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Articoli - Archivio

08/07/2019
Fintyre, attenzione al servizio per continuare a crescere

Francesco Carantani Ceo di Fintyre

Distribuzione

 

Velocità, profondità di gamma, copertura territoriale e la dimensione di un gruppo europeo: Francesco Carantani racconta i punti di forza di Fintyre e Franco Gomme

Guido Gambassi

“Siamo soddisfatti di come stiamo performando sul mercato, i nostri due marchi commerciali godono di una forte brand identity, e abbiamo un approccio europeo che continuerà a farci vedere come partner di riferimento per le case produttrici” Francesco Carantani, CEO di Fintyre S.p.a. dallo scorso novembre, esprime ottimismo per il futuro del gruppo e per i risultati ottenuti. I due marchi sono Fintyre e Franco Gomme, entrambi presenti con due aree distinte ad Autopromotec 2019, dove abbiamo incontrato Carantani.

Anche quest’anno siete fra i protagonisti a Bologna con due stand, come si integrano i due marchi nella strategia del gruppo?

Fintyre e Franco Gomme sono le nostre due anime commerciali che abbiamo sul territorio per la distribuzione, due realtà commerciali che intendiamo mantenere separate perché hanno un’identità molto diversa, con un approccio al mercato diverso. Hanno in comune i marchi premium che distribuiscono, ma si differenziano perché hanno delle partnership e delle esclusive ciascuna con dei marchi specifici, ad esempio Fintyre ha dei marchi molto forti in esclusiva, come Vredestein, Kumho, Ovation, così come Franco Gomme ha una partnership molto forte con Nankang, Falken, e con marchi budget come Westlake, Windforce. Inoltre hanno da sempre una customer base un po’ diversa, Fintyre ha una customer base medio-grande di gommisti, mentre Franco Gomme serve anche altri rivenditori di pneumatici, quindi non solo gommisti. Quindi hanno una copertura del mercato abbastanza complementare. Poi tutto quello che è back office, finance, administration, control, sono funzioni integrate.

Vediamo che state puntando molto sul servizio, sulla digitalizzazione.

Sicuramente il servizio è molto importante, abbiamo sì dei marchi specifici che ci permettono di rispondere alle esigenze specifiche del cliente, ma vendiamo anche i marchi premium che vendono anche i nostri competitor, quindi ci differenziamo con il livello di servizio, che si articola in varie componenti. C’è la velocità di servizio: andiamo due volte al giorno sull’80% del territorio nazionale, con una reattività molto importante alle richieste del gommista. Poi abbiamo una referenziazione molto elevata, perché abbiamo oltre 30.000 SKU (stock keeping unit) nei nostri magazzini, con un’ampiezza di gamma che un attore più piccolo non può permettersi. Inoltre la copertura territoriale è molto ampia, abbiamo 11 magazzini in tutto, abbiamo un magazzino in Sardegna, e serviamo la Sicilia con il nostro magazzino in Campania. La nostra copertura territoriale è uno dei fattori che ci permette di avere, in Italia, una quota di mercato superiore al 20% per il pneumatico in sostituzione. Questa differenziazione e questo investimento sul servizio viene riconosciuto chiaramente dal cliente finale.

State lanciando strumenti nuovi di promozione e fidelizzazione?

Abbiamo un programma, Pneusmarket Partner, che è un network in franchising per gommisti, che sono particolarmente fedeli al gruppo: noi chiediamo fidelizzazione e offriamo in cambio condizioni di acquisto, un livello di servizio importante e degli strumenti di marketing che permettono loro di essere competitivi sul mercato. Uno di questi servizi che abbiamo lanciato recentemente è Navads, è uno strumento di geolocalizzazione, per cui quando si cerca un gommista sullo smartphone vengono geolocalizzati in priorità i nostri gommisti partner. Abbiamo intenzione di continuare a investire molto sulla digitalizzazione, e in futuro avremo nuovi sviluppi che metteremo a disposizione del nostro gommista, che se entra in un network come il nostro ha l’opportunità di mettere a sistema delle nuove iniziative che da solo non riuscirebbe a costruire.

