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Info dalle Associazioni - Archivio

27/04/2012
Dai pneumatici ricostruiti un contributo al risanamento dei conti pubblici

L’esigenza di riportare sotto controllo i conti dello Stato ha attirato ancora una volta l’attenzione sulle “auto blu”. Sulla questione le esigenze sono essenzialmente due. Da un lato vi è la necessità di contenerne il numero e dall’altro occorre cercare di ridurre i costi di gestione dei veicoli che le amministrazioni pubbliche devono comunque avere. Da quest’ultimo punto di vista vi è una norma di legge che potrebbe dare un contributo apprezzabile all’economia di gestione delle flotte pubbliche, e che Airp ricorda costantemente sia al mondo delle istituzioni che alla stampa per far sì che venga rispettata.  La norma riguarda l’impiego di pneumatici ricostruiti da parte dello Stato, delle Regioni, degli enti locali, dei gestori di servizi pubblici e di servizi di pubblica utilità, pubblici e privati, che sono tenuti a riservare ai pneumatici ricostruiti almeno il 20% dei loro acquisti di pneumatici di ricambio. Si tratta di una prescrizione contenuta nella legge Finanziaria per il 2002, prescrizione che è stata dettata essenzialmente per finalità di tutela dell’ambiente, ma che oggi acquista anche un’altra importante valenza data l’impellente necessità di contenere la spesa pubblica. La ricostruzione consente di rallentare l’avvio allo smaltimento di un prodotto potenzialmente inquinante come i pneumatici usati e da questa situazione deriva la sua valenza ecologica. Grazie alla ricostruzione la vita dei pneumatici viene infatti prolungata oltre il primo uso, dotando di un nuovo battistrada le strutture portanti che in seguito ad accurati controlli risultano perfettamente integre e idonee al processo di ricostruzione, processo che si svolge secondo le rigorose norme ECE ONU 108 e109. La disposizione sulla riserva del 20% nasce da esigenze ambientali, ma nella situazione di crisi che stiamo vivendo acquista oggi ancora più importanza in quanto consente anche notevoli risparmi nella gestione delle flotte. Sarebbe quindi opportuno che le amministrazioni pubbliche osservassero scrupolosamente la legge per quanto riguarda l’impiego dei pneumatici ricostruiti e ciò anche in considerazione del fatto che la quota del 20% riservata ai ricostruiti nell’acquisto di pneumatici di ricambio non è certo elevata.

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