene ridotto lo strisciamento in fase di manovra”. Senza contare poi, la possibilità di circolare anche sulle strade di montagna, o sui percorsi più angusti senza ricorrere al trasbordo della merce su furgoni o autocarri di dimensioni più piccole. In Italia, inoltre, recentemente ha fatto il suo debutto il sistema Tridec Tf, in cui la barra centrale è stata sostituita da due tiranti: un’innovazione che rende il dispositivo più robusto (adatto anche a utilizzi cantieristici) e che consente di raggiungere angoli di sterzata fino a 45°, laddove in precedenza se ne raggiungevano solo 35. Oltre ai sistemi di sterzatura meccanici, la Tridec ne ha aggiunto anche uno idraulico, l’Hf, particolarmente adatto ai semirimorchi ribassati e alle cisterne. Certo, esistono anche gli inconvenienti: il sistema Tridec pesa in media 650-700 kg, e ha un costo sensibilmente maggiore rispetto ai tre assi fissi o al terzo assale sterzante.
Tra gli allestitori che, in Italia, applicano maggiormente gli assali Tridec c’è la Omar di Fano (Pesaro-Urbino), che li ha applicati nei segmenti più disparati: dai centinati agli isotermici, fino alle cisterne per il trasporto di gas tecnici. Gli assali Tridec, però, possono dimostrarsi particolarmente vantaggiosi nella distribuzione urbana, consentendo agli autoarticolati (e, in particolare, a quelli con semirimorchio a due assi) di sostituirsi agli autocarri isolati a tre assi.

torna all'archivio