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L'Editoriale - Archivio

05/03/2012
È L'ANNO DEI MAYA?

“Non si tratta di conservare il passato, ma di realizzare le sue speranze”

Roberta Papadia

QUEST’ANNO non si può iniziare con un editoriale in positivo, fatto di buoni propositi e falso ottimismo. Ora proprio non ci sta.

Un caro amico e un vero professionista del settore mi ha detto che davanti a ciò che stiamo vivendo e all’apatia che attraversa il paese malgrado tutto, è tempo di mettere da parte il buonismo che assopisce e le speranze fantasiose di un “dormi sereno passerà”. Oggi “devi dormire preoccupato”, magari così reagisci, magari viene fuori qualcosa di utile.

Basta allora col dire che stiamo uscendo dalla crisi, che il peggio è passato. Ci stiamo dentro e in accelerazione. Chiudono le aziende, si perdono posti di lavoro, cala il consumo, aumentano i costi, il paese non cresce, non reagisce e siamo più poveri.

Un 2012 già pieno di brutte previsioni e presentimenti ancora peggiori, quasi avverati con l’assurda storia dell’isola del Giglio dove la Costa Concordia si fa beffa del Titanic del 1912 dimostrando che in 100 anni uno scoglio può ancora affondare l’inaffondabile e svilire una società che fa della tecnologia il suo plus.

Non vorranno mica far credere che in fondo i Maya ci avevano “preso” con quell’inquietante 21.12.2012 della fine del mondo (secondo il calendario Maya in quella data finirà l’attuale Età dell’oro - la Quinta), e vedremo le strade aprirsi a metà e le nostre città inghiottite come nel film “2012” con John Cusack!

Diciamo che stanno facendo di tutto per farcelo credere. Ma probabilmente un anno di sano panico realistico non guasta per fare o tentare qualcosa. 

E allora non possiamo dire che va tutto bene se non abbiamo visto un fiocco di neve fino ai primi di febbraio e non possiamo dire che c’è stato l’assalto all’ultima gomma invernale come l’anno scorso se ce ne sono tante in magazzino. 

E si, e ora i magazzini? E gli investimenti fatti?

Non possiamo dire che la norma sui Pfu sia ben fatta, e dobbiamo ancora vedere in futuro.

Non possiamo dire che la nuova normativa sul labelling oltre a presentare opportunità non porterà i soliti dubbi interpretativi e applicativi e qualche ingranaggio che non va. Anche qui tornano i magazzini....e il fantasma del Dot.

Beh, allora possiamo dire che è il caso di mettersi a lavorare concretamente e arrivare preparati al 1° novembre 2012 del labelling.

Potremmo lavorare tutti insieme per evitare di ripetere il caso Pfu. Un vero spirito di squadra nella sincera consapevolezza che un mercato sano e funzionale fa bene a tutti. Quando nasce un problema, spesso prevedibile, e si lascia cadere a cascata fino al negozio, alla fine risale e danneggia non solo il negozio.

Anche le associazioni possono fare qualcosa. Non è detto che serva ma almeno proviamoci.

In fondo secondo alcuni studiosi, i Maya avevano la visione che la fine di ogni era corrispondesse alla fine di un ciclo di creazione e l’inizio di una nuova era. Chissà, magari sarà meglio.

“Non si tratta di conservare il passato, ma di realizzare le sue speranze”. (Theodor W. Adorno).

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