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28/08/2012
ENERGY SAVER+, L'EQUILIBRIO SOPRA TUTTO

MICHELIN FA PROVARE LA NUOVA GENERAZIONE ENERGY

Lanciata a Stoccolma, l’ultima generazione del top-selling di Michelin si presenta con credenziali di rispetto, asseverate da Dekra in un prolungato test, puntando sul progresso simultaneo dei diversi aspetti prestazionali

Mino De Rigo

DOPO 35 milioni di pezzi venduti ora che la nuova generazione battezzata Energy Saver+ incrocia l’eurolabel, la casa del Bibendum mostra di non aver variato il ruolino di marcia già impostato nei piani di sviluppo. Dice Gary Guthrie, direttore marketing vettura e trasporto leggero di Michelin: “Abbiamo deciso di non puntare su pneumatici appositamente concepiti per l’etichetta europea, ma proseguire nello sviluppo di prodotti capaci di esprimere l’eccellenza nella globalità delle prestazioni”, sottolineando una volta di più come conti “l’equilibrio complessivo delle performance, in cui ognuna progredisce con le altre”. Ecco la filosofia sottesa al nuovo Energy Saver+, che concretizza la quinta generazione di un pneumatico giunto al traguardo dei vent’anni. È infatti del 1992 il debutto dell’Energy Mxt, rispetto al quale colpisce indubbiamente il divario prestazionale dichiarato, a partire dall’efficienza energetica del modello esordiente, superiore del 40%. 

Nel mezzo, 160 brevetti legati ai miglioramenti, nonché 190 omologazioni da parte di 22 case automobilistiche. Di fatto, appare cospicuo anche il salto compiuto rispetto al precedente Energy Saver, foriero di economie potenzialmente prossime ai 60 litri di benzina nell’arco dei 45mila km di vita media della gomma, secondo i test di Tüv Sud condotti sulle misure 175/65 R14 e 195/65 R15. 

 

Efficienza e sicurezza

Un valore che supera il triplo se il riferimento è una gomma di classe “G”, laddove invece la nuova copertura francese si colloca, sotto l’aspetto della resistenza al rotolamento, nella fascia “B”. A contribuire al risultato, stando ai tecnici della casa intervenuti al lancio del prodotto a Stoccolma, l’inedita mescola EcoGrip Compound e l’ottimizzazione del profilo rispetto al predecessore, con l’effetto di un minore riscaldamento della gomma, nonché un liner interno capace di contenere la dissipazione di energia, e dunque i consumi.

Giova forse ricordare che ben un quinto del carburante serve per vincere l’inerzia del veicolo e la resistenza dei pneumatici all’avanzamento. Rispetto alla percorrenza chilometrica, i progressi dichiarati da Michelin si basano in particolare sulla maggiore coesione molecolare delle mescole, a vantaggio di una più elevata resistenza all’usura. Passando poi al wet grip, l’inedito Energy Saver+ è accreditato del massimo grading, la classe “A”. Risultato raggiunto sia grazie alle nuove mescole, sia in virtù di un’impronta a terra più ampia del 10%, fattori che concorrono a migliorare la frenata sul bagnato: tradotto in cifre, 16 metri in meno (a 80 km/h) rispetto a una copertura classificata “F”, più o meno quattro city car messe in fila. Che si tratti di un’evoluzione secondo i piani, lo dimostra la predecente generazione dell’Energy Saver, del quale già un quartetto di misure poteva rientrare (in base ai nuovi cataloghi che riportano i valori di etichetta) nella classificazione “BA”. Ciò che vale per 44 delle 58 misure del nuovo pneumatico. 

