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01/09/2016
FEDERPNEUS GETTA LA BASI DI UN NUOVO CORSO

Rinnovamento per i rivenditori specialisti di pneumatici

 

E-commerce, nuovi canali di distribuzione, tecnologie all’avanguardia, crisi economica globale stanno cambiando il mondo dell’automotive e dell’aftermarket legato al settore. Federpneus (Associazione Nazionale Rivenditori Specialisti di Pneumatici) indica la via da seguire, affinché le nuove sfide si trasformino per i propri associati in reali opportunità

Nicoletta Morizio

Nella battaglia sempre più feroce per la conquista del mercato del commercio di pneumatici, la professionalità è la principale arma sui cui i rivenditori specialisti possono e devono oggi fare affidamento. Ne è assolutamente convinto Gabriele Lazzarini, della Commissione Tecnica di Federpneus (Associazione Nazionale Rivenditori Specialisti di Pneumatici): “Per competere con una concorrenza sempre più vasta, diversificata, agguerrita, ma non sempre preparata, dobbiamo investire al massimo nella professionalità e riqualificare rapidamente le nostre aziende. In questo modo, la qualità e la specializzazione del nostro lavoro saranno immediatamente evidenti e percepibili per i consumatori e per tutta la filiera, diventando così un elemento distintivo e un vantaggio competitivo importante per i nostri soci”.

Federpneus, attraverso il rinnovato impegno della sua Commissione Tecnica, si muove quindi per dare risposte concrete alle più attuali problematiche dei soci. La Commissione Tecnica sta promuovendo iniziative in materia di qualificazione della categoria.

 

Una riparazione specialistica

“La riparazione di un pneumatico è un’attività che non si può improvvisare, ma richiede specifiche competenze”, illustra Gabriele Lazzarini. Tale specializzazione non solo valorizza il gommista, ma contribuisce allo sviluppo del settore, permette al consumatore di risparmiare sull’acquisto di un pneumatico sostitutivo e, in ultima analisi, dà una mano all’ambiente, rimandando lo smaltimento del pneumatico. “Tutti i costruttori di pneumatici concordano sulla necessità che tali operazioni siano svolte da personale qualificato e specificatamente formato in tal senso, secondo quelle che per altro sono le indicazioni della normativa Europea E.T.R.T.O.”, dice Lazzarini. “Ci sono tipologie di pneumatici a più elevato contenuto tecnologico, come i run flat, i seal inside e i pncs, che comunemente, ma anche erroneamente, si ritiene non possano essere riparati. In realtà in molti casi si possono riparare, eccome, solo che non si conosce il percorso tecnico per la riparazione. Questo è solo un esempio di quanto è importante oggi la figura del rivenditore e riparatore specialista”.

Federpneus ha dunque pensato per i propri associati a un percorso di qualificazione in materia di riparazione, il cui fine è appunto riconoscere il valore di questa specializzazione, anche attraverso esperienze formative, contribuendo a farne un elemento distintivo e competitivo fondamentale in un mercato in cui sempre più competitor si stanno affacciando.

 

Cresce l’offerta, ma non sempre la professionalità

Negli ultimi anni, infatti, l’offerta in quanto a servizi legati al pneumatico è molto aumentata. Sono oggi circa 6.000 le aziende iscritte alla Camera di Commercio che commercializzano pneumatici. Di queste oltre un terzo sono associate a Federpneus. Ci sono poi circa 34.000 punti vendita distribuiti sul territorio nazionale. Il mondo di chi gestisce i pneumatici in pochi anni è decisamente cresciuto. In questo, un ruolo importante l’ha avuto l’introduzione della normativa sull’uso obbligatorio delle coperture invernali in certi periodi dell’anno. Come spiega lo stesso Lazzarini, l’opportunità per i rivenditori si è trasformata però in un boomerang, nel momento in cui si è generata un’improvvisa e ampia domanda che non era possibile soddisfare e che ha favorito l’ingresso nel mercato di nuovi soggetti. A dare una misura di questo allargamento esponenziale del settore è anche un recente dato reso noto da Bridgestone: tra il 2010 e il 2015, la diffusione degli smonta/monta ruote tra gli operatori italiani della riparazione sarebbe aumentata del 22,3%, portando da 15.031 a 18.379 il numero delle aziende che ne sono dotate. Tra questi non ci solo gommisti, ma anche officine meccaniche (passate dal 34,8% nel 2010 al 49,2% nel 2015), officine autorizzate (dal 61,2% al 77,7%) e concessionari d’auto (dal 79,7% ad addirittura il 92,1%).

