Condividi su

Articoli - Archivio

03/05/2018
Così misuriamo la carbon footprint

GreenRouter

 

Per gestire il cambiamento è necessario misurarlo. Il web tool GreenRouter aiuta le aziende a tenere sotto controllo la propria impronta di carbonio e quindi a definire strategie che, anche sul lungo periodo, permettano loro di ottenere risultati davvero efficaci in termini di contenimento delle emissioni prodotte nella supply chain.

Nicoletta Ferrini

Cosa fareste se poteste conoscere in anticipo l’impatto delle vostre azioni? Come cambierebbero le vostre scelte di oggi, avendo la possibilità di valutarne subito tutti gli effetti sentiti domani? Rispondere a questo tipo di interrogativi è uno dei principali obiettivi di GreenRouter, web tool che consente alle aziende di misurare la propria “carbon footprint” (impronta di carbonio, parametro utilizzato per stimare le emissioni gas serra causate da un’attività ed espresse generalmente in tonnellate di CO2 equivalente) lungo la supply chain, dal magazzino al punto vendita, passando per tutte le fasi del trasporto e della distribuzione. La piattaforma, sviluppata al 100% in Italia, si propone come un prezioso strumento per elaborare strategie in grado di contribuire efficacemente al raggiungimento dei target di abbattimento delle emissioni nocive, nonché di monitorare e gestire nel tempo i risultati raggiunti. “La missione di GreenRouter è facilitare la misurazione dell’impatto climatico prodotto dalle diverse filiere logistiche e soprattutto rendere questo approccio una prassi diffusa e consolidata non solo tra le grandi aziende produttive, ma anche tra le PMI della logistica e dell’autotrasporto – spiega Andrea Fossa, CEO e cofondatore della start-up innovativa digitale che nel 2016 ha realizzato il web tool da cui prende il nome –. Anche le aziende che non dispongono di risorse e organizzazione sufficientemente strutturate allo scopo sono infatti ugualmente coinvolte nella marcia per la riduzione del livello di emissioni nocive complessivamente prodotte lungo la filiera. Con GreenRouter possono dare il loro contributo per migliorare il sistema logistico nel suo complesso”. E infatti non sono poche le aziende che stanno scegliendo di adottare questo strumento.

 

Sofisticato, ma semplice

GreenRouter è un prodotto nato per essere “user friendly”, orientato al business quotidiano e strutturato per conciliare la profondità delle informazioni necessarie con la puntualità dei dati disponibili. La piattaforma digitale si basa su algoritmi proprietari certificati e un database interno, in continua espansione, che comprende attualmente circa 540 aeroporti, 1.510 porti e 300 terminal intermodali. Basandosi su questi elementi, il web tool calcola automaticamente le distanze per ciascuna delle quattro modalità di trasporto (gomma, ferro, mare, aria) e realizza una modellizzazione della supply chain in un grafico “archi e nodi”. Questi ultimi non comprendono solo i punti di partenza e destino di ogni tratta del network analizzato, ma anche i nodi intermedi. Utilizzando GreenRouter, le aziende possono quindi avere una visione davvero completa e esaustiva delle emissioni di gas serra prodotte all’interno della propria supply chain nelle diverse fasi di stoccaggio e trasporto della merce, dagli impianti fino al punto vendita. Allo stesso tempo, il tool permette anche di ottenere una proiezione più specifica, focalizzando l’attenzione a livello di singola tratta o singolo impianto, per poter così effettuare una valutazione puntuale dell’impatto di ciascun nodo del network distributivo.

Con GreenRouter è possibile tenere sotto controllo i valori relativi alle emissioni di CO2 e di PMx (particolato carbonioso), attribuendone l’impatto ai singoli step della logistica aziendale. Il tutto avviene in armonia con quanto già eventualmente portato avanti dall’azienda seguendo la linea tracciata dal protocollo GHG (GreenHouseGases, cioè gas a effetto serra). Sviluppato dal World Resources Institute (WRI) e dal World Business Council on Sustainable Development (WBCSD) e sostenuto da più di cinquanta imprese, fondazioni e organizzazioni governative e non, in tutto il mondo, il GHG Protocol è stato scelto come standard globale di riferimento per misurare, gestire e presentare le proprie emissioni. “GreenRouter agisce in linea con il GHG – conferma Andrea Fossa –. Una scelta legata alla pragmaticità e alla diffusione del protocollo, essendo anche lo standard utilizzato da parte di chi monitora le maggiori aziende quotate”. Il modello di calcolo delle emissioni del trasporto e la reportistica realizzata attraverso la piattaforma GreenRouter sono dunque certificate come conformi alla normativa EN 16258 (metodologia standard, adottata a livello internazionale per calcolare e dichiarare i consumi energetici e le emissioni GHG sviluppate da un’azienda durante il trasporto).

