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24/10/2017
CRESCERE GUARDANDO L'EUROPA

Fintyre

 

Continua la marcia di Fintyre. In pochi anni il distributore nazionale di pneumatici in sostituzione (ceduto lo scorso marzo al fondo internazionale Bain Capital Private Equity), ha cambiato volto e pelle per raccogliere la sfida della polverizzazione di mercato e diventare punto di riferimento nel mercato nazionale ed europeo

Nicoletta Ferrini

C’è chi parla della polverizzazione del mercato come di un’occasione mancata, chi vede nell’eccessiva specializzazione solo un aumento della complessità e chi in generale teme il cambiamento. Mauro Pessi, amministratore delegato di Fintyre, di sicuro non è tra nessuno di questi. Per il numero uno del gruppo italiano specializzato nella distribuzione di pneumatici, la polverizzazione è un’opportunità per ampliare la quota di mercato, conquistando a colpi di competenza e professionalità anche il più piccolo rivenditore; la complessità, derivante dalla specializzazione, è invece un’occasione per esprimerne al massimo il proprio potenziale in termini di servizio; il cambiamento, infine, è un elemento determinante e imprescindibile per una sana crescita aziendale. La conferma di tutto questo arriva direttamente dalla più recente storia di Fintyre.

Nel giro di cinque anni, vale a dire dalla pesante flessione delle vendite registrata nel settore nel 2012, l’azienda di Seriate (Bergamo) ha cambiato volto e pelle per riuscire dove molti concorrenti non sono riuscite, vale a dire superare la “lunga notte” di crisi del settore pneumatici e addirittura risvegliarsi ancora più in forma. Oggi Fintyre è un gruppo forte, con oltre 17.000 clienti attivi, una quota di mercato tra il 15% e il 22% nei vari business di settore, un fatturato complessivo che nel 2017 dovrebbe superare i 420 milioni di fatturato e confini territoriali sempre più ampi. “Entro quest’anno, ultimeremo il processo di integrazione con Pneusmarket, società che abbiamo acquistato da Marangoni alla fine del 2015, e con Franco Gomme, la cui integrazione nel gruppo è stata perfezionata a metà del 2016 – indica Mauro Pessi –. Nei prossimi mesi, ci aspettiamo quindi di completare altre due importanti acquisizioni in ambito europeo. Quello che cerchiamo – continua – sono realtà che possano vantare un buon andamento economico-finanziario e con cui noi possiamo avere compatibilità a livello di business e anche di valori aziendali. È di qualche mese fa l’annuncio dell’acquisizione di Reiff Reifen und Autotechnik, importante rivenditore indipendenti tedesco. “Entro quattro anni vorremmo poter dire di avere un network europeo solido e una presenza consolidata nei principali mercati del vecchio continente”.

Davvero niente male per un’azienda nata meno di dieci anni fa e cresciuta nel bel mezzo di una delle più feroci crisi che negli ultimi anni ha attraversato il settore, oltre che di una vera e propria rivoluzione in ambito retail!

 

Un totale riassetto aziendale

Fintyre nasce nel 2008 come risultato dell’aggregazione di alcuni importanti distributori italiani di pneumatici (Pneuservice’90, Pneufin, Garda Gomme, Pneuservice Agro Industriale, Toscana Pneumatici, Pneumatici F. Giordano, All Pneus Group, All Pneus Toscana, Beba Gomme Piemonte e All Pneus Trentino Alto Adige). L’operazione d’integrazione, avviata da un fondo d’investimento italiano ha fin da subito l’obiettivo dichiarato di fare di Fintyre il nome di riferimento nel settore della distribuzione specializzata nazionale. Dopo una buona partenza, però, la dolorosa flessione di mercato del 2012 pone l’azienda di fronte alla necessità di ripensarsi completamente. “Nel 2011, grazie all’introduzione della normativa che prescrive l’obbligo di circolazione con pneumatici invernali nei mesi più freddi e anche alle forti nevicate, c’era stata un’esplosione delle vendite – ricorda il nostro interlocutore –. L’anno successivo, complice anche la concomitante crisi economica globale, il crollo delle vendite è stato tremendo”. Il momento è difficile e molte realtà di settore, compresi distributori, escono di scena. Non così Fintyre, che ha invece la capacità di reagire immediatamente, attuando una radicale riorganizzazione aziendale.

