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Articoli - Archivio

06/04/2011
Come cambia lo scenario dell'Aftermark Automotive

All' assemblea di AICA
I costruttori italiani di autoattrezzature affrontano la crisi con una profonda analisi del mercato e delle prospettive per il futuro. Siamo in un periodo di lettura complessa, ma ci sono segnali di ‘risveglio'. 

di Roberta Papadia

Il primo semestre del 2010 ha consegnato numeri migliori rispetto al semestre precedente in settori quali diagnosi, attrezzature per gommisti e sollevamento. Questi dati al momento però non spiegano se si tratta di un mero riassortimento di magazzino rispetto al blocco degli anni più duri oppure di un fenomeno più strutturato.

 

Si è svolta il 4 dicembre scorso a Bologna la 35a Assemblea Generale di Aica. L'evento è stato occasione per una profonda analisi del settore e una riflessione sulle ripercussioni della crisi economica mondiale e sulle strategie per affrontarla.

 

L'analisi del Presidente
Il presidente di Aica Giorgio Cometti ha aperto i lavori con alcune considerazioni sulla situazione economica: "Ho sempre un po' di timore a parlare di periodo difficile, in quanto si rischia di scadere nella retorica. La vera novità è che a un periodo di profonda crisi quale quello del biennio 2008/2009 non ha fatto seguito un'inversione del ciclo economico, ma un periodo di lettura complessa, sia per quanto riguarda i settori merceologici delle aziende Aica che per le aree geografiche. Mentre in alcuni settori la crisi è ancora durissima, vi sono comparti dove, anche se non si può parlare di uscita definitiva, abbiamo tuttavia più di un segnale di risveglio".
Un importante strumento di monitoraggio dell'andamento del settore delle autoattrezzature è rappresentato dalle statistiche Aica che hanno rilevato come il primo semestre del 2010 abbia consegnato numeri migliori rispetto al semestre precedente in settori quali diagnosi, attrezzature per gommisti e sollevamento. Questi dati al momento però non spiegano se si tratta di un mero riassortimento di magazzino rispetto al blocco degli anni più duri oppure di un fenomeno più strutturato.
Cometti ha evidenziato come sia cambiato lo scenario e il mondo che conoscevamo. Il paese dove si vendono più veicoli è ormai stabilmente la Cina. Dall'altra parte il Brasile rappresenta una delle economie più dinamiche, mentre la vecchia Europa, con l'eccezione della Germania, segna il passo. E l'Italia?
"Afflitti come siamo da una burocrazia opprimente, una moneta troppo forte rispetto ai fondamentali del paese, un settore dell'autoriparazione in contrazione, credo che stiamo facendo miracoli anche se evidentemente la valvola dell'export è determinante".
Parlando dei quattro tradizionali comparti dell'autoriparazione, l'elettrauto è in forte sofferenza, i meccanici si stanno concentrando nelle varie reti, i carrozzieri vivono una crisi che va di pari passo con la diminuita capacità di spesa del consumatore. Quelli che hanno un trend migliore degli altri sono i gommisti anche se chi è coinvolto nel settore autocarro ha non pochi problemi anche sul fronte della riscossione del credito. Molto meglio il comparto vettura.
I concessionari d'auto vivono una realtà peggiore, molti operatori chiudono e quelli aperti sono in difficoltà e per far quadrare i bilanci spingono sull'autoriparazione; gli autoriparatori indipendenti per rispondere alla sfida si organizzano in reti.
Determinante in questo contesto la nuova Ber che prevede anche importanti tutele per i costruttori di autoattrezzature.
Sul fronte delle revisioni, presto diventerà operativo il protocollo di comunicazione MCTCNet 2 che porterà una ulteriore evoluzione del sistema.
"Io sono un ottimista per natura - ha commentato Cometti - ed è mia opinione che la nostra attività abbia ancora molte frecce al proprio arco. Mentre infatti in passato l'eccesso di consumismo e le continue norme Euro 1-2-3 ecc., abbinate a incentivi alla rottamazione, erano votati all'accelerazione del rinnovo del parco circolante, dopo l'Euro 6 saremo arrivati ai limiti fisici delle restrizioni alle emissioni, per cui credo che i tempi in cui riparare è meglio di buttare, torneranno prepotentemente alla ribalta". Per quanto riguarda le attività di consulenza dell'associazione si è parlato dello sportello su ambiente e sicurezza, Raee, nuova Direttiva macchine, Sistri (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti), privacy, D.lgs 231/2001 sulla responsabilità para-penale degli enti. Prossima anche la nuova monografia Aica e il nuovo sito.
Cometti ha parlato anche della rassegna Autopromotec che passa indenne dalla crisi, uscendone rafforzata. "Posso anticipare che anche la rassegna 2011 sarà un grande successo in termini di partecipazione espositiva, e speriamo di visitatori. A sei mesi dalla prossima edizione il numero di espositori sembra attestarsi su quello record del 2009, con ben il 35% rappresentato da aziende estere, a conferma della sempre maggiore internazionalizzazione della manifestazione, pur mantenendo i tradizionali criteri di selezione. La superficie espositiva è in crescita, a dimostrazione che chi c'era ci sarà, oltretutto in spazi più grandi, in grado di aumentare la visibilità verso il pubblico professionale del mondo dell'aftermarket automobilistico".
Cometti ha concluso parlando dei nuovi progetti e delle iniziative per Autopromotec 2011, sottolineando come "questa filosofia di innovazione debba guidare tutta l'azione associativa. La sfida dei prossimi anni sarà dura, ma come ho detto io sono ottimista".

