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Articoli - Archivio

03/09/2018
Corsi federpneus focus sulla riparazione del pneumatico autocarro

 

Formazione professionale Federpneus

 

A giungo l’associazione dei rivenditori specialisti di pneumatici ha organizzato due giornate di corsi rivolti ai propri associati. Il tema dell’iniziativa è stata la corretta riparazione del pneumatico autocarro come elemento di qualificazione professionale, per la sicurezza del cliente e del gommista

Dino Collazzo

Ridurre gli infortuni nel lavoro dei gommisti e garantire la sicurezza di chi guida un veicolo. Ma per farlo serve professionalità e competenza. È per questa ragione che Federpneus organizza per i propri soci dei corsi sulla corretta riparazione dei pneumatici. L’ultimo appuntamento è stato lo scorso giugno, quando l’associazione ha predisposto presso la sede di Anzola dell’Emilia un focus sul mondo dell’autocarro. Durante i due giorni d’incontri i relatori hanno affrontato diversi aspetti legati al tipo di intervento e al comportamento che gli autoriparatori devono avere quando compiono attività di manutenzione: la scelta dei materiali adatti, l’uso di valide attrezzature, ma soprattutto una particolare attenzione alla fase ispettiva, elemento fondamentale per una puntuale e precisa riparazione. L’offerta di formazione professionale ha visto la partecipazione di trenta aziende iscritte a Federpneus, quindici per ogni giornata. Il corso, diviso fra parte teorica e pratica, è stato tenuto come nelle precedenti edizioni

– riparazione pneumatici vettura e riparazione pneumatici run flat – da Gabriele Lazzarini, coordinatore della commissione tecnica Federpneus, e da Gustavo De Mari, product and training manager della Rema Tip Top.

L’approfondimento sulla corretta riparazione del pneumatico autocarro è nato dalla necessità di porre maggiore attenzione al tema della sicurezza. Declinato sia in relazione al lavoro dei gommisti, che devono essere più diligenti durante lo svolgimento delle proprie mansioni, sia a quello della sicurezza stradale: le cattive condizioni del veicolo sono una tra le cause più frequenti di incidenti. Per quel che concerne gli infortuni che si verificano all’interno delle officine, gli ultimi dati forniti dall’Inail (Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro) certificano che nel 2016 si sono registrati 4.713 casi. Di questi il 9,8 per cento hanno riguardato la professione dei gommisti (463). Analizzando la natura delle lesioni si evidenzia che nel 30,2 per cento dei casi si è trattato di contusioni, nel 23,2 per cento di fratture, nel 21 per cento di lesioni e distorsioni e nel 16,6 per cento di ferite. Numeri che dimostrano come il lavoro in officina richieda particolare cautela e attenzione. L’intento del corso però non si è limitato solo a spiegare come vanno svolte le mansioni del singolo operatore. Ma ha avuto a oggetto anche la precisione e professionalità da tenere nello svolgimento del lavoro di riparazione dei penumatici: ne va dell’incolumità del cliente.

Infatti, l’altro aspetto troppo spesso sottovalutato in tema di sicurezza è rappresentato dalle condizioni del veicolo: una buona e corretta manutenzione può essere determinante per non incorrere in incidenti stradali. In Italia, stando ai dati contenuti in un rapporto provvisorio del Ministero dell’interno, nel 2017 si è registrato un calo dei sinistri del 2,4%, passando da 76.052 del 2016 a 74.226. A ciò però non ha fatto seguito una riduzione della mortalità sulla strada. Infatti nell’ultimo anno si sono avuti un aumento dell’1,4% di incidenti con esito mortale (da 1.547 a 1.569) e del 2,7% di vittime (da 1.665 a 1.710). Le principali cause degli incidenti sono da ricondurre a comportamenti errati alla guida. A questi però è connessa anche una scarsa o inadeguata attività di manutenzione. La quale oltre a riguardare i freni interessa anche lo stato dei pneumatici: gomme lisce o usurate non permettono al veicolo di arrestarsi nel minor tempo possibile, e nel caso di riparazioni improprie possono diventare veri e propri ordigni pronti a esplodere mentre il mezzo è in corsa. È tenendo ben in mente queste due fotografie che la Federpneus ha voluto studiare un percorso formativo completo così da fornire ai rivenditori specialisti tutti gli strumenti teorici e pratici per operare in sicurezza e offrire ai propri clienti un prodotto affidabile.

 

I contenuti del corso

Il corso è stato articolato in quattro aree tematiche: ispezione del pneumatico (elemento fondamentale, che diversamente da come purtroppo si sente dire si può svolgere solo ed esclusivamente smontando la gomma dal cerchio), corretta analisi del danno, valutazione dei limiti di riparabilità (altro passaggio cruciale, poiché non tutti i tipi di danno sono riparabili, e conoscere bene i limiti entro i quali si può operare è un aspetto fondamentale per la sicurezza), e infine le tecniche di riparazione. Nella parte teorica si è posto inoltre l’accento sull’aspetto della responsabilità civile dell’autoriparatore e sull’importanza di svolgere il lavoro in maniera professionale e diligente. Sottolineando in più la fermezza che un autoriparatore deve avere nel rifiutare di compiere attività richieste dal cliente che contrastino con le prescrizioni imposte dalle normative tecniche del settore. Andando più nel dettaglio i relatori che si sono alternati nei due giorni si sono più volte soffermati sulla necessità di procedere sempre a una ispezione accurata del penumatico prima di iniziare un lavoro di riparazione. Solo adottando un metodo scrupoloso è possibile valutare attentamente l’entità del danno e di conseguenza stabilire se il penumatico è riutilizzabile o meno.

Un passaggio fondamentale in quello che è il ciclo di vita del pneumatico, ma soprattutto nel garantire affidabilità a un prodotto che dopo il ripristino ritorna a circolare sulle strade. La regola in questo caso prescrive che un pneumatico è riparabile solo se il danno è localizzato nei tre quarti centrali del battistrada e se il diametro effettivo del foro non supera i 12 millimetri. Un’indicazione che si riferisce a quanto prescritto dalle raccomandazioni europee Etrto (organizzazione tecnica europea per pneumatici e cerchi). Tutto ciò però non basta. Infatti per riuscire a realizzare un buon lavoro di riparazione serve, oltre alla manualità, anche avere una conoscenza approfondita dei materiali e dei procedimenti di costruzione di un pneumatico. È il caso della vulcanizzazione, processo chimico che serve a dare contemporaneamente elasticità e durezza al caucciù naturale e alle gomme sintetiche che compongono un pneumatico, così da renderli insensibili alle variazioni di temperatura. A conclusione delle lezioni teoriche e pratiche i partecipanti hanno sperimentato all’interno di un’officina ad hoc le tecniche apprese durante il corso, così da replicarle poi nelle loro attività quotidiane, e hanno infine svolto un quiz teorico sugli argomenti trattati per conseguire l’attestato di partecipazione al corso. Un “pezzo di carta” che senz’altro servirà a distinguerli dalla concorrenza e a qualificarli presso la clientela come operatori affidabili e competenti.

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