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27/04/2016
FLOTTE AZIENDALI: VINCENTE LA PROSPETTIVA GREEN

Valore sociale

 

Incontro organizzato da Gruppo Italia Energia in collaborazione con ABI Energia per presentare l’indagine sull’impatto ambientale delle flotte aziendali 

Paolo Castiglia

Dare un valore anche sociale, dal punto di vista della tutela ambientale e quindi della salute dei cittadini, alla costruzione e alla gestione delle flotte delle auto aziendali. L’obbiettivo di prospettiva è che queste non rappresentino più soltanto una comunque importante risorsa del punto di vista dell’economia delle imprese strutturate, ma diventino anche un’occasione di servizio alla comunità dei cittadini.

Quindi, crescente attenzione all’ottimizzazione delle flotte auto aziendali, stretto controllo dei consumi e possibile introduzione delle auto elettriche. Questi i temi chiave che sono emersi durante il convegno “Flotte aziendali, quali vantaggi oltre il green”, organizzato da Gruppo Italia Energia in collaborazione con ABI Energia per presentare i risultati di una ricerca condotta da ABI Lab, il centro di ricerca e innovazione per la banca promosso dall’Associazione Bancaria Italiana.

Tutto nasce da una riflessione a tutto tondo su come vengono costituite e gestite le flotte auto aziendali, come accennato, soprattutto sul tema delicatissimo, anche dal punto di vista economico e finanziario, dei consumi.

Una mobilità, quindi, che se da un lato è essenziale per tutte le imprese e per gli istituti di credito oggetto della ricerca, dall’altro punta a diventare sempre più verde al punto che è tra i principali obiettivi in campo energetico-ambientale per le banche con sede nella penisola, come ha spiegato in sede di convegno Giorgio Recanati, senior research analyst dell’Abi.

Dall’evento romano è anche emerso un altro aspetto fondamentale: le auto aziendali, oltre a essere una risorsa necessaria, sono anche un costo importante per le aziende.

Ma cosa accadrebbe se queste vetture riuscissero, ben gestite, a essere anche un valore sociale?  Nel convegno si è quindi valutata e analizzata con attenzione la qualità dell’impatto ambientale di una flotta di vetture ecosostenibili utilizzate da grandi realtà industriali. Alla base del nuovo impulso previsto per le auto aziendali è stato lo studio realizzato da Abi Energia appositamente per l’evento, dove sono analizzate e prese in considerazione numerose variabili, come l’impatto e i costi dei veicoli nel comparto bancario, fino ad arrivare a un’attenta analisi dei diversi costi, efficienze e impatto di CO2 di questo settore.

Non sono mancati gli spunti tecnologici con un intervento a cura dell’Enea, il risvolto normativo con la collaborazione dello studio Macchi di Cellere Gangemi e la presenza di mobility manager e best pratices aziendali con Adriano Claudio Violini, BNP Paribas e Antonio De Crescenzo dell’unione dei comuni Valle dell’Orco.

Fondamentale il concetto emerso con forza dalla mattinata di lavori, che, se le aziende introducessero nella propria car list vetture ecologiche tipo bi-fuel o ibride, attuerebbero una scelta di enorme importanza, soprattutto in termini di costi-benefici, come ad esempio la riduzione del costo del carburante, la silenziosità del motore o l’assenza di fumi di scarico. Inoltre, questo tipo di scelte incide non solo per quanto riguarda gli interessi economici, ma anche nel dare un enorme aiuto nell’accrescere la brand reputation delle aziende. 

Decisivi anche altri metodi sostenibili per arrivare sul luogo di lavoro, dal car pooling alle due ruote e le agevolazioni per impiegati e clienti che si impegnano a raggiungere la sede lavorativa in maniera ecologica.

Un focus decisivo è stato quello che ha riguardato gli istituti bancari: la mobilità può diventare un veicolo per integrare concetti di sostenibilità, tant’è che può rappresentare un contesto da sviluppare per le banche con sede nella penisola. Come ha spiegato ancora Giorgio Recanati, senior research analyst di ABI: “Il 100% degli istituti interpellati - ha affermato - hanno individuato nella riduzione del consumo di energia complessivo della banca, che va di pari passo con la riduzione delle emissioni,  il target primario da raggiungere in tema di eco sostenibilità. Al secondo posto il raggiungimento di una mobilità sostenibile, seguito dalla riduzione del consumo medio di energia nelle nuove agenzie”.

Al tempo stesso nella ricerca si vede come il 57% dei funzionari che hanno partecipato hanno costituito un team composto da funzioni diverse per un più facile raggiungimento degli obiettivi energetico-ambientali, mentre poco meno della metà degli enti hanno un mobility manager. Oltre alla mobilità centrale il tema del green procurement, ossia l’integrazione di considerazioni di carattere ambientale nelle procedure di acquisto.

Dalle rilevazioni è emerso come il 57,1% delle banche ha eseguito una valutazione economica rispetto un eventuale passaggio alle auto elettriche. Intanto il 42,9% ha guardato avanti e ha iniziato a creare delle infrastrutture di ricarica, anche se, per ora, le auto aziendali negli istituti di credito sono in media 4 ogni 100 dipendenti, con un’età dei mezzi che nell’86% dei casi ha meno di 4 anni e con una formula che nel 96,74% prevede il ricorso al noleggio a lungo termine.

