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Articoli - Archivio

04/11/2020
Federpneus e CNA chiedono con urgenza un tavolo di confronto per fare fronte all’emergenza PFU

Pneumatici fuori uso

 

I piazzali dei gommisti sono sommersi da tonnellate di pneumatici fuori uso in attesa di essere ritirati. I rappresentanti della categoria propongono una serie di misure immediate in vista del cambio gomme stagionale, e altri interventi strutturali per ottimizzare l’efficacia del sistema di raccolta

 

Carlo Ferro

Federpneus e CNA, in rappresentanza dei rivenditori specializzati di pneumatici e delle officine di autoriparazione, hanno inviato a metà ottobre una lettera al Ministero dell’ambiente per sollecitare interventi urgenti per il problema dei ritardi nei ritiri dei pneumatici fuori uso (PFU).

Già da molti mesi gli operatori del settore segnalano problemi di questo tipo, e gli accumuli dei PFU in attesa di ritiro espongono le aziende a rischi ambientali, ma anche al rischio di subire sanzioni di natura amministrativa ma anche penale legate al superamento dei quantitativi consentiti in deposito temporaneo presso le officine. Tutto questo avviene anche laddove le aziende abbiano regolarmente correttamente corrisposto il contributo ambientale previsto proprio a copertura dei costi necessari per adempiere allo smaltimento dei PFU.

I consorzi operanti in Italia per la raccolta dei PFU, sollecitati quotidianamente dagli autoriparatori, dichiarano di non poter provvedere al ritiro in quanto hanno già raggiunto i propri target di raccolta assegnati (pari al 95% in peso dell’immesso legalmente sul mercato nell’anno precedente).

Molteplici le cause che sono a monte di questa situazione: l’ormai tristemente acclarata presenza di flussi illegali, l’effetto legato alle vendite di pneumatici praticate on line dall’estero direttamente a consumatori italiani, scarsa trasparenza nell’indicazione dei pesi verificati a destino nei formulari, mancanza di controlli su alcune categorie di operatori della filiera. Data la complessità del problema, e vista l’imminenza del cambio gomme stagionale che porterà ad accrescere enormemente gli accumuli di PFU, Federpneus e CNA hanno ritenuto doveroso sollecitare l’attenzione del Ministero dell’ambiente, proponendo alcune misure per fare fronte all’emergenza, e altri interventi strutturali per evitare, nel medio e lungo periodo, che questa situazione torni a riproporsi tutti gli anni.

In particolare, le associazioni di categoria chiedono nell’immediato le seguenti soluzioni:

 

1) la sospensione temporanea dell’applicazione di eventuali sanzioni alle imprese che, a causa dei mancati ritiri, pur avendo assolto ai propri obblighi, abbiano superato i limiti del deposito temporaneo o, in alternativa, un adeguato ampliamento di detti limiti, anche in virtù degli oggettivi effetti negativi derivanti, sull’intera filiera, dall’emergenza sanitaria;

2) l’implementazione della doverosa attività di vigilanza del Ministero sull’operare dei Consorzi e degli altri operatori direttamente coinvolti nella gestione dei PFU, a fronte delle responsabilità del caso;

 

3) un aumento del target di raccolta, parametrato ai quantitativi effettivi di PFU che necessitano di essere correttamente raccolti, sulla scorta di disposizioni ministeriali, ispirate a quanto già accade per oli e batterie esausti/e, che consenta ai Consorzi in indirizzo, a fronte di un equo incremento dell’attuale contributo ambientale, di provvedere alla raccolta di tutti i pneumatici rimasti “a terra”, dividendo oneri ed onori del c.d. “extra target” per quote di mercato.

 

Per affrontare queste proposte prima che la situazione sul territorio diventi insostenibile, Federpneus e CNA chiedono quindi di organizzare con urgenza un momento di confronto fra i rappresentanti dei diversi soggetti interessati dalle criticità, e di poter discutere anche di ulteriori proposte per rinforzare l’efficacia del sistema, quali: la costituzione di una task force tra Forze dell’ordine ed Agenzia delle Dogane, la previsione di un aggiornamento almeno semestrale della Banca Informativa Pneumatici, l’introduzione di certificati informatici obbligatori che attestino il diritto al ritiro delle quantità in kg fatturati, garantendo così la raccolta dei soli pneumatici regolari.

Il Presidente di Federpneus, Giancarlo Veronesi, ha così commentato l’iniziativa: “la nostra richiesta è di affrontare con urgenza il problema prima che il cambio gomme stagionali comporti un vero proprio collasso del sistema; ma è necessario anche introdurre meccanismi che garantiscano la certezza del ritiro a tutti gli operatori che versano regolarmente il contributo PFU: chi opera diversamente provvederà a pagare in proprio il ritiro, come oggi devono fare purtroppo molti operatori onesti”.

Il Portavoce nazionale gommisti CNA, Giuseppe Calì, ha dichiarato: “Molte aziende stanno vivendo un momento di particolare difficoltà per un servizio di ritiro degli pneumatici fuori uso non adeguato alle proprie esigenze. Vecchi e nuovi problemi che stanno mettendo a rischio l’attività di chi ha sempre lavorato onestamente. CNA chiede maggiori tutele per le imprese che operano nel rispetto delle regole, più controlli sulla filiera di raccolta e sui canali distributivi che immettono sul mercato grandi quantità di pneumatici su cui non viene versato contributo ambientale”.

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