“L’idea da sempre alla base del progetto è mettere a disposizione delle aziende qualcosa in più – aggiunge però Fossa –. Il plus della nostra piattaforma è che non si limita a presentare uno scenario che descrive lo status quo”. Grazie ad avanzati modelli di simulazione, GreenRouter riesce infatti anche a calcolare l’impatto delle azioni da intraprendere in termini di trasporto (come ad esempio il cambio di modalità per certe tratte, il rinnovo della flotta, l’utilizzo di carburanti alternativi ecc.) e di stoccaggio (l’adozione di tecnologie innovative, la scelta di un diverso mix energetico ecc.). Definendo scenari di medio-lungo termine, il web tool aiuta le aziende a prendere decisioni consapevoli, mirate e realmente efficaci.

Utilizzando la piattaforma GreenRouter, l’azienda può anche stimare rischi e costi legati al prezzo del carbonio e alla sua fiscalizzazione e soprattutto personalizzare e formalizzare la propria reportistica secondo EN 16258. L’esperienza su GreenRouter offre poi la possibilità di fruire di output quantitativi nella realizzazione di report CSR (Corporate Social Responsability, responsabilità sociale d’impresa) e ESG (Environment, Social and Governance, ambiente, sociale e governance), nonché nella comunicazione di casi reali e iniziative specifiche intraprese.

“Il problema delle emissioni di gas serra non è settoriale: non riguarda solo la logistica o specificatamente il trasporto – chiarisce Fossa –. Tuttavia, è innegabile che la logistica ha un ruolo importante”. Si stima infatti che, a tendenza invariata, entro il 2050 le emissioni dovute ai trasporti (merci + passeggeri) rappresenteranno il 50% del totale prodotto. A livello internazionale, la spinta a ridimensionare queste cifre è dunque forte. Nel 2009, l’Unione Europea ha formalizzato la propria strategia di riduzione delle emissioni dei gas serra (Direttiva 2009/28/CE) e, in seguito al raggiungimento degli obiettivi previsti dal Protocollo di Kyoto, ridefinito i target per il 2050, stabilendo entro tale data una riduzione delle emissioni compresa tra 80% e 95%. Prima ancora, nel 2030 e nel 2020, sono state definite due tappe intermedie entro le quali si punta a ottenere un abbattimento rispettivamente pari al 40% e al 20%. “Non possiamo girarci dall’altra parte e sperare di raggiungere spontaneamente, in qualche modo, questi obiettivi – dichiara quindi il CEO di GreenRouter –. La sostenibilità emerge oggi come il quarto pilastro su cui, insieme a costi, servizio e qualità, poggia la gestione della supply chain. Misurare e anche comunicare i risultati raggiunti in tal senso all’interno della filiera logistica ha dunque valore non più solo etico e morale, ma sempre di più anche economico”.

 

 

NIINIVIRTA: ECCO PERCHÉ HO “SPOSATO” LA FILOSOFIA GREENROUTER

“La nostra sfida più grande nei prossimi anni è adottare un concetto che sembra astratto: lo sviluppo sostenibile”: ne è convinto Paolo Ferraresi, amministratore delegato di Niinivirta, azienda di spedizioni da oltre trent’anni sul mercato e tra le ultime realtà in ordine di tempo ad aver scelto di adottare la piattaforma GreenRouter. Il tema della sostenibilità e del contenimento dell’impatto ambientale della propria attività è da sempre caro a Niinivirta che infatti è stata tra le prime aziende italiane a decidere di effettuare trasporti in aree urbane utilizzando camion a trazione completamente elettrica.

Da oltre trent’anni l’azienda di Tribiano, in provincia di Milano, offre soluzioni competitive per il trasporto e la distribuzione della merce lungo la tratta che collega l’Italia con i Paesi Scandinavi. “Adottare pratiche che, prese singolarmente, contribuiscono all’obiettivo di contenere i consumi e ridurre le emissioni della nostra attività è un passo fondamentale – sostiene Paolo Ferraresi –. Tuttavia, ci rendiamo conto che di per sé non è sufficiente. Dobbiamo e vogliamo fare molto di più. Solo una visione strategica di più ampio respiro, costruita su dati certi e misurabili, può permetterci di ottenere una vera sostenibilità”. In questo senso è dunque nato il progetto con GreenRouter, che già nei primi mesi di applicazione ha portato alla mappatura dell’impatto climatico dei trasporti internazionali di Niinivirta dall’Italia verso Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia e ritorno. Alla luce dei buoni risultati raggiunti fin qui, molto presto inizierà quindi una seconda fase del progetto, che porterà alla mappatura della distribuzione dell’azienda lombarda sull’intero territorio italiano. “Con GreenRouter – dice Ferraresi – ci aspettiamo di avere davvero il controllo della nostra supply chain, individuando i punti più critici dal punto di vista dell’impatto climatico e sviluppando strategie mirate di lungo periodo”.

 

 

torna all'archivio