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Articoli - Archivio

08/07/2019
Cara auto mi prendo cura di te

La rete autoriparativa

 

Le officine attive nel settore sono 83.231. Nel 2018 sono stati spesi 32,1 miliardi di euro per manutenzione e riparazione

Emiliano Costa

Cresce il parco circolante e si allarga la rete di autoriparazione. Gli autoveicoli presenti sulle strade italiane, nel 2018, hanno raggiunto quota 39 milioni e hanno trovato assistenza, per manutenzione e riparazione, nelle oltre 83 mila officine (carrozzerie, centri di revisione, elettrauto, gommisti, meccanici, officine dei concessionari) sparse su tutta la penisola. Questi dati, di fonte Cerved, emergono da un’elaborazione dell’Osservatorio Autopromotec. Nell’ultimo anno le aziende di autoriparazione attive hanno registrato un lieve incremento dello 0,1% rispetto al 2017. La categoria più rappresentativa in termini numerici è quella dei meccanici-motoristi, che sono 43.365 (dato sostanzialmente invariato rispetto al 2017). Dall’inizio del 2013 la categoria dei meccanici-motoristi si è fusa con quella degli elettrauto che comunque sono indicati separatamente nella tabella (i codici Ateco dell’Istat sono aggiornati al 2007), e che a fine 2018 sono stati 7.178 (-1,6% sull’anno precedente). Sempre all’interno della rete degli autoriparatori vi sono 21.340 carrozzieri, in lievissima diminuzione sul 2017 (-0,1%). Cresce invece il numero dei gommisti (che sono passati dalle 6.702 alle 6.734 unità, con un incremento dello 0,5%) ma soprattutto quello delle officine dei concessionari (da 4.446 a 4.615 unità, con un aumento del 3,8%). Per quanto riguarda l’aumento dei gommisti nelle Camere di Commercio, secondo un’elaborazione realizzata da GiPA, multinazionale di ricerche di mercato dell’aftermarket automobilistico, l’incremento è il risultato di un doppio effetto: non vengono cancellate le vecchie mentre logicamente per ricambio generazionale ci sono delle nuove aperture, e perché sempre più meccanici chiedono una licenza per l’attività gommista in una strategia di officina “multiservice”, vale a dire la stessa officina offre tutti i servizi di assistenza, e coglie tutte le opportunità. Un elemento che spinge però anche a un’altra riflessione, e cioè che la professionalità ha ancora un valore, specie quando in gioco c’è la sicurezza.

Nell’era della disintermediazione in cui tutte le informazioni, non sempre verificate, sono “a portata di un clic” e si moltiplica tra i consumatori una conoscenza “last minute” su ciò che si compra, il gommista ha ancora un ruolo importante nel consigliare un pneumatico adatto. Secondo un’indagine realizzata da GiPA è a lui che si affidano gli automobilisti per essere certi di acquistare un prodotto di qualità e sicuro per il cambio di stagione. I ricercatori di GiPA hanno chiesto a un campione rappresentativo di automobilisti italiani se il rivenditore di pneumatici avesse consigliato loro una specifica marca: il 55% degli intervistati ha risposto di sì. Di questi il 91% ha seguito il consiglio del gommista mentre solo il 9% ha richiesto una marca particolare. Analizzando la ricerca più nel dettaglio si nota che le percentuali di risposte cambiano a seconda della scelta tra gomme estive o invernali. Per quanto riguarda il primo caso il 55% degli intervistati ha dichiarato di aver avuto un’indicazione sul tipo di marca da scegliere da parte del gommista e di questi l’88% ha accettato il consiglio. Nel caso degli invernali invece le percentuali sono state del 56% e del 95%. Questo report mostra come, nonostante le crescenti campagne rivolte a informare i consumatori, l’ultima parola è sempre quella del gommista. Non è un caso che questa categoria continui a crescere come numero di addetti. Infatti, stando agli ultimi dati dell’Osservatorio Autopromotec i gommisti in Italia sono cresciuti del +3,6% dal 2015 al 2018, passando da 6.497 a 6.734. Un aumento legato anche a una maggiore sensibilità da parte degli automobilisti sull’importanza di avere pneumatici in buono stato. E che ha influito anche su un aumento della spesa, in parte dovuto all’aumento dei prezzi delle materie prime, di acquisto delle gomme. Nel solo 2018 la spesa degli italiani per l’acquisto di pneumatici è stata di circa 4,1 miliardi di euro, incidendo per il 9,49% sulla spesa totale (43,3 miliardi di euro) sostenuta per la manutenzione e la riparazione degli autoveicoli.

 

La spesa in assistenza

Crescono le spese di famiglie e imprese per l’acquisto e l’esercizio degli autoveicoli. In base ai dati dall’Osservatorio Autopromotec nel 2018 gli italiani hanno speso, in totale, 195,3 miliardi di euro. La terza voce di spesa, dopo quella per carburanti e acquisto dei veicoli, è stata per manutenzione e riparazione, per un totale di 32,1 miliardi di euro. Questo esborso di denaro è più alto del 3,7% rispetto alla spesa dell’anno precedente, quando ammontava a 30,9 miliardi. Si tratta di una crescita che è dovuta in particolare a tre fattori. In primis vi è da considerare l’aumento dei prezzi dei servizi di assistenza alle auto che nel 2018, secondo l’Osservatorio, è stato dell’1,2%. Il secondo fattore che ha spinto verso l’alto la spesa è stato l’aumento del parco circolante di autovetture. Nonostante il nostro Paese abbia già un tasso di motorizzazione molto elevato, il parco circolante è infatti cresciuto anche nel 2018 (+1,3% rispetto al 2017). Il terzo fattore che ha contribuito alla crescita della spesa è stato l’incremento della quantità degli interventi per manutenzione e riparazione che è stato dell’1,2%.

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