 

 

ENEA: La  vera nuova frontiera della ricerca è l’integrazione di più fonti

elettriche

Per l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, la sfida futura è aumentare la capacità di accumulo di energia delle auto a emissioni zero e l’aumento della velocità di ricarica dei veicoli elettrici. ENEA è fra i maggiori attori nel miglioramento delle tecnologie della mobilità sostenibile, con uno staff di 20 persone dedicate.

Come ha affermato durante i lavori Gaetano Valenti, ricercatore ENEA: “Stiamo sviluppando dei sistemi di ricarica che avvengano in modalità WiFi. Al tempo stesso stiamo valutando carburanti alternativi fra cui quelli che prevedano la miscela metano-idrogeno. La  nuova frontiera della ricerca è l’integrazione di più fonti elettriche. A iniziare dalle rinnovabili, che sono le sole a far sì che le auto con batterie al litio siano veramente a emissioni zero. Importante anche creare sorgenti elettriche ad accumulo stazionario, in modo da avere colonnine di ricarica anche in luoghi dove sarebbe antieconomico realizzare infrastrutture tradizionali”. Il sistema di accumulo, pensato per ora per minibus elettrici, sviluppato da ENEA in collaborazione con le università di Pisa e di Roma prevede 24 moduli al litio ciascuno dei quali ricaricabili in 5 minuti durante la sosta al capolinea, su un percorso di pochi chilometri. L’obiettivo più prestigioso, che potrebbe lanciare l’Italia verso la mobilità a emissioni zero, è però la ricarica a induzione, attualmente in fase di sviluppo insieme all’Università di Padova.

 

Sharing mobility, App e Piani urbani di mobilità sostenibile

Ma quali sono, concretamente, le ricette per la promozione di una flotta di auto aziendali green? Parliamo di Sharing mobility, App e Piani urbani di mobilità che rappresentano solo alcuni degli ingredienti per lo sviluppo di una green mobility, un trasporto cioè, sia pubblico che privato, che rispetti l’ambiente e non produca emissioni nocive. Difatti una mobilità sostenibile prevede che si ripensi completamente lo stile di vita. Un obiettivo possibile è arrivare a una riduzione degli spostamenti individuali in auto e moto sotto la soglia del 50% entro i prossimi tre anni, per arrivare al 35% nel 2050. Come? Innanzitutto con la mobilità condivisa: dal car sharing al park sharing, dal bike sharing al car pooling.

La sharing mobility, infatti, è il nuovo modo di muoversi in città. Secondo la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in Italia sono presenti più di 100 iniziative di bike sharing, con oltre 10.000 bici disponibili, circa 6000 auto in car sharing (erano 700 nel 2011) con 500.000 utenti nei primi mesi dell’anno e una proiezione al 2020 di 12 milioni di utenti nel mondo per un fatturato di 6,2 miliardi di euro.  La crescita dell’utilizzo dell’auto condivisa è dovuta soprattutto alle soluzioni free float modalità grazie alla quale le auto, invece di avere una postazione di parcheggio fissa, possono essere prese e riconsegnate ovunque all’interno di un’area stabilita. Car2Go ed Enjoy ed Enjoy, presenti a Milano, Roma, Firenze e Torino, sono le due realtà più note con un totale di quasi 4.000 auto in condivisione e rispettivamente 180.000 e 270.000 utenti iscritti. Non solo spostamenti dentro la città.

A essere condivisi possono essere anche i viaggi “fuori porta” grazie a BlaBlaCar, un servizio di ride sharing basato su un network di automobilisti che mettono a disposizione la propria vettura per condividere una parte del viaggio con altre persone. In 24 mesi, grazie a questa applicazione, sono state risparmiate 500mila tonnellate di carburante e 1 milione di tonnellate di CO2 non è stato immesso in atmosfera. E, se fatto in compagnia, anche andare a lavoro può essere più piacevole. Lo dimostra il successo di Jojob, un servizio di car pooling aziendale che mette in contatto i colleghi di una stessa azienda, o di aziende limitrofe, per condividere in auto il tragitto casa-lavoro. Un’iniziativa che oggi, in Italia, coinvolge oltre 50 aziende di grandi dimensioni e che nel solo 2015 ha ridotto di 30 tonnellate le immissioni di CO2 in atmosfera. App sul car sharing e sul car pooling, sul ride sharing e sul bike sharing. Ormai la mobilità sostenibile è a portata di click.

Lo smartphone diventa, infatti, lo strumento per organizzare il proprio spostamento fisico grazie a numerose app che forniscono in tempo reale le informazioni sulla mobilità. Un punto di partenza importante per migliorare la mobilità delle città italiane, infatti, sono anche i Piani Urbani di Mobilità Sostenibile, ora volontari. Una maggiore diffusione dell’adozione dei PUM può rappresentare, infatti, un valido apporto allo sviluppo della green economy, incrementando i veicoli e i carburanti a ridotto impatto ambientale, i servizi informatici che contribuiscono a razionalizzare gli spostamenti in ambito urbano, nonché le tecnologie in grado di ridurre la necessità di spostarsi attraverso l’utilizzo di applicazioni informatiche.

 

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