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Articoli - Archivio

21/02/2013
CRESCITA E SVILUPPO

APOLLO VREDESTEIN
Parte il progetto del nuovo centro R&D di Apollo Vredestein, la multinazionale impegnata sempre di più nello sviluppo di nuove tecnologie e nel consolidamento della propria presenza in Occidente

Duilio Damiani

DINAMISMO e inventiva sono prerogative delle industrie ambiziose e capaci. Queste qualità sono sinonimo di successo e di innovazione e non vi si può sottrarre chi, in un quadro complesso e sensibilmente mutevole come quello attuale, vuole confrontarsi in un’ottica sempre più globale.
Tali caratteristiche, naturalmente, non possono mancare in tutte quelle aziende che vogliono essere protagoniste nel mondo del pneumatico, soprattutto fra le aziende emergenti che devono farsi forti di una grande vivacità per conquistare rapidamente importanti quote di mercato, anche nel vecchio continente. Uno dei protagonisti più attivi e intraprendenti degli ultimi anni è certamente il gruppo Apollo, la multinazionale sbarcata nel 2010 in forze in Europa grazie all’acquisizione dell’olandese Vredestein, brand adatto per peculiarità e caratteristiche alla penetrazione dei complessi ed esigenti mercati occidentali.
Il nome del gruppo è ormai ampiamente conosciuto e individua l’azienda costituita nel 1972 come una delle realtà più attive e impegnate, a cominciare dall’acquisizione del comparto sudafricano di Dunlop, avvenuta nel 2006, fino alla recente testimonianza dimostrata dall’operazione di consolidamento delle strutture aziendali, tra cui spicca l’approntamento del primo centro di Ricerca e Sviluppo con base europea, in Olanda. L’azienda, che sotto l’egida di Apollo Tyres detiene, oltre a Vredestein e Dunlop Sudafrica (per 32 mercati del Continente), anche i marchi Kaizen, Maloya e Regal, ha registrato nel passato 2011 un volume d’affari di 2,5 miliardi di dollari, con una forza lavoro totale che impiega 16.000 addetti dislocati in sette centri produttivi, tre in India, tre in Sudafrica e uno in Olanda, quest’ultimo dedicato alla produzione dei pneumatici destinati principalmente al mercato europeo. Pur realizzando oltre la metà del suo fatturato sul mercato domestico, Apollo è impegnata nell’esportazione dei suoi pneumatici a livello globale e con le trattative attualmente in corso per giungere all’acquisizione del brand statunitense Cooper, con sede e stabilimento a Findlay, Ohio, sta fattivamente valutando e realizzando una forte espansione verso l’estremo Occidente, con una massiccia presenza anche in Nord America.

