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Articoli - Archivio

03/05/2018
Contiadapt e Contisense quattro passi nel futuro

Continental

 

Continental ha pensato ai Conti Sense e Adapt come soluzioni pensate per lavorare in sinergia con la mobilità del futuro, dal momento che essi sono pronti la guida autonoma e l’elettrificazione dei veicoli

Nicodemo Angì

I veicoli, con le automobili in prima fila, stanno diventando sempre più “ciarlieri” e la loro favella elettronica arriva persino a Internet. In effetti le automobili dei nostri giorni si caratterizzano in maniera crescente per le loro capacità di incorporare servizi connessi, che spaziano dal navigare sul Web, magari per il tramite del cellulare, al collegamento diretto con l’assistenza fino ai bollettini traffico e meteo in tempo reale.

Questo fitto scambio di informazioni con l’esterno è un ulteriore passo evolutivo di quel “dialogo” che si svolge all’interno delle automobili ormai da decenni. I bus di dati, fra i quali il CAN è il più famoso, hanno sostituito infatti da tempo gli impianti elettrici tradizionali, che erano diventati insufficienti nel gestire il flusso delle informazioni che i molti componenti e centraline si scambiano incessantemente.

 

Dialogo costante

In questa rete così popolata i pneumatici erano rimasti un po’ in disparte e, in effetti, le informazioni dei TPMS sono molto meno abbondanti rispetto a quelle che arrivano, per esempio, al sistema d’iniezione.

Il gap si sta però colmando e sembra proprio che anche le coperture raccoglieranno e trasmetteranno diverse informazioni e queste potrebbero persino essere inviate al cloud.

È in queste tendenze che si inseriscono le novità che Continental ha presentato qualche tempo fa e che ha riproposto al recente Geneva Motor Show, un classico dei Saloni delle automobili.

Le tecnologie in questione si chiamano ContiSense e ContiAdapt, con la prima che è quella utilizzata per raccogliere una significativa mole di dati.

ContiSense si basa su specifiche mescole elettricamente conduttive che permettono di trasportare i segnali generati da uno o più sensori posizionati nel pneumatico in modo che essi possano essere raccolti da un ricevitore nell'auto. I sensori inseriti nella copertura controllano costantemente la profondità e la temperatura del battistrada. Se i valori misurati sono superiori o inferiori a certi limiti predefiniti, il sistema avvisa immediatamente il conducente. Se un oggetto entra nel battistrada, la sua presenza altera il “circuito” del pneumatico e questa anomalia viene rilevata e usata per notificare immediatamente l’anomalia al guidatore.

 

So tutto della strada

Questo sistema promette una velocità di risposta molto superiore a quella consentita dai sensori di pressione: se il chiodo rimane nel foro, per esempio, la perdita di pressione è molto lenta e l’allarme arriverà con un certo ritardo.

Un‘evoluzione futura del ContiSense prevede altri sensori, ad esempio per rilevare la temperatura del manto stradale o la presenza di neve, e queste informazioni possono essere "percepite" dal pneumatico e trasmesse all'elettronica del veicolo e/o a uno smartphone tramite Bluetooth.

Come spiegatoci da Marco Vellone di Continental Italia, questi dati, una volta raccolti dal veicolo, possono essere inviati sia a altri componenti di bordo, come il ContiAdapt (ne parleremo a breve), sia al cloud, per essere condivisi con altre automobili. Questo sarà molto importante per i veicoli a guida autonoma, che richiedono informazioni ambientali in tempo reale.

L’idea alla base del ContiAdapt appare ancor più radicale ed è forse un po’ più complicata da implementare, dato che è un “sistema” composto da un cerchio a larghezza variabile e dei micro-compressori integrati nella ruota.

 

La copertura che cambia

Il perché di questo equipaggiamento così particolare è presto detto: il sistema, grazie alla combinazione di larghezza del cerchio e pressione di gonfiaggio, permette di modificare l’impronta a terra della copertura, un parametro molto importante e in grado di influenzare l’aderenza e il comfort.

