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Articoli - Archivio

06/11/2019
Cemb presenta il nuovo KIT ADAS CCD

Kit ADAS CEMB

Attrezzature per officine

 

I progettisti dell’azienda hanno unito insieme i sistemi di allineamento ruote e i supporti per i pannelli di calibrazione ADAS e ACC

Virginia Poli

È tempo di novità e di riconoscimenti in casa CEMB. Fornire ai propri clienti un portfolio di prodotti completo è l’obiettivo che sta dietro alla recente acquisizione, annunciata lo scorso luglio, di M&B Engineering, importante realtà produttiva italiana attiva nel settore delle attrezzature per gommisti e per le autofficine. Attraverso l’acquisizione siglata CEMB intende completare la sua offerta, tradizionalmente dedicata ai macchinari per l’equilibratura e per l’analisi delle vibrazioni, con una gamma completa di smontagomme professionali, realizzati internamente nella sede di M&B Engineering. Una gamma completa di attrezzature per gommisti e per autofficine, dunque, in grado di soddisfare gli standard di qualità e di innovazione tecnologica divenuti ormai una costante anche nel settore dell’aftermarket. Dal punto di vista della tecnologia, il panorama economico e industriale si evolve e muta a un ritmo forse mai sperimentato prima: risulta quindi sempre più importante rimanere al passo con i tempi, fornendo prodotti in grado di soddisfare esigenze e necessità sempre più sofisticate.

Da questo punto di vista, CEMB ha recentemente ricevuto un importante riconoscimento: il suo sistema di allineamento ruote Argos – un assetto ruote touchless dotato di un sistema scanner tridimensionale, che permette di misurare in 5 secondi campanatura e convergenza – è stato inserito nella lista “Top 20 tools”, stilata dalla rivista americana Motor Magazine.

Il progresso tecnologico, dunque, procede a un ritmo instancabile, investendo tutti i settori della quotidianità. Il settore automotive, naturalmente, segue questo flusso avvicinandosi a traguardi considerati inimmaginabili anche solo qualche decennio fa. Se l’obiettivo a lungo termine per il settore è la messa a punto di veicoli a totale guida autonoma, in grado quindi di svolgere in completa autonomia, attraverso una serie di strumenti integrati, tutte le operazioni necessarie a condurre il veicolo, il settore automotive ha da tempo messo a punto una serie di sofisticati sistemi in grado di assistere il conducente alla guida. Fanno parte dei sistemi ADAS – acronimo che sta per Advanced Driver Assistance System – dispositivi come i sensori crepuscolari che permettono di accendere automaticamente le luci, il cruise control adattivo che aiuta a regolare la velocità di marcia in base al traffico, i sensori di parcheggio, la frenata automatica d’emergenza, l’avviso di cambio corsia o ancora il riconoscimento automatico della segnaletica.

Il principale obiettivo dei sistemi ADAS è di aumentare il livello di sicurezza stradale, allineandosi con le direttive europee che mirano, entro il 2020, a ridurre il numero di incidenti stradali. Come si legge in una comunicazione della Commissione europea, infatti: “i veicoli autonomi cambieranno le nostre vite, così come è avvenuto in passato con i treni a vapore e le automobili, e definiranno il futuro del trasporto su strada, con la possibilità di ridurne i costi in modo significativo. Tali veicoli potrebbero far nascere nuovi servizi e offrire metodi innovativi per rispondere alla crescente domanda di mobilità di persone e beni. Una volta affrontati e risolti adeguatamente gli attuali problemi iniziali, i veicoli autonomi potrebbero migliorare in modo significativo la sicurezza sulle strade, poiché si stima che il 94% degli incidenti sia attribuibile a errore umano”. L’obiettivo dell’UE in questo senso, siglato in un recente accordo preliminare, è peraltro quello di rendere obbligatorio, a partire dal 2022, l’impiego di una serie di strumenti di guida assistita nei veicoli di nuova omologazione.

Le auto dotate di sistemi di guida autonoma sono suddivise in una scala a 6 livelli, elaborata dalla Society of Automotive Engineers (SAE): si parte dal livello 0, che indica auto dotate di sistemi di sicurezza che intervengono in alcune situazioni di guida ma che in nessun caso prendono il controllo dell’auto, fino ad arrivare al livello 5, che indica un veicolo in grado di circolare in completa autonomia – senza cioè il bisogno dell’intervento umano – in qualunque tipo di strada e in qualunque condizione. Al momento, la maggior parte dei veicoli in circolazione è dotata di sistemi che si attestano fra il livello 0 e il livello 2: sistemi quali il controllo della velocità adattivo, la frenata assistita e la frenata di emergenza anticollisione permettono al veicolo di gestire accelerazione e frenate, sebbene direzionalità e controllo del traffico rimangano sotto controllo esclusivo del conducente.

Le automobili più moderne sono dunque dotate, a oggi, di una serie di dispositivi quali telecamere, sensori radar, lidar e rilevatori di ultrasuoni che permettono al guidatore di ottenere una panoramica completa su quello che succede all’esterno del proprio veicolo, al fine di evitare collisioni e incidenti. Com’è evidente, per garantire il corretto funzionamento di questi dispositivi ed evitare falsi allarmi che potrebbero comprometterne la funzionalità, la calibrazione dei sensori è una procedura fondamentale, che deve essere effettuata, è bene precisarlo, non solo quando si danneggia uno dei dispositivi, ma anche quando a subire il danno – anche di lieve entità – è uno dei componenti in cui il dispositivo è integrato.

Come risulta evidente, è importante per gli operatori delle autofficine saper intervenire in maniera rapida ed efficace su questi sistemi, grazie anche all’aiuto di attrezzature adatte. La calibrazione (o ri-calibrazione) degli ADAS avviene infatti perlopiù in officina, in quella che viene definita modalità statica, mediante l’utilizzo di pannelli di calibrazione che variano a seconda della casa automobilistica della vettura su cui si effettua l’intervento. L’installazione del pannello, inoltre, deve essere effettuata tenendo conto della direzione di marcia definita dall’asse di spinta, una procedura che rischia di risultare particolarmente complessa e ad alto rischio di errore umano, essendo effettuata manualmente. Un’altra procedura fondamentale da compiere prima di procedere con le operazioni di ricalibrazione è, inoltre, la verifica dell’assetto della vettura.

È per semplificare questo tipo di operazioni che CEMB ha lanciato sul mercato il suo nuovo KIT ADAS CCD, che promette di snellire le procedure di ricalibratura dei sensori di assistenza alla guida. Il nuovo kit è infatti presentato come una fusione fra i sistemi di allineamento ruote e i supporti per i pannelli di calibrazione ADAS e ACC. Il suo funzionamento risulta molto semplice: dopo aver effettuato la verifica dell’allineamento, i rilevatori delle ruote anteriori vengono posizionati sulla barra di calibrazione del supporto pannelli ADAS mediante degli adattatori universali - che consentono dunque l’utilizzo di questi strumenti su qualsiasi pannello di calibrazione –; i rilevatori vengono invece lasciati sulle ruote posteriori. Grazie all’utilizzo di un software dedicato, anch’esso compreso nel kit, si procede quindi al posizionamento del supporto dei pannelli di calibrazione ADAS, guidati da un apposito processo interattivo a video. Il kit CEMB, secondo quanto indicato dall’azienda, consente di identificare l’asse di spinta in pochi istanti, dando così la possibilità al sistema CCD di fornire all’utilizzatore un’indicazione in tempo reale della posizione relativa fra asse di spinta e struttura di calibrazione ADAS/ACC.

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