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Articoli - Archivio

07/03/2014
FCA, COSTRUTTORE GLOBALE

 


Economia: matrimonio tra il Lingotto e la casa di Detroit


Nessun abbandono dell’Italia: saranno riattivati in pieno tutti gli impianti produttivi della penisola

Paolo Castiglia

L’Italia rientra nel “salotto buono” della grande industria mondiale. Lo fa da protagonista visto che  la casa automobilistica tricolore ha acquisito, proprio all’inizio del 2014, il 100% di Chrysler. Tutto questo grazie all’acquisto del 41,46% di quote che erano di Veba, fondo sanitario del sindacato americano Uaw, a cui andranno subito 3,65 miliardi di dollari, più altri 700 milioni spalmati in quattro rate da qui ai prossimi tre anni. Fiat Chrysler Automobiles è, quindi, il nuovo nome del gruppo formato dalle due case automobilistiche. La sede legale sarà in Olanda: una società di diritto olandese diventerà, infatti, la holding del Gruppo, che sarà quotato in borsa a New York e a Milano. La quotazione al Nyse sarà completata entro la fine del 2014. Nel logo del gruppo Fiat Chrysler Automobiles ci sarà l’acronimo FCA. Il nuovo gruppo avrà la sede fiscale in Gran Bretagna. “Questa scelta - afferma la società - non avrà effetti sull’imposizione fiscale cui continueranno a essere soggette le società del Gruppo nei vari paesi in cui svolgeranno le loro attività”.

Tutte le attività che confluiranno in Fiat Chrysler Automobiles “proseguiranno la propria missione, compresi naturalmente gli impianti produttivi in Italia e nel resto del mondo, e non ci sarà alcun impatto sui livelli occupazionali”. Si tratta quindi di una fusione di lusso, che promuove Fiat a “costruttore globale” di auto, usando le parole dell’amministratore delegato del gruppo, Sergio Marchionne. Grande soddisfazione anche per il presidente John Elkann che commenta l’intesa raggiunta con queste parole: “Aspettavo questo giorno sin dal primo momento, sin da quando nel 2009 siamo stati scelti per contribuire alla ricostruzione di Chrysler”. Soddisfazione anche dalla gran parte dei sindacati e degli enti locali: “L’accordo siglato consentirà di procedere alla fusione e integrazione tra Fiat e Chrysler – ha dichiarato recentemente  il segretario nazionale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano – rendendo disponibili ulteriori risorse finanziarie utili per rilanciare tutti gli stabilimenti del gruppo, con prospettive maggiormente positive per i lavoratori. Ora è indispensabile procedere in tempi brevi a investire, come annunciato, negli stabilimenti italiani a partire da Mirafiori e Cassino”. Per il sindaco di Torino, Piero Fassino, l’intesa “rafforza il ruolo di player globale del gruppo e si preannuncia una scelta strategica da cui ci attendiamo positive conseguenze anche per l’Italia e per Torino”. 

Ma ovviamente le parole più significative sono ancora quelle di Marchionne: “L’ America ha creduto nelle nostre idee e ci ha aperto le porte. Lì, a differenza che da noi, il cambiamento piace. La cura ha funzionato e il mercato è ripartito prima del previsto”, ma “non è una conquista, abbiamo creato una cosa nuova. Da oggi il ragazzo che lavora in Chrysler quando vede una Ferrari per strada può dire: è nostra”. A chi pensa che ci possano essere risvolti negativi per l’Italia spiega: “È il contrario. Questa operazione ha permesso la sopravvivenza dell’industria italiana in un mercato dimezzato. Ora possiamo ripartire con reti e basi più forti”. Poi, prosegue Marchionne: “usciremo dal ‘mass market’ - pochi clienti e tanti concorrenti - per andare nella fascia Premium con Alfa e Maserati. Squadre di nostri uomini stanno preparando i modelli”. Da quel che emerge a Mirafiori-Grugliasco si faranno le Maserati, a Melfi le 500 X e le piccole Jeep, a Pomigliano le Panda. A Cassino è previsto il rilancio dell’Alfa, insomma saranno riattivati in pieno tutti gli impianti italiani.

 


• Il plauso all’operazione del presidente dell’Aci Schicchi


Damiani“Un’eccezionale opportunità per il nostro Paese”La Fiat sale al 100% di Chrysler e diventa un “costruttore globale” di auto. E “l’economia italiana – non solo il comparto dell’automobile – saluta con soddisfazione l’accordo che garantisce a Fiat il controllo del 100% della Chrysler. Si tratta di un’eccezionale opportunità per il nostro paese, l’inizio di una fase nuova nei rapporti industriali”.

È il parere del presidente dell’Automobile Club d’Italia Angelo Sticchi Damiani, secondo il quale “l’acquisizione dell’intero pacchetto azionario della casa Usa non solo conferma la bontà e la tenuta del sistema industriale italiano, da sempre portatore di eccellenze e riconosciuto nel mondo - ma rappresenta anche una opportunità eccezionale per l’intera filiera dell’auto: penso ai vantaggi che potranno derivare sia per il marchio Fiat che per Alfa Romeo e Maserati – storici portabandiera del Made in Italy – ma più in generale a tutto il settore che riceverà da questo impegno della casa torinese un nuovo, fondamentale slancio per uscire dalle sabbie della crisi e avviare una rinnovata fase di crescita”. 

“In particolare – conclude Sticchi Damiani – il piano degli investimenti che prevede Fiat per il nostro paese – altro passaggio fondamentale per lo sviluppo futuro del settore – non potrà che rafforzarsi grazie a questo accordo, con ricadute positive su tutto il sistema economico italiano in generale e su quello dell’automotive in particolare”.

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