Condividi su

Articoli - Archivio

27/10/2011
ECCO L'ELETTRICA SECONDO BMW

LA NUOVA FAMIGLIA "I"

Prossima al debutto nelle principali metropoli europee, l'inedita city car i3, la prima vettura totalmente elettrica della casa bavarese, si candida a segnare il nuovo riferimento in termini tecnici e costruttivi per una mobilità individuale sostenibile: ecco come è fatta

Mino De Rigo

Un anno e poco più per tradurre il prototipo in vettura di serie e vederla circolare nel centro di Monaco di Baviera, o, piuttosto, impegnata nel traffico di Milano. La Bmw i3 è il primo modello del marchio tedesco ad alimentazione esclusivamente elettrica e, svelata al recente Salone di Francoforte nella forma di concept car eppure già oltre il successivo stadio di sviluppo, sembra avere le carte in regola per fissare nuovi riferimenti rispetto ai canoni produttivi convenzionali, all'insegna della mobilità sostenibile. Non solo in ragione della tecnica e delle modalità costruttive, laddove l'efficienza costituisce l'imperativo categorico, ma anche in virtù dei materiali impiegati, con ampio uso di materie riciclate e di fibre di carbonio, sia ai fini della leggerezza che della sicurezza. Prototipo della city car prossima ventura di fascia premium, la i3 viene prodotta nello stabilimento di Lipsia: "In essa - dice Norbert Reithofer, presidente del consiglio direttivo del Gruppo Bmw - abbiamo sintetizzato i principi che informano la nostra visione della mobilità individuale urbana di domani. Nell'intero ciclo di vita del prodotto, la i3 ha un potenziale di emissione di gas serra inferiore di almeno un terzo rispetto a una vettura altamente efficiente dello stesso segmento automobilistico a motore termico, come la Bmw 118d. E se la vettura impiega corrente elettrica prodotta da fonti rinnovabili, il potenziale di riduzione delle emissioni di CO2 supera il 50%". All'interno dello stabilimento di Lipsia è peraltro prevista l'installazione di un impianto di generazione eolica. "Se il sub brand ‘m' connota vetture Bmw che esprimono il culmine del dinamismo, il nuovo sottomarchio ‘i' va letto come la massima efficienza".


Conversion car, addio

La nuova vettura attinge al bagaglio di esperienze acquisite dalla casa bavarese nei lunghi test condotti in Usa e in Europa con la flotta di prova a motore elettrico composta da Mini E e da Bmw ActivE. Ma rispetto a entrambe, il salto è netto: difatti, se le cosiddette conversion car pagano lo scotto di essere state originariamente sviluppate per alloggiare un motore termico e successivamente adattate per l'elettrificazione, l'inedita i3 può contare su un'architettura progettata, ex novo, allo scopo. Non c'è la scocca autoportante, ma due moduli, denominati Drive e Life, che vengono accoppiati in orizzontale per formare la vettura: lo chassis, costruito in gran parte in alluminio e disegnato per integrare l'accumulatore di energia e il motore, nonché per assolvere le funzioni strutturali e di protezione anticrash, e, su di esso, un abitacolo costruito in Cfrp (Carbon fibre reinforced plastic): "Si tratta - spiega Klaus Draeger, membro del consiglio direttivo di Bmw - di una vera e propria cellula di sicurezza, sull'esempio dei cockpit di Formula 1, che incorpora nella struttura specifici elementi di deformazione in grado di assorbire su superfici minime l'energia provocata da urti o capottamenti, senza perciò richiedere le ampie zone necessarie per le analoghe costruzioni metalliche". All'interno del modulo Drive le celle dell'accumulatore di energia riempiono la zona centrale in modo da ripartire al meglio le masse tra gli assi e assicurare un baricentro basso, che influenza positivamente la dinamica di guida. "Il carico delle batterie è ampiamente compensato dalla leggerezza dell'abitacolo: il Cfrp offre pressoché la medesima resistenza dell'acciaio, ma pesa la metà, mentre l'alluminio contribuisce all'opera con un risparmio di peso del 30%".


Riciclato è meglio

"Inoltre, materiali riciclati e materie prime naturali hanno preso il posto di circa un quarto delle materie plastiche degli interni e pure del 25% dei componenti termoplastici della carrozzeria". E, ancora, il 10% del Cfrp usato per il modulo Life ha origine dal riciclo, frutto di un processo finora impiegato da Bmw. Peraltro, proprio l'uso del Cfrp ha consentito di eliminare dalla carrozzeria il montante B, ampliando in tal modo l'accesso all'interno; e a questo contribuiscono anche le due porte ad apertura contro il senso di marcia. Poiché i componenti della trasmissione si trovano nel modulo Drive, nell'abitacolo della Bmw i3, che adotta la trazione posteriore, non compare il tunnel centrale, a tutto vantaggio dello spazio disponibile per i quattro passeggeri. La vettura, lunga 3,84 m, larga 2,01 m e con una massa pari a 1250 kg, offre un bagagliaio di circa 200 litri e uno scomparto supplementare sotto il cofano anteriore. Costruito interamente da Bmw e montato sull'asse posteriore della i3, il motore elettrico eroga una potenza di 125 Kw (la stessa del propulsore usato sulla Mini E, ma in uno spazio inferiore del 40%) e una coppia pari a 250 Nm, tutta disponibile fin dall'abbrivio. I dati di targa accreditano la vettura di un'accelerazione da 0 a 60 Km/h in meno di quattro secondi, che diventano otto per superare la soglia dei 100 Km/h. Quanto all'efficienza, che si lega innanzitutto alle specifiche della progettazione leggera, coniugata allo sfruttamento degli spazi interni e ai requisiti di sicurezza, conta senz'altro anche l'aerodinamica, nonché la possibilità di recuperare energia durante la guida.