A Marzo 2015, il fondo BlueGem Cooperatief UA, che dal 2009 deteneva circa il 32% del gruppo, decide di rilevare quote dagli altri azionisti fino a arrivare al 90% complessivo. Il nuovo azionista di maggioranza definisce un piano industriale che, nel giro di una manciata di anni, vuole portare all’affermazione sul mercato nazionale e alla creazione di una piattaforma di distribuzione indipendente a livello europeo. Il compito di trasformare le parole in fatti viene affidato proprio a Mauro Pessi.

Da 25 anni nel settore, Pessi prende il timone di Fintyre e traghetta l’azienda attraverso un biennio decisivo, fatto di acquisizioni strategiche e un nuovo approccio manageriale, e culminato con la cessione del gruppo a Bain Capital Private Equity, uno dei più grandi fondi di investimento al mondo, avvenuta lo scorso mese di marzo.

 

Offerta varia e efficienza di servizio

All’interno dell’evoluzione che ha caratterizzato gli ultimi cinque anni di Fintyre e che ha contribuito a farne il principale distributore su scala nazionale e tra i primi cinque a livello europeo, c’è un intenso lavoro fatto a livello organizzativo e gestionale. “Dal 2012 in avanti, l’azienda è cambiata profondamente come reazione al momento critico, ma anche in risposta all’evoluzione del nostro mercato di riferimento – spiega Pessi –. Il settore è indubbiamente molto cambiato a livello di prodotto, ma anche di filiera. C’è stato infatti un allargamento della base: non sono più solo i gommisti a vendere e sostituire le gomme, ma anche meccanici, concessionari, carrozzieri, stazioni di servizio e in generale realtà che, pur non facendo del pneumatico il proprio “core business”, ritengono ora essenziale il fatto di offrirne i servizi. Questo avviene – aggiunge – perché il consumatore finale sempre più spesso si aspetta di poter acquistare e sostituire le gomme anche in luoghi diversi dai più tradizionali punti vendita specializzati”.

Questa evoluzione del mercato sta cambiando le regole del gioco sia per il settore retail, che deve fare i conti anche con nuovi canali di vendita B2C, sia per la distribuzione B2B che deve invece puntare su un’offerta più ampia e competitiva in termini di prodotto e di servizio. “Siamo tra i pochi distributori in tutto il mondo a avere un portafoglio di prodotti che comprende praticamente tutte le tipologie di pneumatici, a eccezione solo di quelli per aerei – racconta Mauro Pessi –. Inoltre garantiamo a tutti i nostri clienti, che siano grandi centri o piccole officine, un servizio di consegna fino a due volte al giorno in tutto il territorio italiano”. Tutto questo ha reso necessari la trasformazione del modello organizzativo e l’adozione di un approccio in parte diverso: “nel management aziendale sono state inserite figure professionali e competenti, con esperienza anche al di fuori del settore, affinché potessero portare valore all’interno dell’organizzazione – spiega l’AD di Fintyre –. È stato sviluppato un modello di gestione maggiormente orientato al monitoraggio delle prestazioni e alla riduzione dei costi interni. È stato ampliato il portafoglio dei marchi e sono state introdotte nuove tipologie di promozioni e differenti metodologie di servire il territorio. La logistica è diventata una leva competitiva centrale e per questo abbiamo orientato il nostro rapporto con i produttori verso una crescente efficienza gestionale degli ordini e delle scorte. In questo modo, – conclude Mauro Pessi – crediamo di poter servire meglio i nostri clienti e puntare a diventare un partner di riferimento a livello non solo nazionale, ma europeo”.

 

 

FINTYRE

Con oltre 4 milioni di gomme consegnate ogni anno, il gruppo Fintyre è oggi tra i principali distributori di pneumatici di sostituzione presenti sul mercato europeo. Nato nel 2008 per volontà di un fondo d’investimento italiano come aggregazione di alcune delle più importanti aziende di distribuzione nazionali (Pneuservice’90, Pneufin, Garda Gomme, Pneuservice Agro Industriale, Toscana Pneumatici, Pneumatici F. Giordano, All Pneus Group, All Pneus Toscana, Beba Gomme Piemonte e All Pneus Trentino Alto Adige), il gruppo è oggi presente in maniera capillare sul territorio con 36 punti vendita, 12 depositi in tutta Italia, di cui un hub centrale, con oltre 100.000 metri quadri di aree coperte e circa 500 persone tra dipendenti, agenti e personale di cooperativa.

Lo scorso Marzo, l’intero capitale dell’azienda – fino a quel momento nelle mani di BlueGem Cooperatief UA – è stato acquisito da Bain Capital Private Equity, tramite il fondo Europe IV.

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