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Articoli - Archivio

04/07/2011
Caccia al primato nei mercati globali

Obiettivo Sicam

Un investimento di 20 milioni di euro per il nuovo sito della società emiliana, che rilancia l’impegno sui mercati internazionali, laddove indirizza l’84% di una gamma centrata su 20mila smontagomme ed equilibratrici, che lo scorso anno le ha fruttato ricavi per oltre 37 milioni di euro, il 60% in più del 2009

di Mino de Rigo

Nel quadro della strategia del gruppo, che da un lato è sinonimo di apparecchi di diagnostica e dall’altro è protagonista nel settore dei sistemi frenanti – sottolinea Patat – l’acquisizione di Sicam ha significato completare il novero degli strumenti per l’assistenza e la riparazione del complesso-ruota, e l’ulteriore forte investimento, perseguito secondo i piani nonostante la crisi congiunturale, ne è una logica conseguenza.

 

Piccole aziende crescono, grazie alla specializzazione e a un’acclarata vocazione internazionale. Ciò che ha prima condotto la società emiliana Sicam nell’orbita del gruppo Bosch e l’ha poi trasformata in un centro di competenza di rilevanza strategica per la divisione automotive aftermarket del gruppo tedesco. A quattro anni dall’acquisizione, Sicam si prepara ad allungare il passo, forte di una sede tutta nuova a Correggio (in provincia di Reggio Emilia), che raggruppa in un’unica struttura le attività prima suddivise su tre diversi siti, con una potenzialità produttiva annua doppia rispetto alle attuali 20mila macchine: smontagomme ed equilibratrici per vetture e veicoli industriali, cui si aggiungono, a completare la gamma commercializzata, assetti ruote e apparecchiature di diagnostica. “L’ingresso nel gruppo Bosch – afferma l’a.d. di Sicam Luca Gazzotti – ha rappresentato il salto di qualità, permettendo di sviluppare al meglio le nostre competenze e di giocare un ruolo da protagonisti sui mercati internazionali. Oggi il nuovo stabilimento, che si estende su 11mila mq ed è frutto di un investimento di circa 20 milioni di euro, assicura non solo l’ottimizzazione dei processi produttivi, con la riduzione dei costi e l’innalzamento dei livelli di qualità, ma anche ulteriori importanti prospettive di crescita”.
L’anno scorso Sicam, che dà lavoro a 150 addetti, ha fatturato oltre 37 milioni di euro, con un incremento di quasi il 60% sul 2009. “Il contributo più cospicuo a questo ottimo risultato è giunto dal mercato dell’est europeo, che ha segnato una forte ripresa”. L’84% della produzione prende la via dell’export, raggiungendo 90 diversi paesi con i tre marchi Sicam, Bosch e Beissbarth, attraverso i rispettivi canali commerciali.

Più prodotto per ogni target di mercato
“L’esigenza di rifornire i mercati con i diversi brand – spiega Pietro Paolo Patat, responsabile per il Sud Europa della divisione aftermarket del gruppo tedesco – è alla base dell’inaugurazione del nuovo sito, che può garantirci una maggiore capacità produttiva, fornendo le autoattrezzature nelle varianti che contraddistinguono ciascun marchio”. Laddove Sicam è destinato segnatamente ai gommisti, Beissbarth soprattutto ai concessionari auto e Bosch in prevalenza alle officine generiche nei quattro angoli del pianeta. Le direttrici di sviluppo presuppongono di modificare il mix tra le destinazioni dell’export, puntando all’aumento dei rispettivi paesi di Nordamerica, Sudamerica e Asia, con la Cina in prima linea, ove il gruppo di Stoccarda ha già compiuto forti investimenti e dove prevede di espandere la propria rete di officine Bosch Car Service per giungere a un numero di 15mila.
“Nel quadro della strategia del gruppo, che da un lato è sinonimo di apparecchi di diagnostica e dall’altro è protagonista nel settore dei sistemi frenanti – sottolinea Patat - l’acquisizione di Sicam ha significato completare il novero degli strumenti per l’assistenza e la riparazione del complesso-ruota, e l’ulteriore forte investimento, perseguito secondo i piani nonostante la crisi congiunturale, ne è una logica conseguenza”. Confermando come l’Italia risulti fondamentale per Bosch, che vi ha insediato 16 società e 4 centri di Ricerca e Sviluppo. “La scelta di rilanciare su Correggio – aggiunge il manager – significa anche riconoscere al territorio un know-how e una cultura di prodotto unici, estesi dalle maestranze ai fornitori, che alimentano un distretto industriale cui va ascritto oltre il 60% della produzione mondiale di smontagomme ed equilibratrici”.