Testa di ponte
Nella fase attuale, la crescita tecnologica, prima ancora che l’espansione commerciale, passa attraverso Apollo Tyres Global R&D BV, con sede a Enschede, in Olanda. “L’inaugurazione di questo centro globale di Ricerca e Sviluppo è una tappa fondamentale del nostro percorso che ci porterà a essere un’azienda produttrice di pneumatici con un giro d’affari da 6 miliardi di dollari entro il 2016. Questo centro R&D, di livello mondiale, svolgerà un ruolo primario nell’introduzione di tecnologie all’avanguardia e nello sviluppo dei pneumatici per auto e furgoni del futuro”, ha affermato Onkar Singh Kanwar, presidente di Apollo Tyres Ltd, nel corso dell’inaugurazione svoltasi a gennaio 2013. L’avvio delle attività coinvolgerà in questa prima fase un centinaio di specialisti, tra tecnici e ingegneri, impegnati nello sviluppo delle nuove tecnologie, per espandersi, nel breve termine, sino a un totale di 150 addetti.
Allo scopo di favorire sinergie e sostenere le ambizioni di crescita dell’azienda, nonché velocizzare e rafforzare l’ingresso nei nuovi mercati, Apollo Tyres ha provveduto alla razionalizzazione dei suoi centri R&D prevedendo una concentrazione del know-how aziendale verso due soli centri: quello appena inaugurato ad Enschede, per quanto riguarda tutto il settore auto, e quello dedicato ai veicoli commerciali di Chennai, in India. Due località strategiche per il mercato attuale e le prospettive future, considerando che Asia e Medio Oriente costituiscono quasi il 59% del mercato globale di pneumatici per veicoli commerciali mentre l’Europa e il Nord America rappresentano il 51% del mercato dei pneumatici per auto. Entrambi i dipartimenti di Ricerca e Sviluppo lavoreranno in stretto contatto con gli Oem, i clienti, i centri di collaudo, i fornitori di materie prime e gli istituti di ricerca. “Anche se abbiamo accorpato le nostre risorse di Ricerca e Sviluppo – afferma Neeraj Kanwar, vicepresidente e direttore generale di Apollo Tyres – nei vari mercati strategici, team più circoscritti lavoreranno alla personalizzazione di ciascun prodotto, in base alle esigenze dell’area geografica specifica e si occuperanno di eseguire i test nelle condizioni locali. La ricerca sarà sempre di più in futuro la base di partenza della nostra visione e abbiamo in progetto di aumentare al 3% del fatturato la quota della spesa destinata a tale settore”.
Un esempio dei risultati raggiunti nel campo della ricerca ci viene fornito dall’importante coinvolgimento del gruppo nella sperimentazione, già in fase avanzata, di nuove materie prime per la produzione di pneumatici estratte dal Dente di Leone (Tarassaco Russo) e dalla pianta del deserto Guayule, due fonti alternative all’Albero della Gomma, presente  soprattutto in Asia, che stenta ormai a soddisfare la crescente richiesta a livello mondiale. La gomma naturale europea ricavata da queste due piante sembra in grado di integrare e forse in futuro sostituire l’attuale fonte di approvvigionamento, proponendo una soluzione naturale di più ampia e immediata disponibilità. Pertanto, quale partner del progetto europeo Eu-Pearls (www.eu-pearls.eu) finanziato dall’European Commission FP7 Kbbe Program, negli stabilimenti olandesi di Apollo-Vredestein sono stati prodotti i pneumatici realizzati in gomma ricavata dal Dente di Leone e dal Guayule (gli “all season” Quatrac Lite 155/65 R14)  per essere sottoposti nel corso di questi mesi a intensi test di valutazione che, al termine, potranno approdare a una importante quanto, da un punto di vista “storico”, significativa produzione in serie.

Modelli ambiziosi
La gamma maggiormente rappresentativa, accolta con favore dal mercato occidentale e diffusa nella sua ultima configurazione dallo scorso anno, è identificabile nei pneumatici all season Quatrac 3, la risposta Vredestein alla grande variabilità meteo tipica della maggior parte dei paesi europei. Caratterizzati da un profilo asimmetrico non direzionale e con sezioni dei profili estate-inverno ben differenziate, grazie a una fascia esterna disegnata per rispondere alle necessità di appoggio durante la stagione estiva, su asciutto e bagnato, e una fascia interna maggiormente scolpita per fronteggiare il minore grip causato da gelo e maltempo, i pneumatici Quatrac 3 sono marcati M+S e riportano il simbolo Snowflake. La mescola innovativa, frutto delle ricerche avanzate promosse dai centri di sviluppo del gruppo, offre un buon compromesso in rapporto alla mutevolezza climatica, offrendo una buona tenuta di strada nelle diverse condizioni, rimanendo al contempo morbida ed elastica anche con temperature sottozero, come dimostrato dagli ultimi test indipendenti europei che vedono Quatrac 3 al primo posto (AutoBild 2011).
Disponibile in un ampio ventaglio dimensionale, con ben 70 misure vettura comprese tra i 145 e i 235 mm, rapporti di spalla tra 70 e 40 e calettamenti dai 13 ai 17 pollici, Quatrac 3 è offerto anche in versione Suv (17 referenze comprese tra 225/70 R16 e 255/55 ZR 19) e, intervenendo nella struttura della carcassa mediante talloni rinforzati, in versione Run Flat con quattro diverse misure predisposte per i modelli più diffusi di autovetture che utilizzano tale tecnologia.

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