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Pneurama Weekly - Archivio

17/03/2020
EcoTyre, cresce l'attenzione sui dati della raccolta di Pfu

Negli ultimi sei mesi il sito EcoTyre ha visto più che raddoppiare il numero di visitatori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Sono oltre 10.000 le visite mensili e quello che si rileva dalle statistiche è un particolare interesse per le pagine dedicate ai dati di raccolta in tempo reale. Appena prima della fiera di Ecomondo di novembre è stata, infatti, implementata una serie di grafici e mappe che mostrano l’andamento della raccolta mensile e settimanale di Pneumatici Fuori Uso (PFU), visualizzando gli effettivi interventi di ritiro effettuati la settimana precedente. Tra gli altri dati visualizzati: la raccolta in ciascuna Regione, le tipologie di Pfu raccolti per dimensione e la tipologia di ritiro svolto presso i gommisti, suddivisi tra piccoli, medi e grandi.  “Siamo molto soddisfatti di questi risultati – spiega Enrico Ambrogio, presidente di EcoTyre – perché dimostrano che la trasparenza paga in termini di reputazione e visibilità. La scelta di mostrare i dati di raccolta in tempo reale nasce da una riflessione nata all’interno del tavolo di confronto ‘Cambio Pulito’ a cui partecipiamo insieme ad altri Consorzi e alle principali associazioni artigiane. Ci siamo resi conto che spesso non viene compreso l’enorme lavoro che svolgiamo ogni giorno per avviare gli pneumatici al corretto recupero. Ogni giorno effettuiamo decine di missioni di ritiro e ogni mese raccogliamo più di quanto ci impone la legge. Da qui l’idea di visualizzare questi sforzi su grafici e mappe immediatamente comprensibili. Ci fa piacere che il pubblico del nostro sito abbia premiato questa scelta e che la nostra idea sia stata ripresa anche da altri Consorzi. L’auspicio è che presto tutti i soggetti impegnati nelle attività di raccolta condividano l’importanza della trasparenza. Sarebbe così possibile per il nostro settore dimostrare l’impegno che mettiamo nel: costruire un’economia circolare, avviando al riciclo gli pneumatici usati; individuare le aree di miglioramento, in particolare la capillarità della logistica; contrastare fenomeni di illegalità, che ancora – purtroppo – esistono, anche attraverso la collaborazione con gli operatori onesti che sono la stragrande maggioranza”. 

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