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Articoli - Archivio

27/12/2016
FORMAZIONE E LEGALITÀ PER RILANCIARE I RIVENDITORI

Federpneus

 

Dopo mesi passati a raccogliere e analizzare dati sempre più preoccupanti, Federpneus ha deciso di correre ai ripari con una serie di azioni volte per un verso a difendere la categoria dalle zone grigie del mercato che ogni giorno erodono i volumi dei rivenditori, per l’altro a riqualificare e rilanciare il ruolo del gommista, che deve rappresentare una figura importante per il consumatore

Guido Gambassi

Tempi difficili per i gommisti, che ormai sono accerchiati da tutte le parti. Da una parte aumenta il numero di operatori quali meccanici, concessionari, anche benzinai che pur di recuperare le marginalità che hanno visto diminuire negli ultimi anni cercano di inserirsi anche nel mercato dei pneumatici, a volte con una certa improvvisazione. Dall’altra parte c’è l’assalto dei rivenditori online che erodono fette di mercato con prezzi sempre più stracciati, a prezzi molto inferiori rispetto a quelli normalmente praticati sul mercato, tanto da far ritenere altamente probabile l’evasione dell’Iva e del contributo ambientale per la gestione dei PFU. Un fenomeno che genera problemi a cascata in tutta la filiera, fino a saturare il sistema di recupero e smaltimento dei PFU, lasciando a tanti operatori perfettamente in regola i piazzali pieni di gomme che si accumulano di giorno in giorno. E anche quando il cliente torna in negozio per il cambio gomme, spesso arriva mostrando il prezzo visto su internet, pretendendo uguale trattamento. Una cosa certa in questo scenario nebuloso è che il futuro imporrà dei cambiamenti a tutti gli operatori, che per restare competitivi dovranno puntare sempre di più su nuovi servizi, ma anche sulla qualità del servizio, investendo sulla formazione, sulla specializzazione, sull’aggiornamento. Altrimenti, il gommista rischia di vedersi sminuito diventando un semplice installatore dei prodotti (magari di bassa qualità) che gli utenti (siano essi automobilisti o flotte di autotrasporto) hanno acquistato su internet, a scapito di tutto il valore aggiunto in termini di esperienza e guida nella scelta del prodotto che invece può – e deve – offrire. Queste sono le conclusioni a cui è giunta Federpneus – Associazione Nazionale Rivenditori Specialisti di Pneumatici, che ha quindi deciso di correre ai ripari per tutelare la categoria, agendo su diversi fronti, lavorando sul versate istituzionale per favorire condizioni eque di mercato, e sul fronte interno per rilanciare il ruolo del rivenditore. Il 2016 è stato quindi un anno intenso per l’associazione, che di fronte a questo scenario ha ricostituito al proprio interno la Commissione Tecnica, e su impulso di quest’ultima sta lavorando a una serie di attività finalizzate a rafforzare la competitività delle aziende associate, valorizzando la professionalità specifica del rivenditore specialista di pneumatici e stimolando il rinnovamento delle conoscenze tecniche e il dialogo fra tutti i soci.

 

Il corso sulla riparazione ha inaugurato la Formazione Professionale Federpneus

Nasce così il progetto della Formazione Professionale Federpneus, pensata per offrire ai soci un’attività di aggiornamento professionale istituzionale specificamente rivolta alla categoria. Un progetto che si è concretizzato lo scorso settembre con l’attivazione di un corso professionale di riparazione pneumatici, concepito dalla Commissione Tecnica per dare ai soci interessati gli strumenti concreti per innovare il proprio lavoro e differenziarsi sempre di più dai numerosi soggetti di varie tipologie che da alcuni anni stanno entrando nel settore dei pneumatici. La riparazione, infatti, rappresenta un ambito tecnico di particolare attualità per il settore, vista l’alta attenzione verso il contenimento dei costi da parte dell’utente, e vista anche – purtroppo – la recente cronaca che sempre più spesso riporta di incidenti sul lavoro verificatisi proprio durante la riparazione di pneumatici eseguita in modo non adeguato. Fondamentale, per la realizzazione del corso sulla riparazione, la collaborazione attiva di Rema Tip Top (azienda associata in qualità di socio aderente), che ha curato la parte di formazione teorica in aula, e ha fornito il materiale tecnico per la parte pratica realizzata nell’officina allestita presso la sede Federpneus. Il corso è stato tenuto da Gustavo de Mari, responsabile tecnico Rema Tip Top, e Gabriele Lazzarini, della Commissione tecnica Federpneus, che è stato fra i promotori di questa iniziativa di formazione. “La riparazione di un pneumatico è un’attività che non si può improvvisare, ma richiede specifiche competenze”, sottolinea Gabriele Lazzarini. Tale specializzazione non solo valorizza il gommista, ma contribuisce allo sviluppo del settore, permette al consumatore di risparmiare sull’acquisto di un pneumatico sostitutivo e, in ultima analisi, dà una mano all’ambiente, rimandando lo smaltimento del pneumatico. “Tutti i costruttori di pneumatici concordano sulla necessità che tali operazioni siano svolte da personale qualificato e specificatamente formato, secondo quelle che per altro sono le indicazioni della normativa Europea E.T.R.T.O.”, dice Lazzarini. “Ci sono tipologie di pneumatici a più elevato contenuto tecnologico, come i Run Flat, i Seal Inside e i Pncs, che comunemente, ma anche erroneamente, si ritiene non possano essere riparati. In realtà in molti casi si possono riparare, solo che non si conosce il percorso tecnico per la riparazione. Questo è solo un esempio di quanto è importante oggi la figura del rivenditore e riparatore specialista”. La parte teorica del corso è stata dedicata agli aspetti fondamentali della chimica, della gomma e dei suoi composti, e al processo di vulcanizzazione. La parte pratica invece ha portato i partecipanti a toccare con mano le fasi operative, ovvero l’ispezione del pneumatico, la corretta analisi del danno, la valutazione dei limiti di riparabilità e le tecniche di applicazione della riparazione.