Sono previste 4 diverse combinazioni larghezza-pressione, studiate per adattare il pneumatico alla strada bagnata, scivolosa, con fondo irregolare e normale. Un’area di contatto piccola combinata con una pressione di gonfiaggio elevata abbassa la resistenza al rotolamento, in presenza di strade lisce e asciutte permette quindi di contenere il consumo. La situazione contraria, ossia con un’ampia area di contatto e una pressione relativamente bassa, migliora molto l’aderenza sulle strade scivolose. L’impostazione di pressioni molto basse, inferiori a 1 bar, permette ad esempio di districarsi dalla neve fresca o di muoversi sull’asfalto ricoperto da quel sottilissimo strato ghiacciato chiamato verglas.

L’unione dei 2 concept crea un sistema ruota-pneumatico che riesce a sfruttare appieno i vantaggi di entrambi i sistemi. Il design del battistrada ha tre diverse zone, studiate rispettivamente per le strade bagnate, scivolose o asciutte. Combinando pressione e larghezza del cerchio si possono usare aree diverse del battistrada e quindi questo concept mette sull’asfalto l'impronta più adatta a ogni condizione della strada e per ciascuna preferenza del guidatore.

 

Preparati al futuro

Come evidenziato da Vellone, Continental ha pensato ai ContiSense e Adapt come soluzioni pensate per lavorare in sinergia con la mobilità del futuro, dal momento che essi sono pronti per la guida autonoma e l’elettrificazione dei veicoli. La bassa resistenza al rotolamento, ad esempio, consente alle auto elettriche di coprire distanze maggiori a parità di carica della batteria. Utilizzando i sensori disponibili nel veicolo, il Road Condition Observer riesce ad ottenere informazioni sulle condizioni del manto stradale. “Questa conoscenza ci consente di adattare le funzioni dei sistemi avanzati di assistenza alla guida alle attuali condizioni stradali. Ad esempio, per evitare una collisione imminente, la frenata di emergenza automatica deve essere avviata molto prima su una strada bagnata che su una strada asciutta”.

La capacità di raccogliere dati, inviandoli eventualmente al cloud, permette una sicurezza attiva predittiva: se un Road Condition Observer rileva la presenza di ghiaccio e invia questa informazione sia al ContiAdapt che adegua l’impronta al suolo del pneumatico sia al cloud, le automobili che seguono potranno adattare i pneumatici in anticipo, con grandi benefici per la minimizzazione del rischio. Usando i sofisticati sensori della guida automatica si potrà “capire” la situazione dell’asfalto e regolare di conseguenza le coperture: già oggi le auto al top usano i sensori degli ADAS per regolare le sospensioni ma l’intervento anche sulle coperture non potrà che aumentare l’efficacia delle regolazioni.

 

Al Salone di Ginevra Continental ha anche riproposto, in un set di misure più ampio, il già visto WinterContact TS 860 S, dedicato alle vetture ad alte prestazioni come le Audi Sport, BMW Serie M, Mercedes-AMG e Porsche. Il pneumatico promette buone performance sulla neve, alte prestazioni in frenata e un eccellente handling sull’asciutto, il tutto coniugato a una ridotta resistenza al rotolamento.

Il battistrada ha canali progettati per avere trazione e una buona guidabilità in condizioni di scarsa aderenza mentre le classiche lamelle aprono il battistrada per aggrapparsi meglio alla neve. Le piccole scanalature tra i blocchi si chiudono in frenata e irrigidiscono il battistrada, accorciando così gli spazi di frenata. La mescola permette di avere in generale tenuta sulla neve, handiling e bassa resistenza al rotolamento, ma la stretta collaborazione con le Case di cui Continental è fornitore di primo equipaggiamento ha permesso formulazioni ad hoc per i diversi modelli pur mantenendo lo stesso profilo.

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