Come sta andando per voi questo 2019?

Siamo contenti della risposta che abbiamo visto sul mercato, in un contesto di domanda debole nei primi mesi dell’anno stiamo performando bene come volumi, stiamo crescendo, quindi siamo contenti. Abbiamo aumentato anche il numero di persone che coprono il territorio, quindi l’attenzione al servizio e alla forza vendita si sono tradotte in un aumento dei volumi.

Quali obiettivi avete per l’anno in corso e per i prossimi mesi?

Sicuramente consolidare questa crescita: negli ultimi anni siamo cresciuti molto in maniera non organica, comprando aziende sia nella distribuzione che nel retail, adesso il nostro obiettivo è consolidare quanto abbiamo acquisito e usarlo come piattaforma per una crescita organica. Secondo me lavorando bene, con attenzione al servizio, alla forza vendita, quindi un approccio forte di go to market, riusciremo a crescere capitalizzando su quanto abbiamo, senza dover fare ulteriori acquisizioni.

Il rapporto con l’azienda europea quali vantaggi vi offre?

Abbiamo un vantaggio forte perché negli ultimi anni abbiamo creato il leader in Italia, e negli ultimi 18 mesi abbiamo creato il leader in Germania grazie a delle acquisizioni molto rapide, che in successione hanno permesso di consolidare tre attori locali e creare quello che è oggi il primo player in Germania. Questo nostro essere primi in due mercati importanti a livello europeo ci dà una forte credibilità rispetto alle case di pneumatici, che ci vedono come un partner importante nel contesto europeo.

Un tema di cui ultimamente si è parlato molto nel mondo del pneumatico è il passaggio di Fintyre a Cobat, per il ritiro dei PFU.

Abbiamo trovato un partner molto affidabile, che ha una forte esperienza in altri ambiti molto affini, come quello delle batterie, e pur avendo avviato i contatti solo alla fine del 2018 abbiamo chiuso rapidamente un accordo di partnership. Cobat aveva lanciato una prima iniziativa ma non aveva ancora trovato un volano forte come il nostro, ci attendiamo quindi che anche con il nostro ingresso potranno crescere molto. D’altra parte loro sono partiti molto rapidamente offrendo un buon servizio, e abbiamo un buon riscontro anche dal mercato, perché stanno ritirando dei volumi importanti in maniera già capillare sul territorio, rispondendo velocemente alle richieste.

Un vostro punto di vista sull’evoluzione generale del mercato italiano?

Uno dei trend che vediamo riguarda l’all season, che cresce ormai ogni anno del 20% circa, e che va a erodere il mercato del summer, mentre il winter rimane su livelli abbastanza costanti negli ultimi anni. Quello che ci aspettiamo è un mercato stabile con uno switch, che dovrebbe durare ancora per qualche anno, tra summer e all season. Un altro trend che vediamo è quello verso i calettamenti maggiori, che abbiamo già visto in altri mercati come in Germania, dove il calettamento medio è già più alto di quello che abbiamo in Italia, e quindi pensiamo che ci sia un allineamento a un trend che ha già interessato altri paesi europei. Vediamo anche degli attori nuovi che entrano sul mercato e hanno guadagnato quote di mercato come brand, e un’attenzione crescente del cliente sul fattore prezzo. In effetti vediamo una leggera decrescita dei marchi premium mentre i value e i budget crescono leggermente, ma per ora è solo un piccolo spostamento. Il mercato italiano, rispetto ad altri, rimane ancora abbastanza legato ai marchi premium.

Nel segmento industriale quali cambiamenti osservate?

I dazi hanno creato un vuoto che è stato colmato dalle seconde e terze linee delle case premium, poi vediamo che una parte dei marchi cinesi è stato rimpiazzato da altri brand del sud-est asiatico, come Thailandia e Vietnam, che hanno approfittato anch’essi di questo nuovo spazio da riempire. Per il futuro è difficile fare delle previsioni, ma sicuramente i prossimi anni saranno ancora fortemente caratterizzati dalla presenza dei dazi.

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