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24/02/2017
DALL'INTERNET OF THINGS ALL'INTERNET OF CARS

Mondo connesso

 

Il fascino delle Connected Cars al Mashable Social Media Day Italia: la nuova rivoluzione digitale a bordo delle auto. E i pneumatici?

Enrica Lazzarini

Fine ottobre 2016 in una frizzante Milano: alle 8.20 del mattino, davanti all’Istituto Europeo del Design, appare già una lunga fila per accedere ad uno degli eventi più interessanti nel panorama digitale.

Anche quest’anno Milano è stata vetrina dell’edizione italiana del Mashable Social Media Day, due giornate di aggiornamento e formazione che hanno lo scopo di analizzare ed osservare da vicino modelli di business e processi innovativi attraverso case studies di successo presentate da professionisti del settore.

Tra questi non poteva mancare un momento dedicato alla connettività dei veicoli, con una panoramica dei cambiamenti in atto in tutto il comparto automotive e nei settori a esso collegati.

Come sappiamo, il mondo delle connected cars si muove a grandissima velocità con uno sguardo sempre rivolto a sicurezza e potenzialità della guida assistita. Anche le auto diventeranno sempre più virtuali ed iper-connesse, proprio perché la connettività a bordo sta diventando un plus irrinunciabile.

L’auto del futuro è sempre stata un’icona pop nell’immaginario collettivo, dagli anni ’50 fino ai giorni nostri, cambiando il concetto di ciò che veniva inteso come “tecnologia del futuro”: se in passato, infatti, si pensava che l’auto avrebbe viaggiato a più di 1.000 km/h, oggi invece si è tutti convinti che si guiderà da sola. O quasi.

Ma perché parlare di automotive e connettività a un evento marketing e digital? Che plus può fornire tutto ciò ai players del settore?

Fuori dai nostri uffici e dalle nostre fabbriche c’è un mondo di giovani interconnessi, nati e cresciuti a pane e Internet. Conoscono e sfruttano le ultime tecnologie con facilità disarmante, sono gli autori dell’innovazione che, ora, nel garage di casa, stanno creando nuovi software capaci di rimodellare il futuro e far dialogare i componenti dell’auto come non mai.

Se ne sono accorte già da tempo le case costruttrici di automobili, che non a caso presentano le loro ultime anteprime non solo nei saloni internazionali dell’auto ma anche al CES di Las Vegas, la fiera dell’elettronica di consumo dove vengono mostrate le innovazioni nei settori più di tendenza.

E per quanto riguarda la connettività legata ai pneumatici? Anche qui le grandi case non sono rimaste a guardare, anzi, l’interesse verso le startup è molto alto: dai software per il controllo e il gonfiaggio automatizzato della pressione delle gomme - per veicoli commerciali, flotte e autocarro - a software per l’analisi, controllo e ottimizzazione dei consumi dell’intero veicolo, in un’ottica di risparmio energetico e ambientale.

Un esempio interessante di sinergia tra startup e grandi produttori è la startup americana Aperia Technologies che, grazie al dispositivo Halo, un dispositivo ancorato al cerchio di ogni pneumatico montato, è in grado di mantenere controllata la pressione e, in caso di necessità, a gonfiarlo in maniera automatizzata, promettendo risparmi per 2400$ all’anno. La società, nata nel 2010 dall’idea di due studenti universitari di ingegneria meccanica dell’Università di Stanford, è già stata intercettata dai tecnici Michelin, con i quali si è creata una partnership nel mercato nord americano.

Tornando al punto di vista del consumatore, che cosa cambierà quindi nella nostra esperienza di guida connessa? Vi sarà più sicurezza, per un futuro a incidenti zero; una maggiore mobilità: rimarremo meno bloccati nel traffico e questo avrà un impatto immediato sull’ambiente, con una diminuzione drastica delle emissioni di CO2. L’auto sarà sostenibile anche da un punto di vista sociale, in quanto potrà essere usata da persone con disabilità fisiche che potranno spostarsi agilmente, senza dover dipendere dagli altri.

Infine l’entertainment, o meglio ancora l’infotainment, dove le informazioni raccolte dalle auto connesse diventeranno intrattenimento, e non solo. In media passiamo 300 ore/anno alla guida: in questo periodo di tempo l’auto sarà capace di raccogliere quantità infinite di dati preziosi che, elaborati, permetteranno di effettuare previsioni, sia sulle preferenze dell’utente, sia sui comportamenti delle masse (traffico e mobilità). La connettività delle autovetture diventerà, quindi, una fondamentale leva di marketing basata sull’acquisizione e interpretazione dei dati dell’utente.

Da una recente ricerca della McKinsey, presentata allo Smart Mobility World, si attesta la crescita esponenziale dell’utilizzo delle tecnologie legate alla connettività per il settore automobilistico: il 41% degli automobilisti infatti avrebbe dichiarato di essere disposto a “tradire” il proprio marchio automobilistico in favore di quello con l’offerta più tecnologica. E, secondo i dati rilasciati da Cisco nel Visual Networking Index, il traffico di dati da mobile è cresciuto del 74% rispetto all’anno scorso.

Tutto ciò ci porta quindi a considerare che, grazie all’interesse sempre maggiore verso la connessione e la fruizione del mobile sugli autoveicoli, come affermato da Andreas Mai e Dirk Schlesinger (Cisco), le auto connesse cambieranno il paradigma nell’industria automotive così come gli smartphone fecero nell’industria della telefonia mobile.

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