Efficienza a tutto tondo

Ruote più strette e dal diametro più ampio del consueto, con pneumatici a bassa resistenza al rotolamento, si aggiungono a numerosi altri accorgimenti: il sottoscocca liscio e rivestito per evitare la formazione di turbolenze che aumenterebbero il consumo, gli sfoghi d'aria e la struttura delle superfici sopra le luci di coda concepiti per ridurre la resistenza all'avanzamento, i passaruota ottimizzati e i caratteristici aeroflap dietro alle ruote anteriori in corrispondenza dei longheroni laterali sottoporta. E ad aumentare l'autonomia di marcia non c'è solo il recupero dell'energia al rilascio dell'acceleratore, com'è tipico delle vetture elettriche che decelerano rapidamente senza agire sul pedale del freno, ma anche l'opportunità di far "planare" l'auto, ponendo il pedale dell'acceleratore in posizione neutra: l'effetto è analogo allo staccare la frizione, cosicché la vettura avanza senza richiedere energia alle batterie. Gli accumulatori con celle agli ioni di litio, ai quali si attribuisce un'autonomia di marcia nell'ordine dei 150 km e che sono costruiti per durare quanto la vettura, vengono prodotti dalla joint venture costituita da Bosch e Samsung e integrano uno specifico sistema di raffreddamento a liquido, ideato per mantenere la temperatura ottimale di esercizio e dunque aumentare la resa delle batterie. Col sistema rapido nell'arco di un'ora alla presa di corrente possono essere ricaricate fino all'80%, mentre la ricarica completa richiede circa sei ore. Per aumentare l'autonomia della vettura, Bmw offre come optional un range extender, che si compone di un piccolo motore a combustione che alimenta un alternatore per mantenere costante il livello di carica delle batterie, a mo' di tanica di carburante di riserva.


Comandi via smartphone

In ogni caso, se l'adottare uno stile di guida appropriato per allungare la percorrenza riesce difficile, la Bmw i3 mette a disposizione la modalità di marcia Eco Pro, pensata per la massima efficienza. Così, la linea caratteristica del pedale dell'acceleratore viene modificata in modo da richiamare una potenza inferiore e le funzioni di climatizzazione operano a un regime energetico ottimizzato. Peraltro, il precondizionamento dell'accumulatore e del climatizzatore (per esempio per raffreddare l'abitacolo d'estate prima di staccare l'auto dalla presa di corrente) è tipico delle automobili elettriche, come pure il sistema di controllo della carica. Quest'ultimo consente di regolare l'inizio della ricarica, ne visualizza lo stato insieme all'autonomia momentanea e al tempo necessario per completare il processo. Tutti dati che possono essere ricevuti anche tramite smartphone, grazie alle funzioni a distanza incluse nel pacchetto Bmw Connected Drive: ecco allora la possibilità, telefonino alla mano, di aprire e chiudere le porte della vettura, di attivare il clacson o il lampeggio delle frecce per localizzare la propria automobile in un perimetro di 1.500 metri e, ancora, di inserire l'itinerario di marcia individuato con la ricerca locale di Google per utilizzarlo nel sistema di navigazione.



• Blu come efficienza pulita, anche per le gomme


Il tradizionale scudetto Bmw sul cofano è circondato da un inedito anello blu: è questo il marchio distintivo della neonata famiglia "i", che accanto alla city car elettrica i3 già propone la supersportiva i8, un'ibrida plug-in 2+2 con potenza complessiva di 260 kw e capace, secondo la casa, di oltre 100 km con 3 litri di carburante; e presto potrà annoverare nuovi modelli, colmando il gap numerico esistente. Lo stesso blu, che si associa ai valori di dinamica efficiente, pulizia ed emissioni zero, sottolineando alcuni dettagli della carrozzeria e impreziosendo il design degli interni, delinea anche gli incavi del battistrada e marca pure il contorno dei talloni dei pneumatici. Non a caso, visto il loro contributo all'efficienza della vettura. "Prodotti in esclusiva - dice Ian Robertson, responsabile vendite e marketing di Bmw - sono più stretti dei convenzionali e non solo presentano una ridotta resistenza al rotolamento ma vantano anche notevoli performance in termini di accelerazione laterale". La i3 monta coperture 175/60 R19, frutto della filosofia costruttiva Half Weight di Bridgestone, mentre la i8 è equipaggiata con cerchi da 20". "La loro larghezza ridotta diminuisce la resistenza aerodinamica, mentre forma e battistrada contribuiscono alla scorrevolezza; inoltre, non occupano praticamente spazio nell'abitacolo, a tutto vantaggio dei passeggeri". 

torna all'archivio