 

I bilanci associativi
Onelio Picchioni, vicepresidente di Aica e tesoriere economo, ha illustrato il bilancio associativo e in particolare il resoconto 2009, il preconsuntivo 2010 e il preventivo 2011 che presentano conti in perfetto equilibrio. Pertanto è possibile continuare ad investire nelle attività di promozione del settore delle autoattrezzature che rappresenta uno dei plus dell'industria italiana automotive.
Attività internazionali,
Ber e revisioni
Massimo Brunamonti, consulente di Aica, ha parlato delle principali attività dell'Egea, della nuova Ber (regolamento 461/2010), introdotta a copertura della decadenza del regolamento 1400/2002, c.d. regolamento Monti, e sulle revisioni.
La Commissione europea ha riorganizzato la materia del settore automotive separando da una parte la vendita dei veicoli nuovi, fuori dalla nuova Ber (salvo il periodo di transizione fino al 2013 sotto la vecchia Ber 1400/2002) perché per la Commissione vi è già un equilibrio nella concorrenza. Dall'altra parte l'aftermarket dove si evidenzia un deficit nella concorrenza e la necessità di formulare un nuovo regolamento di esenzione dal blocco. Nella nuova normativa e nelle linee guida vengono individuati strumenti specifici per garantire la concorrenza e viene data particolare attenzione ad una serie di aspetti quali l'accesso dei riparatori indipendenti a tutti i ricambi, la possibilità dei fornitori di componenti di primo impianto di applicare il proprio marchio sui propri prodotti e presentarli sul mercato dell'aftermarket a officine indipendenti, autorizzate, distributori ecc., possibilità dei riparatori autorizzati di approvvigionarsi da fornitori di loro scelta, accesso degli operatori indipendenti alle informazioni tecniche, strumenti e formazione, uso delle garanzie legali. L'accesso alle informazioni tecniche per gli operatori indipendenti deve essere garantito in modo non discriminatorio, come costo, tempistiche, ecc. Questi criteri valgono anche per ricambi e strumentazioni.
"Avendo notato che nell'economia europea il costo della manutenzione del veicolo è rilevante, la Commissione ha inteso che il cittadino possa trarre vantaggio da questo regolamento. Il legislatore vuole tutelare la libertà del consumatore di scegliere tra diversi autoriparatori, autorizzati e indipendenti, e tra diversi prodotti. Con la recente norma si apre così un nuovo scenario e si presentano molte opportunità". Viene inoltre esplicitata la legittimità di uno strumento di qualità equivalente. La prova dell'equivalenza della qualità, prima era a carico del fornitore di prodotti, ora è a carico di chi contesta questa qualità, con l'inversione dell'onere della prova.
Parlando di revisioni, nel 2008 la Commissione europea ha richiesto al Cita, organismo internazionale sui controlli dei veicoli, uno studio sulle evoluzioni future delle revisioni e sulle future alternative per implementare l'efficienza dei veicoli nell'UE. Cita ha individuato due pacchetti differenti, uno per il 2010 che comprende l'intervento sulla direttiva 96/96/Ce per aumentare la frequenza dei controlli, per includere il controllo dei sistemi elettronici di sicurezza ed estendere le revisioni ad altri veicoli. Il secondo pacchetto, per il 2020, comprende la raccomandazione di intraprendere un nuovo studio preliminare sugli sviluppi tecnologici dei veicoli, es. motorizzazioni alternative ecc., migliorare l'efficienza e la conformità dei controlli.
Arriva anche la direttiva europea 2010/48/UE della Commissione che adegua al progresso tecnico la direttiva 2009/40/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sul controllo tecnico dei veicoli a motore e dei loro rimorchi. È una linea guida delle revisioni in Europa, stabilisce una piattaforma minima comune ma lascia aperto il campo ad altri interventi. Tra i temi di attualità: test di efficienza sui sistemi elettronici legati alla sicurezza, nuovi test di controllo emissioni, modifiche dei test freni e valutazione dell'introduzione di test degli ammortizzatori.
Brunamonti ha concluso evidenziando le opportunità che arrivano con le nuove norme: "allargamento e segmentazione del mercato potenziale, progresso tecnologico per le attrezzature, sempre più legate al processo di riparazione, necessità di nuovi servizi legati alle attrezzature, evoluzione delle tecniche di revisione".