 

Oltre i conflitti prestazionali

Guthrie ribadisce il concetto: “Il labelling si concentra su tre valori, resistenza al rotolamento, grip sul bagnato e rumore esterno, ma nulla dice della durata, dell’aderenza in curva né dell’handling sull’asciutto, nonostante il 70% degli incidenti si verifichi proprio su strade asciutte. Ecco perché lavorare sulla sicurezza a tutto tondo, puntando a superare le contraddizioni tra performance per cui una gomma ottima sull’asfalto pulito è molto difficile risulti tale anche sotto la pioggia. Noi le risolviamo con l’approccio Michelin Total Performance”, nel quadro dei 600 milioni di investimenti annui per l’R&D, che stanno peraltro fruttando il rinnovo, in un biennio, dell’80% della gamma del Bibendum.

Con l’impegno di 6mila specialisti, tra tecnici dei materiali, esperti di fluidomeccanica, aerodinamica, acustica e tribologia, e l’ausilio di oltre 400 software per 140mila ore di simulazione annue al computer. E poi, 1,5 milioni di misurazioni nei laboratori, accanto a 75mila prove sul campo, per 96 milioni di km su vetture turismo, 18 milioni di km su mezzi di trasporto leggero e 360 milioni di km in autocarro.

È interessante notare come il tentativo di allungare la coperta corta correlata alle migliorie ai parametri prestazionali di una gomma si possa legare di volta in volta al diktat dell’eurolabel, ai requisiti delle case auto, alle richieste dei consumatori, alle esigenze sportive: il focus è allora superare gli intrinseci conflitti rispettivamente tra wet grip ed economie di carburante, tra queste ultime e dry grip, tra aderenza sull’asciutto e durata, tra percorrenza e grip sul bagnato. 

 

L’avallo dei test Dekra

“Per valutare le prestazioni dei prodotti – aggiunge Guthrie – ci avvaliamo di esperti indipendenti. Così è stato anche per il nuovo Energy Saver+, con un test lungo 30.480 km tra Clermont Ferrand e Stoccolma, su strade e autostrade con una notevole varietà di fondi e nelle più disparate condizioni climatiche. Circa 500 km al giorno, tra i mesi di aprile e giugno, inframezzati da ripetuti controlli sui pneumatici e dagli avvicendamenti delle gomme e dei piloti tra le vetture, percorsi da un team di tecnici della società Dekra a bordo di Volkswagen Golf. A equipaggiarle, i nuovi Energy Saver+ nella dimensione 195/65 R 15H. 

“Nella prova di frenata sul bagnato svoltasi a Berlino dopo 18mila km – affermano i tecnici Dekra – per il nuovo pneumatico abbiamo rilevato spazi di arresto mediamente inferiori di 1,2 m, e misurato consumi di carburante, proiettati sull’intera vita delle gomme, in media più ridotti di 21 litri. Quanto infine alla percorrenza, l’usura rilevata porta a un chilometraggio totale di 47.100 km per l’Energy Saver+ (stimata fino allo spessore limite di 1,6 mm di battistrada)”. Già in commercio, il nuovo prodotto rimpiazza il predecessore nelle misure disponibili (in una gamma da 14 a 16 pollici).


• Agilis+ promette durata e robustezza in economia

Per la prima volta Michelin usa la silice nella mescola di pneumatici dedicati al trasporto leggero, combinata con polimeri funzionalizzati, a segnare la nuova frontiera prestazionale che contraddistingue gli inediti Agilis+. Caratterizzati da grading fino a “CB” (è il caso della gomma 235/65 R16), promettono consumi più ridotti, come atteso da quanti, commercianti e artigiani, percorrono per motivi di lavoro parecchi chilometri e vedono pesare sempre più sul budget le spese di carburante. Una voce che si aggiunge ai principali desideri dei guidatori di veicoli commerciali: longevità dei pneumatici in primis e poi robustezza, a pari merito con la frenata sul bagnato. 

Rispetto al predecessore, Michelin dichiara un risparmio sui consumi di gasolio dell’ordine dei 150 litri nell’arco di 70mila km, mentre gli spazi di arresto sul bagnato, in base ai test di Tüv Sud sulla misura 196/65 R16, diminuiscono di 2 metri. A dare corpo a una maggiore resistenza agli urti con marciapiedi e buche, infine, fianchi irrobustiti e ben otto diversi rinforzi antiabrasione.

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