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L'Editoriale - Archivio

03/07/2015
Chi più spende ...

 

 

Quello della banalizzazione del pneumatico autocarro è un grande problema, e tutta la filiera a partire dai produttori per arrivare attraverso i ricostruttori ai rivenditori stessi dovrà avviare una profonda riflessione sul tema.

Renzo Servadei

 

 

 

 

 

 

Che il mercato dell’autocarro sia da tempo in crisi non è una novità.

 

Quanto però questa crisi incida effettivamente non solo sui numeri, ma sull’effettivo equipaggiamento dei veicoli e sulla loro manutenzione è analisi che va oltre il dato numerico. Chi però ha la pazienza di recarsi presso un’area di servizio per vedere quali siano le gommature dei camion che viaggiano sulle strade, spesso si trova di fronte agli abbinamenti più fantasiosi.

 

Gli esperti del settore sanno infatti che la migliore resa chilometrica la si ottiene acquistando pneumatici di qualità, effettuando un corretto servizio di manutenzione agli stessi ed infine valorizzandone ulteriormente le carcasse con la ricostruzione.

 

Purtroppo stiamo assistendo ad una tendenza che vede un costante scivolamento verso le seconde e terze linee, unita ad un utilizzo dei pneumatici fino a raggiungere ed a volte superare il limite legale, condizioni che rendono sempre più improbabile la possibilità di ricostruire.

 

In alcuni casi, sembra che sui mezzi pesanti venga utilizzato qualsiasi tipo di pneumatico purché più o meno rotoli.

Evidentemente questa situazione, oltre a generare più di un dubbio sulla sicurezza, ne fa nascere almeno altrettanti sulla reale economicità di queste scelte.

In futuro infatti l’arma vincente sarà la corretta gestione della flotta, che i moderni sistemi di connessione rendono realtà dell’oggi, non più del domani.

Certo un conto è parlare di questi fenomeni a tavolino, un conto invece essere sul punto vendita ed avere a che fare magari con un autista straniero che vuole spendere il meno possibile (quando ha i soldi).

Quello della banalizzazione del pneumatico autocarro è tuttavia un grande problema e indubbiamente tutta la filiera a partire dai produttori per arrivare attraverso i ricostruttori ai rivenditori dovrà avviare una profonda riflessione sul tema.


In materia di diffusione della cultura della sicurezza si è già fatto tanto, anche a livello associativo con risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

 

L’autocarro è un comparto molto particolare per tanti motivi: è un settore tecnico e rivolto ad imprese e non al consumatore; la grande crisi economica che ha colpito duramente queste imprese e l’apertura dei confini hanno ingigantito la competizione a livello europeo.

 

Sono tante le sfaccettature del problema, si tratta di un’analisi difficile ma doverosa vista l’importanza del comparto autocarro non solo per il settore, ma per l’intera economia nazionale.

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