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Pneurama Weekly - Archivio

24/02/2017
Fercam-Artoni: le nozze saltano, ma la società emiliana non ci sta

Da matrimonio dell’anno a “guerra dei roses”: crescono i malumori per le sfumate nozze tra Fercam ed Artoni. L’azienda di Reggio Emilia infatti non ha davvero gradito il “dietrofront” della controparte altoatesina a pochi passi dall’altare.

L’operazione, annunciata a metà gennaio dai vertici delle due aziende, avrebbe portato all’acquisizione da parte di Fercam delle attività di logistica e trasporto di Artoni. A trattativa ben avviata, l’acquisizione è sfumata improvvisamente qualche giorno fa. Gli incontri avvenuti tra le organizzazioni sindacali ed i rappresentanti di Artoni e di FercamArtoni (società appositamente creata per trattare l’affitto del ramo di Artoni di 22/24 filiali), non sono riusciti a far emergere un accordo bilaterale in merito alle condizioni di uscita di circa 160 persone che, secondo l’azienda altoatesina, non potevano rientrare nel perimetro dell’azienda. Nel frattempo, secondo il presidente di Fercam Thomas Baumgartner, le condizioni che predisponevano all’acquisto sono venute a mancare: “un mese fa se ne poteva discutere. Ora l’azienda di Reggio Emilia sta colando a picco”, avrebbe dichiarato Baumgartner alla stampa.

Piccatissima la risposta di Artoni che, in una comunicazione ufficiale, sostiene di aver subito “una gravissima lesione da parte del Gruppo Fercam il quale, dal un lato, ha inaspettatamente quanto illegittimamente interrotto un processo di trasferimento del principale ramo d’azienda Artoni in capo ad una società neo costituita dal citato gruppo bolzanino (FercamArtoni s.r.l.) e, dall’altro, ha provveduto a perpetrare una diffusa campagna allarmista in danno del Gruppo Artoni, rilasciando informazioni destabilizzanti per il mercato (“il Gruppo Artoni non esiste più”) e provocando un’incontrollata diaspora di clienti e dipendenti”. Artoni minaccia dunque di passare alle vie legali se Fercam non si mostrerà disposta “a rivedere la posizione presa e a provvedere, senza indugio, a dar corso alle intese già più volte condivise, al fine di porre in essere gli adempimenti necessari al perfezionamento dell’operazione in parola, con salvezza dei valori occupazionali in gioco”.

Fercam non sembrerebbe tuttavia disposta a cedere alle minacce. Nei giorni scorsi, l’azienda guidata dalla famiglia Baumgartner ha ribadito ufficialmente alla controparte ed ai sindacati “la decadenza della volontà aziendale di procedere con l'affitto di ramo d'azienda di Artoni”, mettendo (forse) definitivamente la parola fine alla dolorosa contesa. 

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