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Articoli - Archivio

26/10/2011
EUROVIGNETTA: TUTTO IL PESO SUI MEZZI PESANTI

AUTOTRASPORTO

Gli Stati comunitari possono imporre ai veicoli industriali il pagamento di "costi esterni", dai cui ricavi verranno sviluppate delle infrastrutture. La nuova direttiva dovrà essere adottata in due anni

Paolo Castiglia

Nuovi costi per gli autotrasportatori: il Consiglio Europeo ha approvato il 12 settembre scorso la nuova direttiva sull'Eurovignetta, che quindi dovrà essere adottata da tutti gli Stati membri. Solo Italia e Spagna hanno votato contro, mentre Paesi Bassi, Irlanda e Portogallo si sono astenuti. La direttiva era già stata approvata dall'Europarlamento lo scorso giugno e il passaggio al Consiglio rappresentava l'ultima tappa prima dell'applicazione. Ora gli Stati comunitari hanno tempo due anni dalla pubblicazione della direttiva nella Gazzetta Ufficiale Europea per adottarla e applicarla.
Con la nuova direttiva, gli Stati possono imporre ai veicoli industriali il pagamento dei cosiddetti "costi esterni", i cui ricavi dovranno essere usati per lo sviluppo delle infrastrutture. Il livello del pedaggio potrà dipendere dalla classe d'inquinamento del veicolo, dalla distanza percorsa e anche dall'orario di passaggio in determinate strade, in funzione del congestionamento. Una novità importante è che l'Eurovignetta potrà essere imposta a tutte le autostrade e non solo a quelle di rilevanza europea, come avviene finora.
Chi è esente. I veicoli con motori Euro 5 saranno esentati dal pagamento fino all'entrata in vigore dell'Euro 6 (ossia, fino al 31 dicembre 2013). Gli Euro 6, invece, saranno esentati fino al 31 dicembre 2017. Esenti senza alcun limite di tempo sono i veicoli ibridi e quelli elettrici. Gli Stati potranno anche applicare esenzioni al pagamento per i veicoli con massa complessiva inferiore a 12 tonnellate. Viceversa, Anita, che rappresenta le imprese di autotrasporto strutturate, critica la nuova direttiva sui supplementi ai pedaggi autostradali approvata dal Parlamento Europeo. In una nota, l'associazione afferma di non voler contestare il principio della norma, ossia chi inquina paga, bensì la sua applicazione solamente al trasporto di merci.
Le reazioni dei "grandi". "Questo provvedimento comporterà un aggravio ulteriore per l'autotrasporto nell'attraversamento delle Alpi. La previsione di un importo supplementare per la congestione, che non sarà recuperabile, comporterà un aumento del livello attuale dei pedaggi di oltre il 10% per le emissioni e di oltre il 50% per la congestione nei trasporti internazionali", spiega l'Anita in una nota. "Un tale aumento del costo del trasporto stradale - spiegano dall'associazione - in mancanza di una valida alternativa di trasporto su ferrovia, avrà gravi ripercussioni sull'economia italiana, considerando che le grandi infrastrutture ferroviarie come il Brennero e la Torino/Lione saranno pronte dopo il 2025". Il comunicato termina con un apprezzamento al ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, "per l'azione decisa portata avanti in una situazione di grande difficoltà e di minoranza, rispetto alle esigenze dei maggiori paesi europei che, essendo paesi d'attraversamento, riceveranno consistenti benefici economici dalla normativa".
Le reazioni dei "piccoli". La nuova direttiva approvata non convince neanche il presidente di Confartigianato Trasporti e di Uetr, Francesco del Boca, che ha sottolineato "il grave impatto sugli autotrasportatori derivante dall'applicazione del nuovo testo". In particolare, Del Boca contesta le misure contro la congestione stradale e quelle relative alla destinazione dei proventi di Eurovignetta 2: "Le risorse dei maggiori pedaggi dovrebbero essere obbligatoriamente destinate al settore del trasporto stradale con l'obiettivo di rendere l'autotrasporto più sostenibile ed efficiente, ad esempio attraverso investimenti ‘verdi' o in nuove tecnologie, particolarmente importanti per le piccole e medie imprese che spesso non sono in grado di sostenere da sole gli oneri imposti dalle normative tecniche ed ambientali". Invece, secondo il presidente di Confartigianato Trasporti, il testo votato dall'Europarlamento concede agli Stati "solo la facoltà di decidere se utilizzare o meno gli introiti per ridurre l'impatto dei costi esterni" (inquinamento, rumore, congestione) con investimenti nell'autotrasporto. "Siamo di fronte - conclude - all'introduzione di una nuova tassa addizionale sulle aziende, con il solo fine di fare cassa al di là delle dichiarate motivazioni ambientali". Del Boca considera discriminatoria anche la circostanza che solo i trasportatori siano inclusi nel nuovo sistema di tassazione, con esclusione degli altri utenti della strada.