 

Nuovi orizzonti per Autopromotec
Emanuele Vicentini, responsabile promozione e sviluppo di Promotec, ha fatto una sintesi delle attività intraprese e in progetto per promuovere Autopromotec all'estero.
Prima di entrare nel vivo delle iniziative, Vicentini ha mostrato l'andamento della fiera dal 2001 ad oggi, che ha registrato una crescita esponenziale di espositori e visitatori.
"La crescita degli espositori è in costante ascesa e solo otto anni fa i numeri di oggi sembravano molto ambiziosi e difficili da raggiungere, mentre ora sono numeri per noi familiari."
Vicentini ha sottolineato i plus della rassegna: alta qualità e forte specializzazione, evidenziando al contempo la necessità di sviluppare maggiormente le attività di comunicazione e l'immagine di internazionalità.
Entrando nel dettaglio, le caratteristiche che hanno contraddistinto le ultime edizioni vengono confermate anche per il 2011, oltre ad una serie di novità tra cui Autopromotec Industrial Vehicles Service, un progetto nuovo che si caratterizza in un percorso specifico dedicato al trasporto pesante e agli espositori che offrono prodotti e servizi per il truck. Il progetto ha un suo logo che identificherà questi espositori in modo da creare un itinerario dedicato per visitatori e operatori professionali. Vi sarà un'attività di comunicazione mirata, una guida e un convegno con associazioni e personalità del settore.
Tra le altre novità, Autopromotec Edu, una sorta di università in fiera dedicata all'aftermarket automotive con workshop e convegni.
Confermato anche per il 2011 l'Eaas, la terza edizione del simposio europeo dell'aftermarket che vedrà a confronto esperti e operatori internazionali del settore.
"Il simposio - ha sottolineato Vicentini - è un momento che rafforza l'internazionalità della rassegna, ospiteremo inoltre molte assemblee e riunioni di organizzazioni e associazioni europee".
La promozione di Autopromotec 2011 è iniziata nel 2009 con Tokyo, Argentina, Brasile, Canada, Stati Uniti e Spagna, le prossime tappe saranno in Europa, Nord Africa e Medio Oriente. Tra dicembre e febbraio saranno organizzate presentazioni e incontri con stampa e associazioni a Londra, Parigi e Madrid. L'ultimo ciclo di presentazioni farà tappa, tra febbraio e marzo 2011, a Casablanca, Il Cairo, Istanbul e Beirut. È stato inoltre rinnovato l'accordo tra Ministero dello sviluppo economico, Ice e Aica.
"In questo momento può essere applicata la teoria dell'up or out, nel senso che siamo cresciuti con una certa continuità, e rafforzando le alleanze a livello di europeo e mondiale possiamo avere un'ulteriore fase di allargamento e rilancio per crescere ancora di più".
In conclusione si è parlato di sicurezza stradale richiamando il tasso di mortalità ridotto del 50% negli ultimi 10 anni. "Le strade e le auto sono più sicure e vi sono controlli più efficienti all'interno delle officine. Conosciamo l'eccellenza del nostro settore. L'impresa italiana dell'assistenza ai mezzi di trasporto è leader e deve essere comunicato di più".

