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29/10/2018
Come guadagnare con l'auto quando non la usi

Car sharing tra privati

 

Genial Move e Auting sono le prime startup italiane che fanno car sharing tra privati. La condivisione permette di guadagnare fino a 30 euro al giorno.

Eva Alberti • Wired

Dare la propria auto a estranei per qualche giorno, invece che lasciarla nel box, e ottenere un compenso che alla lunga può ripagare spese fisse come l’assicurazione: è il car sharing peer to peer, tra privati. In Italia due piattaforme hanno investito su questa nuova nicchia di mercato.

La prima è Auting, società bolognese in strada dal maggio 2017 e che conta oggi cinquemila utenti e quasi mille vetture. La seconda è la milanese Genial Move, attiva dallo scorso novembre. “Le prime condivisioni sono già state fatte e il servizio funziona”, spiega Matteo Minotti, uno dei fondatori di Genial Move. “Il punto forte dell’offerta sono i prezzi inferiori alla media dei noleggi”, che è il mercato con cui il car sharing tra privati entra in concorrenza.

Il modello di business si basa sulla condivisione di un mezzo che in quel momento il proprietario non usa. Attraverso la piattaforma web si mette a disposizione l’auto per chi ne avrebbe bisogno in un determinato luogo e periodo.

Per transare basta registrarsi coi propri dati. “Il pagamento avviene online attraverso la nostra piattaforma e noi tratteniamo una commissione del 30% per l’owner e del 5% per il driver”, spiega Matteo Menarini di Auting. Stesso discorso vale per Genial Move, che ha una commissione del 30%, divisa in 20% a carico del proprietario e 10% per il cliente.

Il prezzo lo decide il possessore, anche se la piattaforma dà suggerimenti in base a quello di auto simili. In media le piattaforme stimano che chi presta l’auto può guadagnare fino a 30 euro al giorno.

Il che renderebbe possibile, considerando un periodo di 20 giorni di prestito, ripagare un’assicurazione italiana media (di 575 euro circa, secondo l’Osservatorio di Facile.it).

Ma è tutto legale, secondo il codice della strada? Sì, nonostante l’articolo 84 possa creare perplessità. Come racconta Menarini, “subito dopo il business plan abbiamo fatto un check e visto che è fattibile”. Perché, di fatto, questo nuovo tipo di attività non è normata. “Noi la consideriamo un prestito con rimborso spese. Che non è un trick ma la regola alla quale ci siamo tenuti”, precisa.

E cosa succede se il driver temporaneo fa un incidente? Questo è forse l’ostacolo maggiore da superare nella testa dei potenziali utenti italiani: “Ci scontriamo con un cambio culturale notevole“, spiega Menarini, “per cui c’era la necessità di tranquillizzare l’owner, assicurandolo per quanto riguarda la responsabilità civile e per gli eventuali danni”.

Per la polizza entrambe le piattaforme si appoggiano a Reale Mutua. La compagnia assicurativa torinese, come spiega il responsabile delle strategie di innovazione, Matteo Cattaneo, si è interessata al mondo sharing e collabora anche con altre piattaforme come Gnammo, piattaforma per l’home restaurant, e Paladin, per il noleggio tra privati. La polizza offre una garanzia casco, a cui si aggiunge un’ulteriore formula che impedisce l’aumento del premio in caso di sinistro. “L’assicurazione scatta automaticamente alla prenotazione”, ricorda Genial Move, “ma per diventare owner è fondamentale che la propria Rca consenta la guida libera”. Questa è l’unica condizione richiesta, oltre a 21 anni e all’auto di proprietà. Per essere guidatore, invece, basta avere la patente da almeno tre anni.

In Italia, secondo Menarini, c’è spazio di crescita per questo mercato, anche se la domanda è maggiore dell’offerta e i dati da commentare sono ancora pochi. “Geograficamente siamo sparsi in tutto il paese, con una grossa concentrazione a Milano, Torino, Bologna e Roma e poi una polverizzazione sul territorio in zone turistiche”. Il driver tipo ha tra i 20 e i 35 anni ed è abituato alla mobilità smart. Gli owner sono più vecchi e tendono a fare tante condivisioni: “Ma stiamo parlando di una nicchia e le cose potrebbero cambiare”.

In futuro entrambe le piattaforme puntano a lanciare un’app. “In questo momento per noi l’obiettivo è creare base utenti”, dicono da Auting: “Al guadagno ci pensiamo dal prossimo anno”. Anche Genial Move ammette che a oggi il guadagno è minimo, ma conta di arrivare a breakeven entro al massimo un anno e mezzo.

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