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L'Editoriale - Archivio

20/04/2011
Educazione o formazione?

Ad Autopromotec 2011 al concetto di specializzazione, verrà affiancato quello di "EDU" che rappresenta un'area dove saranno tenuti convegni con finalità di analisi, informazione e formazione su diversi aspetti del mercato dell'autoriparazione.

di Renzo Servadei

Come ogni due anni, siamo alla vigilia di Autopromotec.
Il mondo delle rassegne fieristiche è profondamente mutato negli ultimi anni. Mentre in passato si assisteva ad una continua proliferazione di fiere, oggi è in atto il fenomeno contrario. Le aziende selezionano gli eventi prevalentemente attraverso criteri di specializzazione, che non riguardano solamente gli aspetti tecnici, ma anche la possibilità di valutare le tendenze del settore.
Un dato che è emerso nell'ultima rassegna è stato come, a parte alcune situazioni specifiche, i concetti di qualità, assistenza, affidabilità di prodotto, di marchio, di rete, siano ancora valori importanti rispetto al mero prezzo. Prova ne è il fatto che Autopromotec, pur avendo puntato tutto sulla qualità degli espositori, non solo non ha perso metri quadri, ma è stata premiata da questa scelta anche in anni di profonda crisi. Inoltre, il proporre prodotti di qualità aiuta anche il mercato a guardare nella giusta direzione.
Nel 2011 il concetto di qualità, verrà affiancato da quello di "EDU" che rappresenta un'area dove saranno tenuti convegni con finalità di analisi, informazione e formazione su diversi aspetti del mercato dell'autoriparazione.
Questo logo non morirà con la fiera, ma vorrà essere un contenitore per diverse iniziative, promosse da soggetti qualificati che replicherà eventi anche nel corso dell'anno.
Quando è stato pensato infatti, il logo "EDU" voleva essere l'abbreviazione di "education" che in inglese vuole dire formazione.
Uno dei fattori di successo sia del fornitore nei confronti dell'officina che della stessa nei confronti del cliente finale sarà infatti quello di sapere padroneggiare, attraverso la formazione, i dati e le tecnologie che l'evoluzione tecnico normativa ci consegnerà nel prossimo futuro. Il salto culturale è appunto la consapevolezza che la formazione non è un costo che si taglia o incrementa a seconda del momento economico, non è una leva di marketing. È un fattore strategico per tutta la filiera. In questo modo si ottiene un mercato con la corretta "education", intesa anche nell'accezione di dialogo tra persone che condividono valori, oltre che informazioni.
Molte aziende stanno investendo su questo tema, molti operatori ne stanno fruendo. Ma l'aumentare della conoscenza è come salire una montagna. Mano a mano che si sale si scoprono orizzonti più lontani e ci si rende conto che sono ancora maggiori le cose da apprendere, tanto è vero che "Nell'apologia di Socrate" è riportata la famosa frase del sommo filosofo "io so di non sapere", Socrate era talmente saggio, che era persino a conoscenza della propria ignoranza rispetto all'immensa quantità di cose che avrebbe dovuto apprendere. Dietro questa frase non si nasconde quindi una frustrazione, ma la profonda consapevolezza del fatto che è saggio porsi nella situazione di essere avidi di continuare ad apprendere per, nel nostro caso, utilizzare al meglio gli strumenti che la tecnica ed il marketing ci mettono a disposizione per vedere più lontano nell'orizzonte del mercato.
È questo, a mio parere, lo stato d'animo che credo debba essere comune a chi si appresta a visitare la rassegna del 2011. Buona fiera a tutti.

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