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27/04/2016
DINO PAOLI, IL SUCCESSO DEL MADE IN ITALY IN ROSA

Dal venduto nel segmento del motorsport Dino Paoli ricava il 50% 

del proprio giro d’affari, mentre

Attrezzature

 

In un mondo tradizionalmente al maschile spicca l’esempio di una società che si conferma in vetta al mercato di riferimento, avvitatori per veicoli e usi industriali, nella quale il fattore donna prevale sia a livelli decisionali che esecutivi: ecco come fare squadra al femminile e prosperare

Francesco Lojola

 

Piccole aziende crescono. Fino a imporsi sui mercati internazionali e diventare sinonimo del prodotto che le rappresenta. “Gimme the Paòli”, è l’invito che risuona tra i meccanici sulle pit lane di Formula 1 e il riferimento all’avvitatori e, usato indistintamente da tutti i team, non può essere più chiaro. Così la storia della Dino Paoli, piccola realtà emiliana che si fa largo nell’arena competitiva degli anni 70 diventando nel tempo protagonista assoluta. Avvitatori per ruote destinati al motorsport, come pure alle officine e ai gommisti, nonché agli impieghi industriali. Una vicenda che non è solo il successo dell’intuizione del fondatore, ma anche e soprattutto la capacità, dalla sua scomparsa, di consolidare e rilanciare senza soluzione di continuità: un’avventura imprenditoriale orgogliosamente declinata al femminile, col timone nelle mani di Francesca Paoli, la figlia che ricopre il ruolo di amministratore delegato dell’azienda, cui si affianca una coppia di manager donna a capo delle vendite e delle risorse umane. “Il ruolo femminile in ambito lavorativo – sottolinea l’ad - porta con sé un valore aggiunto che si rapporta innanzitutto alle caratteristiche umanamente riconosciuteci: sensibilità, capacità d’unione e attenzione alle sfumature e ai dettagli. La qualità più rilevante sta però nella capacità di stringere un accordo forte con la componente maschile dell’azienda: siamo un team di professionisti che cooperano apportando ciascuno il meglio di sé, uomini e donne insieme”.

 

Il fattore D al comando

Così, se la regola è che in casa Paoli la guida è femmina, la direzione generale e commerciale è affidata al manager e socio Dott. Federico Galloni, pivot di una compagine votata innanzitutto a fare squadra. “Un concetto, questo – aggiunge Francesca Paoli – per noi fondamentale: la creazione del team rappresenta la formula vincente. E gioire tutti insieme dei risultati di squadra fa che ciascuno si senta parte dell’energia positiva essenziale per perseguire ogni giorno gli obiettivi prefissati. In tal senso abbiamo voluto e saputo valorizzare il fattore D: peculiarità femminili come le capacità di lavorare in team gestendo più compiti in parallelo, la tenacia e la reciprocità. Fonti continue, peraltro, di arricchimento e di confronto”. Di queste doti si è giovata l’azienda emiliana, che ha scommesso sul contributo rosa a tutto tondo, dai ruoli decisionali ai compiti esecutivi. “Continuiamo a inserire – puntualizza Patrizia Paoli, direttore delle risorse umane - figure giovani e preparate. La selezione all’interno dell’azienda avviene prima di tutto in base alle esigenze dei vari comparti, senza discriminazioni di genere né pregiudizi”. A ogni candidato vengono proposti più colloqui che seguono un test attitudinale con cui evidenziarne le possibilità di crescita e i punti di forza così come le criticità da migliorare. “Ciò che emerge dalla nostra esperienza è il particolare peso specifico della scelta declinata al femminile: porta con sé un valore aggiunto che si traduce nel riconoscimento dei risultati perseguiti, la messa a fuoco delle singole potenzialità, l’ottimizzazione operativa. E pure in un mondo come quello dei motori, considerato ancora da molti prerogativa maschile, è risultato e risulta decisivo per il nostro successo”.

 