Produzione snella e magazzini al minimo
Gli standard di progettazione del nuovo stabilimento Sicam, che in futuro potrebbe vedere ampliata di un ulteriore 60% la propria superficie, sono comuni a tutti i nuovi siti realizzati nel mondo dal gruppo Bosch, che affida a un apposito team di ingegneri della sede di Stoccarda le relative specifiche, dalle caratteristiche del pavimento all’insonorizzazione, dagli impianti tecnici e tecnologici all’assegnazione degli spazi, nell’ambito di una struttura studiata nel dettaglio; così, per esempio, l’edificio è unico ma gli uffici e l’attigua produzione poggiano su fondamenta separate, per evitare il propagarsi delle vibrazioni. Cuore pulsante delle attività di fabbrica, il reparto carpenteria, esteso su circa 2.600 mq. Qui si realizzano il taglio, la piegatura e la saldatura delle lamiere, che giungono alla lavorazione in fogli e barre, oppure pretagliate, per confezionare i cassoni finiti; il reparto si avvale di cinque robot di saldatura, mentre l’intervento manuale è riservato solo ad alcuni punti particolarmente critici. L’area di assemblaggio ospita innanzitutto due linee dedicate agli smontagomme vettura e altrettante per le equilibratrici vettura; il tempo di ciclo del prodotto varia da 15 a 30 minuti, in funzione della sua complessità, e fa leva sui principi della cosiddetta lean production, modalità di fabbricazione snella che prevede di contenere i tempi complessivi di attraversamento del prodotto, corrispondenti alle fasi di approvvigionamento e lavorazione, entro un lasso al più equivalente al tempo di consegna, eliminando pressoché in toto i magazzini di materie prime e componenti e di prodotti finiti.

 

Informatizzazione e controlli di qualità
Il presupposto è un efficace sistema di trasmissione delle informazioni lungo l’intero processo produttivo, grazie al quale poter prelevare presso la fase di lavorazione a monte tutti i pezzi necessari esattamente nel momento in cui servono. “Abbiamo adottato la modalità kanban, ossia a schede – spiega Gazzotti – tramite il Bosch Production System, che fa il paio con il sistema gestionale Sap. Così, minimizziamo le scorte e possiamo rispondere velocemente ai cambiamenti della domanda”.
Una stazione computerizzata verifica che i parametri rientrino negli standard e poi, superato il test, stampa l’etichetta col numero di matricola. Accanto a un piccolo deposito di prodotti finiti sono presenti due baie di carico. E poi, attiguo all’area di accettazione del materiale in ingresso, si trova un laboratorio incaricato di eseguire le verifiche di correttezza dimensionale e qualitativa dei pezzi e dei componenti in arrivo, prima che vengano posizionati nelle diverse zone di stoccaggio. Da esse vengono successivamente richiamati in automatico all’area di preparazione dei componenti necessari ai singoli assemblaggi.

 

 

• La sostenibilità ambientale prima di tutto

 

“La filosofia di base che informa l’attività di Bosch è stata rispettata pienamente anche nel nuovo stabilimento Sicam: sostenibilità ambientale, risparmio energetico e sicurezza ne sono infatti le principali linee guida”. Luca Gazzotti, amministratore delegato di Sicam, spiega così la scelta di installare sul tetto dell’edificio un impianto fotovoltaico esteso su una superficie di 2.500 mq, aggiungendo poi l’impiego di pannelli solari termici nonché di un completo sistema di sicurezza interna ed esterna. “Anche Correggio rientra nel progetto Bosch di riduzione delle emissioni di CO2 prodotte dai propri siti: si punta a un taglio di almeno il 20% rispetto al 2007”. Costato quasi un milione di euro e finanziato con gli incentivi pubblici, l’impianto fotovoltaico può produrre un’energia pari a 360 MWh annui, circa il doppio del fabbisogno energetico dell’azienda emiliana.  Bosch Solar Energy lo ha costruito, l’opera contribuisce a ridurre del 50% la CO2, per un totale di 150 tonnellate l’anno. Inoltre, Sicam può contare su circa 24 MWh annui di acqua termo sanitaria prodotti da pannelli solari termici accoppiati a due caldaie a condensazione Buderus, mentre videosorveglianza, antintrusione e antincendio sono assicurati dall’impianto installato da Bosch Security Systems.

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