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Pneurama Weekly - Archivio

11/02/2016
Cinaralp (ETRMA): pari condizioni e maggiore sorveglianza per il rilancio del comparto europeo

Per restituire competitività alla produzione europea è necessario puntare su pari condizioni di accesso e di distribuzione dei prodotti nei mercati, applicate in modo equo a tutti gli attori coinvolti e, in Europa, su una maggiore sorveglianza del mercato ed una più immediata azione laddove sia riscontrato il mancato rispetto delle regole, esattamente come avviene negli altri principali mercati. Lo sostiene il segretario generale di ETRMA (European Tyre and Rubber Manufacturers' Assocation), Fazilet Cinaralp.

 

Il 2015 si è chiuso in positivo per quanto riguarda le vendite dei produttori europei, come indicato alcune settimane fa proprio da ETRMA, con percentuali di crescita da lato delle vendite davvero promettenti. Tuttavia, si tratterebbe di un successo relativo da circoscrivere principalmente all’incremento costante delle importazioni. “Negli ultimi anni, le vendite di pneumatici nel mercato europei legate alla produzione interna sono calate sistematicamente di un punto percentuale annuo”, sottolinea infatti Cinaralp. “Nel 2016 ci aspettiamo, sì, un’ulteriore crescita di 1 o 2 punti percentuali, ma pensiamo che il merito di questo incremento sarà ancora principalmente da riconoscere all’import”.

 

ETRMA suona dunque ancora una volta il campanello d’allarme: la produzione europea, nel suo stesso mercato, fatica a tenere il passo con quella estera, mentre viceversa trova barriere sempre più alte in ingresso ai mercati esteri. Garantire una competizione leale in un mercato bilanciato è dunque certamente la sfida più importante in questo momento per l’Industria Europea del Pneumatico. Affrontare la mancanza di condizioni di parità ed aumentare la sorveglianza nel mercato europeo devono quindi essere in buona evidenza nell’agenda di discussione tra Commissione Europea e Stati Membri. “Riteniamo che non servano più regole o regole differenti: significherebbe solo gravare di ulteriori costi i produttori che devono e vogliono osservarle”, spiega Fazilet Cinaralp. “Piuttosto pensiamo servano una migliore implementazione delle norme, una maggiore e più diffusa consapevolezza di quelle esistenti ed una crescente sorveglianza della loro puntuale e corretta applicazione. Così un mercato libero come quello europeo può tranquillamente funzionare”.

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