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29/10/2018
Connettività, guida autonoma e motori ibridi: ecco le novità presentate all'ultima edizione dell'iaa di hannover

Veicoli commerciali e industriali

 

Basse emissioni, connessione in rete dei veicoli e guida automatica tengono banco tra le novità dell’edizione 2018 dell’IAA di Hannover, che come tutti gli anni pari è dedicata ai veicoli commerciali e industriali. 

 

Massimo Condolo

Basse emissioni, connessione in rete dei veicoli e guida automatica tengono banco tra le novità dell’edizione 2018 dell’IAA di Hannover, che come tutti gli anni pari è dedicata ai veicoli commerciali e industriali. Il camion a guida autonoma non c’è ancora, se non sotto forma di concept, ma i sistemi di sicurezza sempre più evoluti puntano proprio in questa direzione. Carburanti alternativi e veicoli ibridi pensano a pulire le emissioni, mentre le reti di bordo si aprono ai collegamenti con i sistemi gestionali dell’azienda e con i terminali personali degli autisti, leggi smartphone e tablet.

 

Retrovisore elettronico

I mirror cam, retrovisori basati su una telecamera e un visore da 15” fissato ai montanti della cabina, sono la novità più evidente del nuovo Mercedes-Benz Actros, sviluppato sulla base della quarta generazione. La loro adozione ha comportato un netto miglioramento dell’aerodinamica, che insieme ai nuovi rapporti al ponte, a una gestione più precisa del cruise control predittivo grazie a una cartografia più completa, hanno portato economie di carburante che vanno dal 3% su percorsi autostradali al 5% di quelli su strada interurbana. Il sistema informatico di bordo interagisce via cloud con i gestionali ed è accessibile all’autista tramite un’app per iOS o Android. Tra i sistemi di sicurezza fa il suo debutto l’assistente alla frenata Aba di quinta generazione, che copre tutte le possibili situazioni (veicolo che precede, pedone, veicolo incrociante) grazie all’integrazione del segnale del radar con quello delle telecamere. Più avveniristico il concept Vision Urbanetic, un telaio a guida autonoma e ovviamente a trazione elettrica che può cambiare carrozzeria nel corso della giornata a seconda che vi sia più domanda di trasporto merci o passeggeri. Nella configurazione “camion” porta 10 europallet con una lunghezza esterna di 5,14 m (3,7 quella del vano di carico). Interagisce con le richieste di trasporto ma è anche in grado di elaborarle secondo quello che “vede” in strada, per esempio una grande massa di persone in uscita da un concerto.

 

Più vicini a terra. E alla Terra

Scania rivisita un suo classico, il camion da distribuzione urbana a guida ribassata. Un tempo era una versione speciale della serie P, la gamma d’attacco del costruttore svedese. Oggi assume dignità di una gamma autonoma con il nome di serie L. La cabina è montata a sbalzo oltre l’avantreno, la meccanica si basa sul 5 cilindri in linea da 9,7 litri, alimentabile anche con HVO (olio vegetale idrotrattato) usato anche per i P. La versione più “verde” è per ora quella con catena cinematica ibrida, che nel corso del 2019 verrà affiancato da un ibrido plug-in che consente efficaci ricariche parziali in soli 20 minuti, quindi durante le operazioni di carico e scarico.

Gli ibridi Scania possono percorrere 10 km, quindi compiere un ciclo completo di consegne urbane, in elettrico puro. Sempre all’insegna della sostenibilità arriva il primo autobus interurbano a lungo raggio alimentato a mentano liquido (LNG): è un 13 metri della gamma Interlink, con pianale ad altezza media, in grado di garantire un’autonomia di 1000 km. Grazie alla funzione Scania Zone, i gestori di flotte possono limitare le prestazioni del veicolo all’interno di aree geografiche che essi stessi definiscono (anche con sovrapposizioni) per ridurre le emissioni chimiche e sonore o attivare automaticamente alcuni dispositivi, per esempio i lampeggianti quando il camion si avvicina a una zona pedonale o una scuola. Questo non è che l’inizio; in futuro saranno sempre di più le funzioni legate alla posizione sul territorio. L’azienda può decidere se gestire le limitazioni con un semplice avviso all’autista o limitare automaticamente le prestazioni, lasciandogli sempre la possibilità di forzare l’impostazione, per esempio per gestire una situazione di emergenza.

 

Bassotto autonomo

Del trattore per semirimorchio ha il telaio, ma il motore diesel e la cabina non ci sono. Il concept Volvo per i servizi di navetta, per esempio tra porti e hub logistici o all’interno di essi, è infatti elettrico e a guida autonoma. Si aggancia al semirimorchio con una normale ralla e inizia il viaggio, dialogando costantemente con il cloud che ne conosce la posizione con la precisione di un centimetro. Inizierà presto la sperimentazione con alcuni operatori logistici, cui garantirà forti riduzioni delle emissioni e dei costi. 

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