 

 

• Obblighi e opportunità per le aziende

Juri Torreggiani, esperto consulente privacy e consulente di Aica, è intervenuto in assemblea per fornire un quadro di sintesi sulla normativa privacy, focalizzando il discorso sia sugli obblighi sia sulle opportunità per tutelare le aziende. La normativa crea obblighi sia di natura amministrativa che informatica. Per quanto riguarda gli adempimenti amministrativi in primo luogo è necessario rilasciare idonee informative a tutti gli interlocutori di cui si trattano dati e redigere o aggiornare il Dps entro il 31 marzo di ogni anno, nominare coloro che possono trattare i dati, ecc. Le violazioni degli obblighi di natura amministrativa comportano sanzioni fino a 120 mila euro. Per gli obblighi di natura informatica, il legislatore ha creato una struttura di norme precise e articolate affinché le reti informatiche aziendali siano blindate e vi sia sempre tracciabilità degli accessi alle reti stesse e la possibilità di conoscere sempre chi ha agito, dove e quando. La violazione di tali obblighi comporta sanzioni penali con arresto fino a 2 anni. 

"Tali disposizioni - precisa Torreggiani - rappresentano evidentemente anche una grande opportunità per il datore di lavoro, un'arma per tutelarsi da comportamenti infedeli, abusi, violazioni eventualmente poste in essere tramite l'utilizzo degli apparati hardware e software da dipendenti e collaboratori, ecc. È infatti possibile, nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori, porre in essere e verificare ogni azione svolta a livello informatico. Le procedure giuridiche per espletare queste attività sono semplici e le tecnologie necessarie sono a basso costo. Statisticamente nelle aziende i problemi maggiori si riscontrano a livello di abusi perpetrati durante la navigazione internet, nell'uso di posta elettronica, nell'utilizzo di apparecchi telefonici e durante operazioni effettuate a livello informatico. Oggi, grazie alle recenti novità normative, è possibile per il management proteggere la propria società da questi abusi e chiedere anche il ristoro del danno eventualmente subito. Fino ad un paio di anni fa non era invece chiaro, da un punto di vista giuridico/normativo, come effettuare tali controlli".
Torreggiani ha spiegato le procedure da porre in essere per tutelare l'azienda, ha sottolineato l'importanza di rilasciare idonei regolamenti per l'utilizzo di internet, della posta elettronica e della telefonia, nei quali è necessario evidenziare che tali apparati sono tutti strumenti di lavoro da utilizzare solo ed esclusivamente per finalità aziendali.
Un'ulteriore condizione necessaria è la formazione periodica del personale e il test di verifica. Si è anche parlato delle "credenziali di accesso ai PC" costituite dal codice utente personale e dalla password, personale e segreta, e sui criteri per creare password conformi alla normativa, sicure e non banali.
Non è mancato un richiamo alla legge 231 sulla responsabilità amministrativa dell'ente per i reati dei dipendenti e ai casi di reati informatici. Sono stati inoltre approfonditi i temi della videosorveglianza, oggetto di uno specifico provvedimento del garante della privacy, e del "marketing diretto" ossia e-mail, fax, sms, mms, posta cartacea inviate/i con finalità pubblicitarie e indirizzate/i a clienti o potenziali clienti. Oggi la normativa è più articolata e severa ed è oggetto di particolare interesse da parte del legislatore e degli organi preposti al controllo. L'intervento si è concluso con il richiamo all'importanza dei documenti privacy da pubblicarsi obbligatoriamente sul sito internet aziendale, il quale ormai viene considerato dal legislatore come il primo mezzo di comunicazione di una azienda con tutti i suoi interlocutori.

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