Nuovi percorsi, formazione continua

Da un lato Dino Paoli non smette di colorarsi di rosa, considerando anche l’ingresso nell’organico di tre nuove figure l’anno scorso, altrettante donne capaci di battere la concorrenza. E, dall’altro, continua a ringiovanire: “Siamo una realtà – sottolinea Francesca Paoli - tuttora carica di progetti e aspettative. E chi piú dei giovani è disposto a buttare il cuore oltre l’ostacolo? Tanta passione e lavoro, per trasformarli in realtà. Ben consci che le chiavi di volta per noi non cambiano: la determinazione nel perseguire obiettivi sempre nuovi e il coraggio di percorrere strade mai battute”. Ecco che oggi l’età media del personale della società emiliana non supera i 40 anni. Risorse umane cui è dedicato un programma di formazione continua, 5mila ore ogni anno tra educational e corsi di aggiornamento, che sottolinea l’essenza di una scelta strategica. Non solo per i neoassunti ma anche per il personale già in organico è previsto un training costante e, a cadenza mensile, l’azienda fissa appositi colloqui con i singoli per valutarne e premiarne crescita e valore. “La politica aziendale – afferma l’ad – è basata sulle persone. In casa Paoli ogni risorsa apporta il proprio contributo in termini di responsabilità nella gestione del ciclo di lavoro e di reciprocità nella condivisione di conoscenze finalizzate a produrre valore. Proprio perché questi sono i presupposti primari della qualità dei prodotti e del servizio offerti. E i risultati ci danno ragione. Abbiamo chiuso il 2015 con una crescita in costante aumento sia in ambito domestico sia nei mercati esteri, in tutti e tre i settori, automotive, industria e motorsport”.

 

 

 

 

 


La percentuale dei team che, impegnati nei vari campionati motoristici internazionali, impiegano gli avvitatori Dino Paoli, testimonia l’indiscusso primato della società emiliana.

Ricerca e sviluppo sugli scudi

Anche il 2016 della società emiliana è iniziato col piede giusto. “Un abbrivio - afferma Francesca Paoli – che ha registrato un incremento del fatturato del 30%. I fattori che contribuiscono al buon andamento dell’azienda includono, oltre ai forti valori di squadra, a beneficio dei quali promuoviamo e valorizziamo le competenze individuali e la reciproca collaborazione, il costante miglioramento dei flussi di processo e di prodotto: ciò che va a braccetto con l’attività di ricerca e sviluppo”. In una parola, l’innovazione. “Su cui investiamo anno dopo anno in maniera significativa, per ottenere, nei diversi ambiti applicativi e nei differenti mercati di sbocco, gli strumenti e i metodi più adatti alla creazione di nuovi prodotti. Novità capaci di soddisfare esigenze diverse, via via più stringenti, grazie a contenuti tecnici e tecnologici di livello e complessità sempre maggiori”. La società emiliana, che annualmente reinveste circa il 10% del fatturato in R&D, lo scorso anno ha registrato un giro d’affari di 5 milioni di euro. Un quarto va ascritto alle vendite sul mercato nazionale, affidate a una rete di dealer, mentre il resto deriva dall’export. Quanto alla ripartizione tra segmenti di prodotto, a far la parte del leone è il motorsport, capace di assorbire la metà del venduto. Dall’esperienza nelle competizioni Dino Paoli deriva gli avvitatori destinati al settore automotive, che contano per il 25% del fatturato. Stessa percentuale per gli avvitabulloni concepiti per l’impiego industriale, utilizzati per le attività minerarie come pure sulle piattaforme petrolifere.

 

 

IN VETTA CON L’INNOVAZIONE E I PROGETTI CONDIVISI

Dal 1968 a oggi ha prodotto 110mila avvitatori destinati al mercato delle competizioni automobilistiche, sui quali ha costruito un primato indiscusso in Italia e all’estero. Una presenza di prima linea da un lato tecnologica e, dall’altro, di servizio, se è vero che che la società Dino Paoli offre ai clienti la possibilità di progetti e sviluppi congiunti su richiesta: un service ingegneristico che riguarda un’ampia gamma di variazioni dell’avvitabulloni in base alle diverse necessità e che copre ambiti differenti, dalle prestazioni alla durata, dalla leggerezza all’ergonomia dell’attrezzo. “Allo scopo – dicono alla Dino Paoli – impieghiamo e lavoriamo materiali usati dall’industria militare e di tipo aeronautico, come acciai speciali, fibre composite, titanio, leghe di alluminio, come l’ergal, e magnesio. Il design dei nuovi componenti, progettati al Cad, viene testato utilizzando il metodo degli elementi finiti (Fed) e poi, per la realizzazione, si procede con l’ausilio di sistemi Cam (Computer Aided Manufacturing), che permettono di realizzare facilmente anche le più complesse parti geometriche”. La società emiliana può contare anche su specifici fornitori esperti nel trattamento del calore, cui è affidato il compito di stabilire con la massima precisione le necessarie caratteristiche meccaniche. Tra i prodotti più innovativi firmati da Dino Paoli, il modello top Dp6000 destinato al motorsport, contraddistinto da un’impugnatura a 90 gradi, cui è pronta a fare da contrappunto una nuova linea per la gamma automotive e industria: denominata Atex, è la serie su cui l’azienda confida per l’apertura di nuovi canali di sbocco.

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