L’apprezzamento espresso dalle aziende partecipanti ha incoraggiato la Commissione tecnica a proseguire su questo percorso, e sono infatti in fase di valutazione ulteriori momenti di formazione da organizzare insieme ad altre aziende che fanno parte di Federpneus come soci aderenti, per affrontare in modo specialistico altri temi importanti quali la manutenzione programmata delle attrezzature dei punti vendita, aspetti specifici dei prodotti run flat e degli autoriparanti, per approfondire le tematiche della riparazione dei pneumatici per autocarro, ma anche gli aspetti relativi ai serraggi dei dadi dei vari tipi di veicolo.

Un altro significativo progetto che ha visto la luce è il blog dell’associazione (blog.federpneus.it) creato per offrire a tutti gli associati uno spazio in cui discutere, confrontarsi, scambiare riflessioni e pensieri, ma anche rimanere informati sui nuovi trend di settore, le normative, parlare di problematiche tecniche che possono capitare nel lavoro di tutti i giorni. Uno strumento in cui Federpneus crede molto, e che potrà servire a rilanciare temi e proposte, ma anche a “serrare i ranghi” in vista dei tempi di cambiamento che attendono tutto il settore. L’associazione sta inoltre lavorando per chiedere la reintroduzione dell’elenco delle attrezzature minimali, elemento in assenza del quale, negli ultimi anni, si è fortemente dequalificata la categoria dei rivenditori, e sta quindi redigendo una bozza di progetto, che sarà presentata nei prossimi mesi.

 

Legalità per tutelare il mercato. E l’ambiente

L’altro versante di azione di Federpneus è rappresentato dai rapporti istituzionali. L’associazione è accreditata presso i tavoli di approfondimento al Ministero dell’ambiente nei quali si discute negli ultimi mesi dei problemi legati allo smaltimento dei PFU, e in questa sede si impegna per sollecitare una rapida soluzione per l’emergenza legata ai ritardi nelle operazioni di smaltimento, un fenomeno che tocca da vicino tanti associati danneggiando la loro attività quotidiana ed esponendoli al rischio di ingiuste sanzioni. Proprio in occasione di queste riunioni incontri con le associazioni di categoria che si sono svolti presso il Ministero dell’Ambiente, Federpneus ha proposto la soluzione della scissione dei pagamenti (il cosiddetto “split payment”) per contrastare il fenomeno della vendita irregolare di pneumatici su internet. Il meccanismo dello “split payment”, introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 (Legge n. 190/2014), viene attualmente applicato alle prestazioni di servizi e alle cessioni di beni effettuate a favore della Pubblica Amministrazione da parte di imprese private. Tale meccanismo obbliga le Pubbliche Amministrazioni a effettuare il pagamento dell’Iva indicata in fattura direttamente all’erario, anziché all’impresa privata, scindendo in questo modo il pagamento del corrispettivo da quello della relativa imposta. Oltre all’ingiusto vantaggio sul prezzo dei pneumatici venduti su internet, ottenuto dalla mancata applicazione dell’Iva e del contributo PFU, e ai conseguenti danni per l’erario, è da sottolineare che è principalmente dalle vendite irregolari di pneumatici che si generano quei flussi di PFU eccedenti i target di raccolta dei consorzi autorizzati alla loro gestione, flussi che creano forti criticità per il sistema e danni ambientali. Secondo Federpneus, applicare il meccanismo dello “split payment” anche all’ambito del commercio online di pneumatici potrebbe essere una soluzione efficace per garantire un minor rischio di inadempimento dell’obbligo di pagamento dell’Iva e del contributo PFU da parte degli operatori che vendono su internet. Sarebbe sufficiente, ad esempio, che lo Stato obbligasse i soggetti cedenti che operano all’interno del commercio elettronico a introdurre un sistema di pagamento online in grado di suddividere automaticamente l’importo spettante al venditore (imponibile), allo Stato (IVA) e al consorzio prescelto per la gestione dei Pneumatici Fuori Uso (contributo ecologico PFU). Ciò non danneggerebbe in alcun modo tutti quegli operatori del settore che da sempre operano nella piena legalità e trasparenza, mentre consentirebbe di portare alla luce quella che è a tutt’oggi una zona d’ombra del commercio di pneumatici su internet, con beneficio dell’intera filiera e dell’intero mercato.

Sempre con l’obiettivo di dare un contributo concreto a tutela del mercato, dell’ambiente e degli operatori in regola, Federpneus ha inoltre sottoscritto lo scorso giugno il “Patto per la legalità”, un protocollo d’intesa a cui hanno aderito Legambiente, Ecopneus, AIRP - Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici, e Confartigianato Imprese, allo scopo di invertire la rotta verso la legalità, arginando la montagna di PFU che vengono prodotti al di fuori dei circuiti legali. Guido Schiavon, presidente Federpneus, ha sottolineato in occasione della sottoscrizione che “la lotta all’illegalità è uno dei cardini dell’attività della nostra Associazione. Non può esistere, infatti, business e crescita industriale se le regole del gioco non sono chiare e uguali per tutti”. Con questo accordo, Federpneus è diventata membro del tavolo permanente per la legalità formato dalle associazioni aderenti, una collaborazione che sfocerà presto in una serie di strumenti e progetti concreti per contrastare i fenomeni illegali legati alla vendita e allo smaltimento dei pneumatici.

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