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L'Editoriale - Archivio

23/10/2017
DOVE ABBIAMO SBAGLIATO?

Renzo Servadei

Noi ci stiamo battendo per la legalità, per la lotta all’evasione dell’IVA, dei contributi ecologici, vogliamo il rispetto delle regole e pensiamo che chi opera nell’illegalità debba essere colpito. Quando leggiamo certe notizie ci chiediamo: dove abbiamo sbagliato?

Ci sono notizie, che anche se provenienti da fuori settore, anche se si riferiscono a singoli episodi, ci indignano profondamente perché sconvolgono tutti i punti di riferimento con i quali siamo stati educati.

Ci riferiamo alla notizia, riportata da diversi giornali, di un addetto alle poste licenziato per avere rubato 15.000 euro in un ufficio postale, che è stato reintegrato con sentenza di secondo grado, con tanto di pagamento di arretrati, in quanto era stato licenziato solo dopo la prima sentenza e non subito.

Non entriamo nel merito del fatto se fosse stato meglio licenziarlo prima o dopo, anche se non occorre essere laureati in giurisprudenza per sapere che si è colpevoli di un reato solo quando un tribunale lo accerta, anzi, se voi chiamate ladro uno che vi ha rubato il portafoglio, rischiate pure la querela. Ma quello che dalle notizie riportate appare certo è che aveva sottratto danaro dalla cassaforte.

Ecco perché, al di là del fatto di cronaca, quello che colpisce è come vengano sovvertiti tutti i valori su sui si fonda la civile convivenza.

Noi ci stiamo battendo per la legalità, per la lotta all’evasione dell’IVA, dei contributi ecologici, vogliamo il rispetto delle regole e pensiamo che chi opera nell’illegalità debba essere colpito.

Quando leggiamo certe notizie ci chiediamo: dove abbiamo sbagliato?

Non vogliamo drammatizzare, ma è la storia a insegnarci che le grandi dittature, ed è passato meno di un secolo dall’ultima che ha interessato l’Italia, sono nate proprio in un clima nel quale le istituzioni avevano perso la loro autorevolezza nei confronti dei cittadini. E se non sono dittature sono populismi o ideologie con elementi autoritari.

Come si sentiranno quei colleghi onesti, quei correntisti, con quale spirito affronteranno la loro giornata di lavoro? Come ci sentiamo noi di fronte a fatti dei genere?

Ecco perché, una voce settoriale come Pneurama, certamente piccola rispetto alla generalità dei media, non può tacere questo fatto, perché la certezza delle regole viene prima di qualsiasi altra considerazione.

Se infatti ha una sua efficacia l’aforisma che riportavano gli antichi romani, Unum castigabis, centum emendabis, ripreso da Mao e tradotto come "Colpirne uno per educarne cento", funziona anche il suo contrario: se consentiamo a chi ruba in azienda di rimanere impunito se lo pizzicano e di potersi godere il malloppo se gli va fatta bene, incoraggeremo la formazione di cento nuovi ladri.

Ecco perché ognuno di noi, nelle sue piccole e grandi responsabilità, deve combattere questa deriva.

 

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