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Articoli - Archivio

27/10/2016
FIDUCIA E INVESTIMENTI

Mercato auto

 

Con il perdurare dell’attuale situazione economica generale, confermata anche dai recenti dati sulla bassissima crescita del PIL, non ci sarà crescita strutturale del mercato senza una proroga degli strumenti di sostegno fiscale agli investimenti

 

Renzo Dotti

Quando una crescita può dirsi strutturale? L’ottimo andamento che sta caratterizzando il mercato italiano dell’auto potrebbe far supporre di essere sulla buona strada per consolidare un trend che per il ventisettesimo mese consecutivo ha fatto registrare il segno positivo. Numeri di rilievo sono infatti quelli che hanno contraddistinto lo scorso mese di agosto (71.756 immatricolazioni, +20,1% rispetto allo stesso mese del 2015) e in generale tutti i primi 8 mesi del 2016 che, con 1.251.806 unità, hanno segnato un 17,4% in più rispetto ai volumi dello stesso periodo dello scorso anno. Insomma una serie di dati che dovrebbero far cambiare idea anche al più pessimista degli analisti, di fronte a una crescita che sembra non conoscere soste. Ma, come si suole dire, non è tutto oro quello che luccica.  

 

Fra soddisfazione e preoccupazione

Dopo il rallentamento di luglio, positivo ma non eclatante, il mercato italiano autoveicoli ha ripreso a correre con volumi di vendita così alti che occorre ritornare indietro al mese di agosto 2009, quando le immatricolazioni superarono le 85.000 unità, per rintracciare risultati migliori. Numeri sicuramente agevolati dai positivi effetti del calendario (22 giorni lavorativi ad agosto 2016 rispetto ai 21 di agosto 2015) e dalla persistente volontà di non procrastinare ulteriormente la sostituzione dell’auto dopo anni di continuo rinvio. In generale in tutto il 2016, e anche nei due anni precedenti, l’acquisto dell’auto nuova è stato favorito dal basso costo del denaro, da una progressiva maggior facilità di accesso al credito, dal calo dei prezzi del carburante e dalle allettanti offerte delle Case automobilistiche. Il tutto, naturalmente, in un clima di fiducia generale che, mantenendosi elevato per diversi mesi, ha convinto molti privati, e non solo, che fosse il momento buono per cambiare l’auto, prendendo così una decisione rinviata da diversi anni. Nei prossimi mesi è però prevedibile un rallentamento dei ritmi di crescita, a causa del ridimensionamento del clima di fiducia di consumatori e imprese e della persistente stagnazione economica generale. Significativo a tal proposito il dato Iesi (Istat economic sentiment indicator) relativo all’indice composito del clima di fiducia delle imprese sceso sotto quota 100 per la prima volta da febbraio 2015. Un campanello di allarme da non sottovalutare.

 

Proposte per sostenere la crescita

È inutile fare tanti giri di parole. Le Case automobilistiche e le associazioni che le rappresentano lo sanno bene: con il perdurare dell’attuale situazione economica generale, confermata anche dai recenti dati sulla bassissima crescita del PIL, non ci sarà crescita strutturale del mercato senza una proroga degli strumenti di sostegno fiscale agli investimenti. Si intende soprattutto il super ammortamento che, introdotto con la Legge di stabilità 2016, si è dimostrato uno strumento efficace per il rinnovo delle flotte aziendali e delle auto a noleggio, cresciute nell’ultimo mese di agosto rispettivamente del 22% e del 30%. Inoltre molti addetti ai lavori ritengono che i tempi siano ormai maturi per attuare una revisione della fiscalità in chiave ambientale, sull’esempio di quanto avviene in 20 Paesi su 28 dell’Unione Europea che già applicano forme di tassazione in funzione di emissioni di CO2, puntando alla diffusione dei veicoli ecologici e alla sostituzione di quelli più inquinanti ancora circolanti. In questa direzione si collocano diverse proposte fra cui spiccano quelle relative al mantenimento di una fiscalità più vantaggiosa per i carburanti alternativi (inclusi i biocarburanti), l’implementazione della rete distributiva, in particolare quella del metano e del metano liquido, accelerando sulla semplificazione delle procedure delle autorizzazioni amministrative. Infine misure di supporto alla diffusione dei veicoli ad alimentazione alternativa, che orientino il consumatore verso modelli che generano minori emissioni di scarico e che utilizzano carburanti più puliti.

 

Consumo e consumi sostenibili

Sono diverse le iniziative che possono contribuire a orientare il settore verso modelli di consumo sostenibile. Uno di questi è la rimodulazione dei costi di utilizzo del veicolo basata sulla logica “pay as you drive”, una soluzione già garantita dalla telematica applicata ai trasporti e che si sta diffondendo, nel nostro Paese con una progressiva riduzione dei costi assicurativi, oltre che delle frodi relative agli incidenti stradali. Associazione automobilistiche e operatori in genere auspicano che il mercato delle tecnologie intelligenti per i trasporti cresca ulteriormente nei prossimi anni e che, insieme alla necessaria revisione della fiscalità, favorisca la realizzazione di un piano per la mobilità sostenibile di cui il governo dovrebbe dotarsi in tempi rapidi, puntando sulla diffusione dei veicoli ecologici e sullo sviluppo delle nuove tecnologie dell’auto connessa. Sarebbe così garantito il tanto agognato rinnovo del parco auto, garanzia di un ambiente più pulito e di crescita del mercato auto.

  

 

Alimentazioni alternative in caduta

Chi l’avrebbe mai detto? Fino a non molto tempo fa le auto a GPL e a metano, le cosiddette trazioni alternative, rappresentavano un segmento in continua crescita, anche nelle difficoltà del mercato auto, spinto da indubbie motivazioni legate ai consumi e alle emissioni. Oggi però il vento appare cambiato e, mentre il resto delle alimentazioni (benzina, diesel e ibride) sembrano avere superato la crisi crescendo a ritmi notevoli, le auto a trazione GPL e metano accusano pesanti segni negativi. Complice il calo del prezzo del petrolio, che ha indotto molti a optare per le alimentazioni tradizionali o, al più, per i motori ibridi, nel periodo gennaio- agosto 2016 la contrazione è stata del 20% per le vetture a GPL e del 28% per quelle a metano, riducendo notevolmente le rispettive quote di mercato passate per il GPL dall’8,2% del 2015 al 5,5% dei primi 8 mesi del 2016 e per il metano da 4,1% del 2015 a 2,5% dell’anno in corso.

 

Veicoli commerciali boom!

Dopo 31 mesi di crescita consecutiva, il mercato dei veicoli commerciali ha ulteriormente accelerato nel mese di agosto con un clamoroso +118,4% rispetto allo stesso mese del 2015. Secondo le stime diffuse dal Centro Studi e statistiche di Unrae, sono infatti ben 12.239 i veicoli venduti ad agosto 2016 rispetto alle 5.645 unità di 12 mesi prima. Il cumulato dei primi 8 mesi del 2016 fa registrare un significativo incremento del 39,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (114.185 unità immatricolate rispetto a 81.772). Numeri importanti, ma molto “agevolati” dalla scadenza per i primi di settembre dei fondi derivanti dalla Legge Sabatini (scaduti lo scorso 3 settembre) e dalla norma del super ammortamento che ha determinato un forte sostegno alle vendite di veicoli da lavoro.

 

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