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Articoli - Archivio

01/03/2019
Consumatori di pneumatici

Bridgestone

 

Il complesso lavoro dei collaudatori di gomme

Paolo Ferrini

Collaudatore. Un mestiere affascinante che stimola la fantasia dei giovani e degli appassionati. Ma che presta anche il fianco a qualche commento salace (“consumatori di pneumatici”, li etichettano ingiustamente alcuni detrattori). E soprattutto un mestiere sul quale occorre fare qualche opportuno distinguo: nel solo mondo dell’automotive ci sono, per esempio, i costruttori di automobili da corsa, i collaudatori delle auto di serie e quelli dei pneumatici. Tre tipologie molto diverse fra loro visto che, mentre i primi lavorano su un pacchetto di prodotto, gli ultimi sono concentrati su una componente ben precisa: il pneumatico. E per farlo si sobbarcano l’onere di quelle migliaia di chilometri percorsi (talvolta noiosi e ripetitivi) dei quali si vantano regolarmente i vari fabbricanti del settore per sottolineare l’impegno profuso per lo sviluppo di questo o quel pneumatico.

Per fare luce su questo lavoro, troppo spesso misconosciuto, abbiamo parlato con Mauro Fattori, 46enne leader dei collaudatori soggettivi presso il Centro prove europeo Bridgestone di Aprilia, in provincia di Latina, una delle maggiori strutture mondiali del genere oggi operative. “Contrariamente a quanto si è portati comunemente a pensare, i collaudatori non sono solo ex-piloti – dice Fattori, rinnegando in parte i suoi trascorsi in Formula 3 – Anzi. L’esperienza agonistica, pur essendo certamente un elemento importante, non vale certo la formazione, l’istruzione, la professionalità dell’approccio, la capacità di lavorare in team, nostro punto di forza. Nel mio gruppo di lavoro c’è, per esempio, un collaudatore che parla quattro lingue: un elemento fondamentale, specie quando ci troviamo a interagire con i rappresentanti di Case automobilistiche estere. Molto più importante che fare sempre le curve in derapata! Cosa che è peraltro del tutto inutile ai fini del prodotto che si offre al cliente finale”.

 

Tre fronti di intervento

Approfondendo il discorso, scopriamo così che il lavoro dei collaudatori di un grande produttore di pneumatici si muove principalmente su due fronti: lo sviluppo di pneumatici di primo equipaggiamento e di quelli trade (mercato del rimpiazzo), con il monitoraggio costante di entrambi i due tipi di pneumatico, attraverso, per esempio, prove di durata per verificare l’usura del prodotto nel tempo e il reale potenziale dei run-flat.

I collaudi dei pneumatici sono oggettivi e soggettivi. Nel primo caso il collaudatore dispone a bordo del veicolo di un’attrezzatura di rilevazione che gli permette di raccogliere dati (ho tolto la parola asettici, perché in realtà i dati sono analizzati da personale competente) sul comportamento del pneumatico in una determinata situazione. Nel secondo invece il collaudatore riporta le sue impressioni mettendo personalmente il veicolo sotto sforzo con, per esempio, un improvviso cambio di direzione oppure valutando la risposta alle sollecitazioni dello sterzo con delle manovre proceduralizzate. Ovviamente – e questa è forse la parte più difficile – è fondamentale che i diversi collaudatori soggettivi forniscano reazioni se non proprio identiche, quantomeno abbastanza univoche tra loro in modo da indirizzare al meglio il successivo lavoro di sviluppo.

Di qui l’esigenza di corsi di formazione specifici che, nel caso di Bridgestone, possono durare da un anno a un anno e mezzo e la presenza, come avviene al centro prove europeo di Aprilia, di collaudatori dedicati specificamente alle diverse marche automobilistiche. A questo punto le informazioni raccolte sulla pista dai collaudatori sono trasferite agli ingegneri di sviluppo che intervengono via via sul lavoro finora svolto e realizzano nuovi prototipi che sono a loro volta oggetto di ulteriori collaudi. E così via fino a quando il prodotto finale non viene definitivamente deliberato. Un vero lavoro di team.

 

Un mondo in piena evoluzione

La tecnologia sempre più sofisticata delle moderne automobili e la richiesta di prodotti specifici per i vari modelli sul mercato stanno incidendo non poco sul lavoro dei collaudatori di pneumatici. “I recenti sistemi sterzanti, così come le sospensioni più o meno attive, hanno reso la guida dell’automobile un po’ artificiale – spiega Fattori – e ci hanno tolto parte di quella sensibilità al volante che era una parte fondamentale del nostro lavoro e che oggi facciamo un po’ fatica a ritrovare appieno. Le sensazioni che ricaviamo risultano come ‘filtrate’ da tutti questi sistemi che, sia ben chiaro, sono peraltro utilissimi a fini della sicurezza quotidiana dell’utente, ma ha reso il nostro lavoro più difficile”.

Nondimeno il lavoro dei collaudatori è destinato a estendersi in nuove direzioni. Finora si focalizzava essenzialmente sui pneumatici per le vetture di tutti giorni, che si affidano spesso e volentieri alle gomme per compensare qualche carenza di progettazione legata all’esigenza di contenere i costi di produzione e di vendita, e quelli per le granturismo dove sono fondamentali le sfumature e i dettagli per raggiungere performances eccellenti.

Oggi bisogna guardare sempre più ai pneumatici per le vetture ibride ed elettriche, due tipologie di auto che chiedono molto alle gomme, in quanto si tratta di ottimizzare caratteristiche contrastanti come scorrevolezza e aderenza, comfort di marcia e durata nel tempo.

 

 

SI COLLAUDANO QUI LE NUOVE BRIDGESTONE

Nell’impossibilità di ampliare l’impianto esistente a Castel Romano, all’inizio degli anni 2000 Bridgestone decise di fare un nuovo investimento nell’area pontina e di creare nel 2004 ad Aprilia, nella zona di Campo di Carne, l’European proving ground (Eupg). Un nuovo e più grande impianto prove dove, approfittando anche di un clima particolarmente favorevole, è possibile analizzare e valutare in condizioni reali e in quasi ogni periodo dell'anno nuove tecnologie e soluzioni.

La struttura, costata 40 milioni di euro, dispone dei più moderni strumenti esistenti per effettuare test sui pneumatici. Pneumatici di nuova generazione per autovetture, veicoli commerciali, autocarri, autobus, mezzi agricoli e motocicli sono testati su un complesso di piste di collaudo di assoluta avanguardia. Su una superficie di 144 ettari ci sono 17 tracciati differenti per una lunghezza di oltre 8 chilometri che ricreano praticamente tutte le condizioni che è possibile incontrare sulle strade europee.

Nel maggio 2005 all’interno dello stesso centro di Aprilia è stato poi aperto l’European education center (Euec), un moderno centro di formazione il cui obiettivo è quello di trasmettere il ‘know-how’ e il dna di Bridgestone al personale interno ed esterno tramite esercitazioni tecniche e commerciali, così come visite ed eventi. Il centro mette a disposizione un sistema di apprendimento completo ed efficiente, con training in classi dedicate, workshop pratici sul montaggio e sullo smontaggio e sulla verifica dello stato del pneumatico. Il tutto svolto all’interno di officine dotate di macchinari d’avanguardia e, grazie a test-drive su una pista dedicata, in condizioni di totale sicurezza. Safety first.

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