Condividi su

Articoli - Archivio

03/07/2018
Ecco come easy rain vuole risolvere il problema dell'aquaplaning

Sicurezza stradale

 

La startup di Pordenone, tra i New Heroes di RedBull.com, punta a migliorare le performarce su asfalto bagnato grazie a due iniettori capaci di rimuovere dalla strada l’acqua piovana in eccesso e quindi di ridurre gli slittamenti dovuti all’aquaplaning

Gianluca Dotti giornalista scientifico • Wired

Togliere dal manto stradale l’acqua in eccesso con un getto ad alta pressione: è questa l’idea alla base del dispositivo ideato dalla startup friulana Easy Rain, che ha come (evidente) mission la riduzione degli incidenti stradali provocati dal fenomeno dell’aquaplaning. Questa startup è stata selezionata da RedBull.com nell’ambito del progetto New Heroes, curato da Oscar di Montigny e creato per raccontare le storie dei nuovi eroi del mondo del lavoro. Oltre all’innovazione tecnologica in sé, si caratterizza per il forte impatto sociale, dato che ambisce a incidere su un fenomeno – quello degli incidenti stradali – che in varie forme e con molte cause differenti provoca ancora ogni anno oltre 3mila vittime e oltre 170mila sinistri, di cui circa un quinto avviene in condizioni di maltempo.

Dal punto di vista teorico l’idea di Easy Rain è piuttosto semplice. Un algoritmo progettato ad hoc rileva quanta acqua si è accumulata sull’asfalto, e permette di identificare quale parte dell’automobile potrebbe subire l’indesiderato scivolamento.

Una volta stabilito se l’aquaplaning interesserà le ruote di destra o di sinistra, anteriori o posteriori, entrano in azione due iniettori collocati sotto i fari. Gli iniettori prelevano l’acqua dal serbatoio del tergicristallo e la spruzzano con violenza sull’asfalto, togliendo l’acqua piovana accumulata sul manto e permettendo ai pneumatici di recuperare l’aderenza con il fondo stradale.

L’inventore della soluzione è Giovanni Blandina che, dopo aver avuto l’idea dieci anni fa, ha prima brevettato il sistema e poi lo ha sfruttato come punto di partenza per la startup Easy Rain, fondata quattro anni fa e che probabilmente al momento è l’unica a lavorare su un accessorio apposito per l’aquaplaning.

 

La startup è cresciuta nel Polo tecnologico di Pordenone e poi presso l’incubatore di imprese innovative di I3P del Politecnico di Torino. “In questo momento siamo in un ottimo periodo”, ha raccontato a Wired Giovanni Blandina, “perché stiamo uscendo dalla condizione di startup a rischio per intraprendere un percorso di sviluppo più stabile. In arrivo c’è un aumento di capitale da 5 milioni di euro, e il risultato è ancora più significativo se si pensa che le startup nel settore automotive sono rarissime, e ancora meno sono quelle che si occupano di sicurezza”.

Oltre all’applicazione più naturale, ossia la sicurezza in caso di asfalto bagnato, il sistema Easy Rain può essere potenzialmente installato su tutte le automobili e – in particolare – dovrebbe trovare terreno fertile nell’ambito delle macchine da corsa e dei veicoli a guida autonoma. Oltre alla possibilità di creare interazioni con altre dotazioni di sicurezza delle automobili come Abs ed Esp, Easy Rain è concepito per essere integrabile con la prossima generazione di sensori intelligenti per pneumatici, tutt’ora in fase di sviluppo. A queste caratteristiche se ne aggiungono poi altre due essenziali: la compatibilità con tutti i modelli di automobile per quanto riguarda l’ingombro del dispositivo e la riduzione delle necessità di manutenzione.

“Il nostro dispositivo nasce come dotazione di sicurezza per le vetture di serie”, spiega Blandina, “ma durante la fase di ricerca e sviluppo è emerso che i benefici non sono solo per la sicurezza ma anche per le prestazioni sul bagnato, permettendo a una vettura da corsa di essere più reattiva e performante”.

 

Il costo finale, una volta che il prodotto sarà industrializzato e commercializzato sul mercato, dovrebbe aggirarsi sui 500 euro, mentre il costo di produzione dovrebbe essere di un centinaio di euro. E i benefici? Secondo Blandina, si parla di un miglioramento delle performance su asfalto bagnato del 30% in curva e del 40% su rettilineo.

Oltre ad aver collezionato vari premi, tra cui il Corporate Venture Forum Award, Car Innovation 2016 e un riconoscimento come idea innovativa all’Automechanika fair di Francoforte, a inizio 2018 Easy Rain ha partecipato al Consumer Electroninc Show (il Ces) di Las Vegas.

“Ad attenderci c’è un percorso di due anni in cui realizzeremo il prodotto vero e proprio. Per ora abbiamo un prototipo di ricerca, ma contiamo di avere la prima installazione su una vettura nel 2021 o 2022″, continua Blandina. “Il dispositivo per le automobili di serie funzionerà solo occasionalmente in caso di necessità, proprio come l’Abs o l’Esp, mentre per le vetture da corsa abbiamo messo a punto un sistema per raccogliere e riutilizzare l’acqua che il pneumatico alza dal terreno, così che non sia necessario installare serbatoi aggiuntivi anche in caso di utilizzo prolungato”.

torna all'archivio