• Le sanzioni di filiera legate ai tempi di pagamento


L'Agenzia delle Entrate ha diffuso una circolare in cui vengono illustrate le modalità operative per l'applicazione delle sanzioni previste in caso di responsabilità del vettore, del committente, del caricatore e del proprietario della merce per le violazioni dell'83-bis.
Si tratta in particolare delle sanzioni legate ai tempi di pagamento (60 giorni senza interessi, 90 giorni con interessi) e la mancata corresponsione del differenziale sul costo del gasolio. Le sanzioni individuate nell'articolo 83-bis consistono nell'esclusione fino a sei mesi dalla procedura per l'affidamento pubblico della fornitura di beni e servizi, nonché la sanzione dell'esclusione per un periodo di un anno dai benefici fiscali, finanziari e previdenziali di ogni tipo previsti dalla legge. L'Agenzia delle Entrate è l'autorità competente all'applicazione della sanzione dell'esclusione dei benefici fiscali. Esiste la possibilità di attivare due distinti procedimenti sanzionatori. Il primo si realizza a seguito della constatazione delle violazioni e consiste nell'applicazione della sanzione della esclusione per il periodo di sei mesi dall'affidamento pubblico della fornitura di beni e servizi e dall'esclusione per un anno dai benefici fiscali finanziari e contributivi.
Il secondo è attivabile solamente nel caso di concreto utilizzo di benefici fiscali. In questo caso, l'amministrazione competente per il singolo beneficio attiverà i procedimenti di imposizioni delle sanzioni fiscali "irrogando la specifica sanzione di natura tributaria prevista per la fruizione indebita del beneficio".
I provvedimenti di applicazione della sanzione amministrativa saranno emessi dal direttore regionale (o dal direttore provinciale di Trento e Bolzano) competente in base al domicilio fiscale del soggetto responsabile della violazione sanzionata. L'Agenzia precisa che il contribuente sanzionato, entro sessanta giorni dalla notificazione della sanzione, potrà ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale. In alternativa al ricorso giurisdizionale potrà essere proposto, per soli motivi di legittimità, ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, entro 120 giorni dalla sua notifica.



• Rallenta la ripresa del trasporto in Europa ed USA


La rilevazione effettuata dall'International Transport Forum mostra una flessione della ripresa dei traffici merci mondiali, causata dal rallentamento dell'economia. E buona parte dei flussi dipendono dall'andamento delle principali economie asiatiche. Nel secondo trimestre dell'anno, il traffico marittimo internazionale è calato (in tonnellate) rispetto al trimestre precedente sia negli Stati Uniti, ponendosi al 4% sotto il livello precrisi, sia in Europa (dove si pone al 3% sotto il livello precrisi). La ripresa del traffico aereo rallenta e a giugno 2011 si pone al 9% sopra il livello precrisi in Europa (contro il 15% rilevato a febbraio 2011) e solo al 2% negli Stati Uniti. Secondo l'International Transport Forum, nel secondo trimestre sono calate anche le esportazioni in Asia di Europa ed Usa, influendo negativamente sui trasporti marittimi ed aerei in uscita da queste due regioni.
Solo le rotte con l'India mostrano un andamento positivo. Pure il trasporto interno su ferrovia e strada ha una ripresa lenta. In Europa, il primo è del 9% sotto il livello precrisi ed il secondo del 13% (in termini di tonnellaggio). Negli Stati Uniti, la rotaia è del 16% sotto il livello precrisi.



• Catricalà: troppo alti i prezzi dei carburanti


I prezzi dei carburanti restano alti e continuano a crescere, per questa ragione "si sta indagando sul settore anche per essere sicuri che l'indice Platts costituisca un riferimento trasparente e non discorsivo". La relazione di Antonio Catricalà, presidente dell'Antitrust, arriva dopo l'indagine condotta dall'autorità sul cartello nelle attività di spedizione che si è conclusa con una multa di 76milioni a carico di 19 operatori italiani. Secondo l'autority le riforme sono bloccate e le liberalizzazioni non sono più una priorità dell'agenda politica. Queste le parole del presidente dell'Antitrust nel corso della relazione annuale presentata alla Camera. "Nell'ultimo periodo - ha affermato Catricalà - il processo riformatore si è arrestato e le liberalizzazioni sono scivolate via dalle priorità dell'agenda politica. L'Autorità ha dovuto denunciare pericolosi tentativi di chiusura dei mercati dettati dagli interessi particolari in settori come le farmacie, le assicurazioni, alcune professioni e i trasporti".

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