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24/02/2017
FOCUS OFFICINA: COME SI COSTRUISCE L'OFFICINA DEL FUTURO?

Formazione professionale

 

Il progetto, promosso da Autopromotec EDU e Quattroruote Professional, piace agli autoriparatori che in numero crescente seguono i corsi dedicati all’approfondimento della gestione economica e del digital marketing per le imprese dell’assistenza postvendita

Dino Collazzo

Curiosità e voglia di mettersi in gioco. Per migliorare la propria officina e renderla 4.0 gli autoriparatori hanno deciso di tronare a studiare, e per farlo hanno scelto di seguire i corsi di Focus Officina. Il progetto, realizzato da Autorpomotec EDU e Quattroruote Professional, ha lo scopo di fornire ai partecipanti una serie di nozioni e strumenti sia su come migliorare la gestione economica d’impresa sia su come potenziare la comunicazione online. Nelle prime due tappe di Bologna e Milano (ne sono previste altre in diverse città italiane, calendario su
www.focusofficina.com) i titolari di aziende dell’aftermarket hanno analizzato, insieme a esperti del settore, diverse strategie: dal come incrementare i ricavi e allargare il proprio business, fino alle tecniche per riuscire, servendosi del web, a comunicare qualità e competenza del proprio lavoro.

Le lezioni riguardano due aspetti utili a tenere il passo con l’evoluzione che sta investendo il comparto dell’automotive e del post vendita. Da un lato si tratta di comprendere come amministrare al meglio la propria azienda investendo in innovazione e tecnologie, dall’altro di imparare a usare il web come vetrina in cui mettere in mostra qualità, prodotti e competenze per trovare nuovi clienti.

Sono stati quindi progettati due corsi specifici, pensati per fornire conoscenze specifiche nel campo del digital marketing e della gestione economica nell’officina. «Ciò che facciamo durante le ore di lezione è spiegare come avviare al meglio l’attività di digital marketing – precisa Daniele Rozzoni, docente del corso “La tua officina sul web: come muovere bene i primi passi” e fondatore di
Kerete.it». «Nel caso del web, avere una presenza in rete, farsi conoscere, fornire i dettagli del proprio lavoro, aprirsi a logiche di networking e crearsi una propria reputazione, grazie alle recensioni degli utenti, è indispensabile per intercettare sempre più consumatori». Oggi sempre più persone usano i motori di ricerca su internet per informarsi su cosa comprare e dove. Un atteggiamento che vale anche per l’auto e che le imprese dell’aftermarket hanno ben compreso – visto con quanta velocità sta cambiando il mercato – ma sul quale sembrano ancora indietro rispetto ad altri settori. «Bisogna investire non solo in tecnologia ma anche in marketing; – sottolinea Rozzoni – che senso ha avere strumenti all’avanguardia e le migliori competenze se poi non si sa come comunicarle ai clienti? È per questo che una buona formazione è essenziale per orientarsi in questo campo».

L’obiettivo del corso di digital marketing è spiegare l’importanza di una corretta presenza online e di imparare a usare gli strumenti chiave per ottimizzare la propria visibilità così da fidelizzare i propri clienti o acquisirne di nuovi. «Durante la lezione spiego quali sono le prime cinque cose da fare subito per creare il proprio profilo online», continua Rozzoni. «Bisogna partire da cose semplici imparando a comunicare il proprio lavoro. La digitalizzazione nell’aftermarket è ancora a livello zero e questo non è un bene. Fatta eccezione per le grandi imprese, i piccoli guardano ancora con poco interesse a quest’aspetto che invece può aprirgli nuovi scenari e nuove possibilità».

Non solo web, per rimanere competitivi e non farsi stritolare dal mercato serve anche una solida gestione economica unita a una buona strategia imprenditoriale. A fornire la cassetta degli attrezzi in questo caso c’è il corso sulla gestione economica dell’officina. «L’idea di partenza è fornire alle imprese dell’aftermarket indipendente nozioni di management», spiega Marco Fossati, docente del corso “Gestione economica dell’officina” e collaboratore di Quattroruote professional. «In questo modo i proprietari delle officine iniziano a comprendere come monitorare gli aspetti fondamentali della redditività della propria struttura.

Si parte dall’analisi del conto economico spiegando le varie voci che lo compongono per poi arrivare a individuare una strategia per incrementare i ricavi, migliorare la marginalità e avere una gestione oculata dei costi». In base agli ultimi dati in Italia esistono 83.460 officine che servono poco più di 37 milioni di autoveicoli con un rapporto di 444 veicoli per ogni meccanico. Una rete di autoriparatori che si estende capillarmente su tutto il territorio e che con il sopravanzare di veicoli sempre più innovativi – in Italia è in corso una graduale sostituzione del parco auto che risulta il più vecchio d’Europa – deve per forza di cose puntare sulla didattica professionale se vuole essere in grado di fornire un’assistenza adeguata e avere degli utili in crescita. Il rischio, infatti, è di diventare obsoleti per poi finire con il dover abbassare la serranda. Uno scenario che il Financial Times, in un’inchiesta pubblicata un mese fa, ha ipotizzato per diversi lavori, tra cui anche quelli legati all’automotive e aftermarket, e che prende le mosse dal rapido sviluppo tecnologico. «Nelle tre ore del corso vengono forniti una serie di spunti su cui riflettere; continua Fossati – in più grazie a delle esercitazioni pratiche i partecipanti testano quanto appreso in modo da avere delle idee di business da sviluppare una volta tornati a casa».

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