 

Riqualificare la categoria dei rivenditori

A questa crescita esplosiva del settore, però – avverte Gabriele Lazzarini – non sempre e ovunque corrisponde anche un’adeguata competenza in materia di riparazione. Per tale ragione, un altro passo importante, in quest’ultimo anno, è stato mosso dalla Commissione Tecnica Federpneus per la riqualificazione della categoria con la proposta di creare un protocollo Federpneus. Questo identificherà i requisiti chiave del rivenditore specialista professionale, che appunto si potrà fregiare di un apposito marchio distintivo Federpneus: “Crediamo che il protocollo e la certificazione siano entrambe azioni importanti, soprattutto in questo momento storico, perché permettono di valorizzare il ruolo del rivenditore di pneumatici nella filiera e riqualificare l’intera categoria”, spiega Lazzarini. “Il prossimo passo è comunicare al mondo dell’automobile il concetto ‘Federpneus’ e con esso marcare le caratteristiche e il valore del rivenditore specialista di pneumatici. Siamo di fronte a un’evoluzione epocale. Per coglierne le opportunità dobbiamo uscire dall’impasse in cui le nostre aziende si trovano in questo momento”.

 

Opportunità e minacce di un mondo che cambia

È impossibile negare i profondi mutamenti che stanno interessando tutto il mondo dell’automotive e che, per quantità e qualità, hanno davvero pochi precedenti: dalla crisi globale che ha prioritariamente travolto il settore, al sorprendente livello tecnologico applicato ai prodotti, passando per i cambiamenti nelle modalità e nelle percezioni di acquisto create dall’esplosione di Internet e del commercio on-line, fino ad arrivare alla moltiplicazione e alla diversificazione dei canali di vendita. La filiera del pneumatico è stata essa stessa toccata e mutata da questi eventi. “La rivoluzione è in atto da tempo anche nel nostro settore e va in tutte le direzioni, coinvolgendo diversi aspetti della nostra attività, dal modo di vendere pneumatici alla tipologia di servizi che siamo chiamati a offrire”, spiega Lazzarini. In pochi anni è profondamente cambiato lo scenario competitivo, in cui si devono ora muovere i rivenditori specialisti di pneumatici. Internet ha portato con sé nuove opportunità, ma ha anche tolto “smalto” ai gommisti, che si devono oggi confrontare con nuovi e sempre più numerosi concorrenti, in un contesto geograficamente allargato, molto competitivo e talvolta confuso dal punto di vista della regolamentazione normativa. Il commercio on-line ha infatti purtroppo anche amplificato fenomeni negativi quali l’evasione dell’IVA e il mancato pagamento dell’eco contributo per lo smaltimento dei pneumatici fuori uso (PFU). Oltre ai danni recati all’erario e all’ambiente, queste forme di concorrenza sleale hanno indiscutibilmente penalizzato il settore sia dal punto di vista economico che dell’immagine.

 

Riprendersi il mercato

Per recuperare terreno, secondo Lazzarini, i rivenditori specialisti di pneumatici devono ora emergere con il “sapere, saper essere e saper fare”, che in altre parole vuol dire puntare su professionalità, competenza, specializzazione, serietà e onestà. “Dobbiamo fare di più in termini di servizio, ma con la stessa professionalità di sempre, quella che vogliamo ci sia riconosciuta. Dobbiamo diversificare la nostra attività, mantenendo elevato il livello prestazionale. Il mercato sta cambiando, anzi, in parte è già cambiato. Dobbiamo cavalcare l’onda, se non vogliamo esserne travolti”.

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