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Pneurama Weekly

07/12/2018
Ecotassa e incentivi auto elettrica, protestano le associazioni di categoria

La notizia dell’approvazione, da parte della Commissione Bilancio, di un emendamento al Disegno di Legge di Bilancio 2019 contenente l’articolo “Bonus malus sulle emissioni di CO2 g/km delle nuove autovetture”, ha suscitato in breve tempo la reazione negativa di molte associazioni della filiera automotive italiana, a partire dall’ANFIA, che la definisce “Una misura sbagliata nei contenuti e nei tempi a poche ore dall’impegno della filiera ad investire nell’elettrificazione”.

La misura propone di applicare, già dal 1° gennaio 2019 e fino a fine 2021, un’imposta crescente – dai 150 ai 3.000 Euro - all’immatricolazione di auto nuove con emissioni di CO2 superiori ai 110 g/km. Parallelamente prevede un incentivo – da 6.000 a 1.500 Euro– all’acquisto di veicoli con emissioni tra 0 e 90 g/km di CO2. “Un provvedimento come questo colpisce la filiera industriale italiana che si è impegnata ad investire nell’elettrificazione e mette in difficoltà gli operatori e il mercato, andando esattamente nella direzione opposta rispetto all’attenzione dichiarata ieri nei confronti di un comparto chiave per il Paese” afferma il comunicato diramato da ANFIA. “La classificazione proposta, inoltre, non tiene conto dell’attuale situazione regolamentare, ovvero della transizione dalla procedura per il rilievo delle emissioni di CO2 NEDC a quella WLTP obbligatoria a partire dal 1° settembre 2018, che ha l’obiettivo di fornire ai clienti dati che rispecchiano maggiormente l’uso reale del veicolo e presenta valori notevolmente più elevati per il medesimo veicolo. Se prendiamo ad esempio il modello più venduto in Italia, la Panda 1.2 prodotta a Pomigliano, comunque tra le vetture non ibride con le più basse emissioni di CO2, con il nuovo sistema pagherebbe un’imposta che varia dai 400 ai 1000 €. Si rileva, inoltre, che anche molte utilitarie a gas, veicoli ad alimentazione alternativa, oltre a non avere nessun bonus, rischierebbero di pagare un malus di 150€. Una misura così strutturata, oltre a rallentare il rinnovo dell’obsoleto parco circolante, penalizza le classi sociali con minore capacità di acquisto delle nuove tecnologie.”

 

Dello stesso avviso ancheANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore deiservizi di mobilità, che la definisce una “norma elitaria e inefficace che rischia di penalizzare anche il settore della sharing mobility che, con la crescita registrata negli ultimi anni (1 milione di veicoli a noleggio in circolazione, 1 auto immatricolata su 4), è oggi il principale attore della mobilità alternativa e sostenibile e del decongestionamento delle nostre città”.  

Ancora oggi nel nostro Paese il 10% dei veicoli è addirittura antecedente alla normativa Euro, il 28% rispondente alle norme Euro1/2/3, il 30% Euro4, mentre le Euro5/6 rappresentano appena il 32% del totale. Per procedere al rinnovo del parco circolante e alla riduzione delle emissioni è necessario agire proprio su quel 68% di veicoli ormai datati e spingere sulle nuove forme di mobilità urbana. “Paradossalmente la norma così come è prevista oggi non va in questa direzione, ma addirittura rischia di frenare il mercato automotive dei privati e delle imprese che oggi compiono percorrenze non sempre compatibili con le soluzioni di motorizzazione offerte dal mercato. Per la mobilità aziendale, che in Italia sconta già un ampio gap rispetto ai competitor europei, si tratterebbe di un ulteriore appesantimento della fiscalità che frenerebbe le nuove immatricolazioni da parte del settore. In vista dell’esame al Senato è assolutamente necessario attivare un tavolo di confronto con l’intera filiera dell’automotive, di cui il noleggio rappresenta un attore centrale, al fine di traguardare l’iniziativa verso obiettivi attesi e realizzabili ed evitare effetti discorsivi su famiglie e imprese”, evidenzia il Presidente ANIASA – Massimiliano Archiapatti. “La svolta elettrica non può non tenere conto della ancora limitata offerta di modelli disponibili sul mercato e del loro limite tecnico a soddisfare le esigenze di percorrenza extraurbana tipiche del nostro Paese. A ciò si aggiunga la carenza di un piano infrastrutturale che la renda realmente attuabile e faciliti l’utilizzo delle vetture con motorizzazione elettrica da parte di cittadini e imprese”, conclude Archiapatti.

La flotta di oltre 1 milione di veicoli a noleggio è composta da veicoli Euro6 e nel 2018 il settore ha registrato un boom delle immatricolazioni di vetture ibride (+155%), a metano (+112%) ed elettriche (+344%).

 

Anche l’ADA - Associazione Nazionale Demolitori Autoveicoli, si esprime in termini critici sulla proposta: “L’emendamento alla manovra noto come “bonus-malus” sull’acquisto di nuovi veicoli è per la nostra categoria fonte di grande preoccupazione. Si tratta di una misura non adatta a migliorare la qualità dell’aria e ad abbassare il livello delle emissioni come indicato negli obiettivi del Governo”, afferma la nota diramata dall’associazione.

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