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Articoli - Archivio

06/07/2015
DILLO A SUPERPNEURAMA

Indagine sui temi caldi del settore

 

Pubblichiamo i risultati di un’indagine che la nostra rivista ha condotto tra i rivenditori specialisti in visita ad Autopromotec per avere indicazioni sui temi più sentiti dalla categoria. L’iniziativa è stata condotta attraverso interviste dirette agli operatori che hanno risposto ad un questionario su un panel di argomenti segnalati alla redazione

 

Luca Ricci

Quante volte vorremmo avere un supereroe che ci dia una mano a risolvere i problemi che quotidianamente ci perseguitano. A questo desiderio condiviso si è ispirata Pneurama per condurre, nel corso di Autopromotec 2015, un’indagine diretta tra i rivenditori di pneumatici su questioni molto serie per la categoria, ma in un modo più leggero e, perché no, con un po’ di ironia.

 

Un attore da noi ingaggiato ha così impersonato Superpneurama, il supereroe che da inizio anno capeggia sulle copertine della nostra rivista, che, accompagnato da una compagna supereroina, ha effettuato un sondaggio tra i rivenditori presenti alla rassegna attraverso un questionario sui temi di maggiore attualità per il settore. Superpneurama rappresenta quindi la voglia della categoria di fare emergere e affrontare i problemi che la riguardano.

 

Ricordiamo che le interviste sono state effettuate tra i rivenditori che si sono resi disponibili presso lo stand di Pneurama e la postazione di Superpneurama. Nessuna pretesa quindi di scientificità, tuttavia si tratta certamente di un interessante test, utile per un confronto di opinioni.

 

Hanno partecipato al sondaggio, ricevendo anche un utile omaggio, cento operatori molto ben ripartiti sul territorio nazionale. Di estremo interesse notare come nord (45%), centro (23%) e sud siano rappresentate in modo proporzionale con ben il 32% dei rispondenti provenienti dal meridione, a riprova di come la rassegna bolognese registri una importante affluenza anche dalle regioni meridionali. Un terzo circa degli intervistati sono associati a Federpneus. Il 72% si è dichiarato rivenditore indipendente con il restante 28 affiliato a una rete.

 

Come primo dato, interessantissimo notare come l’89% degli intervistati ritenga necessario il ripristino dell’elenco delle attrezzature minimali abrogato con la manovra “Salva Italia”, Legge 22 dicembre 2011, n° 214, con la conseguenza che da quel momento gli autoriparatori hanno potuto scegliere liberamente le strumentazioni necessarie alla loro attività. Questo dimostra quanto sia sentita la necessità di iniziative a tutela della professionalità della categoria contro gli improvvisatori del mestiere. La conferma la troviamo nella domanda successiva sulla necessità di alzare l’asticella a tutela della professione: solo il 17% ritiene che non sia necessario limitare il libero accesso alla professione. Serietà e qualità del servizio percepito dall’utente sarebbero, a loro parere, una discriminate sufficiente per regolare il mercato.

 

Non potevano mancare le domande sui sensori di rilevamento della pressione (TPMS), attuale tema caldo nel settore. Nonostante una fase iniziale di smarrimento, l’attività informativa e formativa effettuata dai diversi attori del settore (ben il 60% degli intervistati ha intrapreso un corso di formazione sul tema e del restante 40% il 60 sarebbe interessato a parteciparvi) sembra avere convinto i rivenditori del fatto che questo tipo di operazione rappresenta un’opportunità di business, anche se la prevalenza delle risposte positive è maggiore sulla casella dell’“abbastanza” rispetto a quella del “molto”. Vi è la giusta sensazione che si tratti di un lavoro che darà i sui frutti in prospettiva.

 

Partendo dal presupposto che il 72% del campione si è identificato come rivenditore indipendente, il restante 28% ha fatto emergere un’interessante fotografia circa vantaggi e svantaggi percepiti dell’affiliazione a una rete.

 

Sostanziale parità tra chi ritiene che affiliarsi non comprometta la propria autonomia (votando per nulla, 20%, o poco 27%) e chi invece vede l’affiliazione come un vincolo alla propria indipendenza operativa (abbastanza, 39%, o molto,13%) così come tra coloro che ritengono per nulla (14%) o poco gravose (33%) le condizioni e i costi dell’affiliazione e chi invece tende a considerarle abbastanza (40%) o addirittura molto (10%) onerose. Ampiamente apprezzati invece con buone percentuali il ritorno di immagine e la possibilità di ottenere formazione, convenzioni e servizi a valore aggiunto, mentre sul fatto che si possano ottenere condizioni commerciali migliori le percentuali di consenso si abbassano leggermente.

 

Uno sguardo al mercato

Nonostante il periodo di congiuntura economica tutt’altro che facile, tra i rispondenti la sensazione di un mercato stabile è quella che ha raccolto maggiori consensi, seguita da chi ritiene che il trend sia positivo con l’eccezione del ricostruito che ha visto risposte più caute.

Sull’andamento del cambio stagionale, le risposte confermano il trend. Mentre emozionalmente ci si sarebbe aspettato un andamento più incerto, si vede invece come, sommando le risposte “bene” e “stabile”, queste coprano circa il due terzi dei rispondenti. Questo riscontro assume ancora più valore ricordando come la provenienza geografica dei rivenditori intervistati sia molto diversa.

Ancora più netti i risultati sulle prestazioni. In base al sondaggio la categoria sembra avere assunto la consapevolezza che proprio dalle prestazioni dipende e dipenderà sempre più in futuro l’equilibrio del conto economico.

Una delle risposte più attese era quella sull’all season, per comprendere se fosse percepito come una minaccia o un’opportunità dalla categoria. Circa la metà dei rispondenti ha risposto che l’introduzione dei pneumatici per tutte le stagioni è indifferente, segno che non c’è ancora una chiara direzione su quali possano essere gli effetti dell’incremento di quote di questo segmento di mercato. Due terzi dei rivenditori comunque concordano sul fatto che il doppio cambio sia un vantaggio per la categoria.

Ma quali sono le situazioni che il gommista ritiene più minacciose per la sua attività? Preoccupa “moltissimo” l’evasione IVA, mentre è percepito come meno grave, anche se presente, il problema dell’evasione del contributo PFU. Sulle altre minacce invece i risultati sono più variegati, probabilmente influenzati anche dalle specifiche situazioni commerciali locali.

Ricordiamo che l’indagine non è stata in alcun modo influenzata. Le risposte sono state raccolte su di un questionario proposto dagli intervistatori su tablet.

Pur non volendo avere nessuna pretesa di scientificità, tuttavia il fatto di avere ottenuto cento risposte spontanee e la congruenza delle stesse rispetto alle domande di controllo, consegna diversi spunti di riflessione su di una categoria che ha una grande voglia di miglioramento e di evoluzione. Spetta a tutti gli attori della filiera, rivenditori compresi, prendere consapevolezza di questa necessità di evoluzione fornendo tutti gli strumenti affinché questo percorso continui, verso l’obiettivo di un mercato più sano.



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