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Articoli - Archivio

01/07/2013
COSTI MINIMI: IL TAR DEL LAZIO CHIEDE LUMI ALLA CORTE EUROPEA

AUTOTRASPORTO

Rinvio alla Corte di Giustizia Ue per l’interpretazione della disciplina sui costi di sicurezza per le imprese di autotrasporto. Il provvedimento resta in vigore in attesa del pronunciamento dei giudici lussemburghesi sulla delicata questione

Paolo Castiglia

IL TRIBUNALE Amministrativo Regionale per il Lazio si è finalmente pronunciato riguardo al ricorso, proposto da Confindustria e da varie associazioni e imprese di committenza, contro gli atti adottati in attuazione dell’articolo 83-bis del Dl 112/2008 – che disciplina i costi minimi di sicurezza per l’autotrasporto – per incompatibilità di tale disposizione con la normativa europea.
Nella sentenza, che comunque mantiene in vigore il provvedimento di legge italiano in attesa del pronunciamento dei giudici lussemburghesi sulla delicata questione, dopo aver descritto i fatti di causa, sottolineando le ragioni addotte dai ricorrenti, il tribunale illustra la disciplina italiana in materia di tariffe di autotrasporto, nonché il quadro dei principi e delle disposizioni di matrice europea che appaiono violati dalla disciplina nazionale sui costi minimi. Il Tar, in aderenza ai ricorrenti, evidenzia numerosi punti critici della disciplina nazionale, mediante puntuali riferimenti a principi e norme del diritto dell’Unione Europea, nonché alla giurisprudenza sovranazionale. In particolare, i giudici anzitutto dubitano che la disciplina introdotta dall’83-bis possa essere considerata “congrua e proporzionata rispetto all’interesse pubblico tutelato della sicurezza stradale, così da potere trovare in detta finalità di rilievo pubblicistico adeguata e sufficiente giustificazione”. Osservano infatti i magistrati che la sicurezza stradale potrebbe di sicuro essere tutelata con “più idonee misure relative agli elementi da cui dipende la sicurezza stessa” (limiti di velocità, turni di riposo, obblighi di manutenzione, sanzioni, controlli, etc.).
L’ordinanza aggiunge che esiste una forte contraddizione tra la dichiarata finalità della disciplina (sicurezza stradale) e la possibilità, prevista dal comma 4 dell’art. 83-bis, di deroga ai costi minimi nel caso di accordi volontari conclusi tra vettori e committenti. Concludono i giudici osservando, più in generale, che “la fissazione di tariffe minime, come strumento atto a garantire la sicurezza nella circolazione dei veicoli, non è prevista in nessuna normativa di settore”.
Numerose perplessità sono sollevate anche riguardo alle regole sulla libera concorrenza, in quanto “la fissazione autoritativa di costi minimi di esercizio, in maniera vincolante per la libertà negoziale delle parti, sottrae alla libera dinamica del mercato la determinazione di un elemento fondamentale costitutivo del prezzo contrattuale”. Il Collegio osserva, infine, che l’attuale sistema prevede che la determinazione dei costi minimi possa essere affidata a un organismo come l’Osservatorio sulle attività di autotrasporto, “la cui composizione è caratterizzata in larga parte da soggetti eletti dalle associazioni di categoria”. Ricordando una sentenza della Corte di Giustizia in materia di tariffe obbligatorie, il Tar dubita che sia compatibile con il diritto dell’Unione “un sistema normativo che, in mancanza di una predeterminazione normativa di criteri diretti a disciplinare sia pure in via generale l’attività, nella sostanza affida all’accordo tra gli operatori economici privati la determinazione delle tariffe minime o, in subordine, a un organismo che, per la sua stessa costituzione, non presenta sufficienti condizioni di indipendenza rispetto alle valutazioni e alle scelte degli stessi operatori del settore”. Il tribunale ha optato per disporre rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, per l’interpretazione delle disposizioni del Trattato in materia di libertà di concorrenza e di libera circolazione delle imprese, e in particolare in materia di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi, “per chiarire se le richiamate disposizioni siano compatibili con il regime di fissazione dei costi minimi di esercizio nel settore dell’autotrasporto”.
Il Tar, inoltre, chiede alla Corte di Giustizia se, e a quali condizioni, le limitazioni dei citati principi siano giustificabili rispetto a esigenze di tutela della sicurezza stradale e se la fissazione dei costi minimi di esercizio possa trovare collocazione all’interno di tale ratio. Infine, il Collegio chiede alla Corte di Lussemburgo se la determinazione dei costi minimi possa essere rimessa ad accordi volontari delle categorie di operatori interessati e, in subordine, a organismi composti in larga parte da soggetti rappresentativi degli operatori economici privati di settore, in assenza di criteri predeterminati a livello legislativo. In virtù di tale rinvio, il tribunale sospende il giudizio sino alla definizione delle questioni pregiudiziali.
A ogni buon conto, il Tar non ha ritenuto di assumere una posizione univoca e definitiva sul tema dei costi minimi, in quanto altrimenti avrebbe proceduto ad annullare i provvedimenti adottati in attuazione dell’83-bis, che erano oggetto dell’impugnazione. Per correttezza metodologica ha preferito rimettere la questione alla Corte di Giustizia, affinché questa dia una propria interpretazione circa la compatibilità della disciplina italiana con il diritto europeo. L’esito di questa pronuncia, pertanto, non corrisponde a un annullamento della disciplina sui costi minimi, che continua a restare in vigore nonostante i dubbi di compatibilità sollevati dal tribunale.

 

• Firmato il decreto di riparto delle risorse 2013 per l'autotrasporto


Cambiano i governi, cambiano regole acquisite da tempo, ma almeno su una vicenda gli autotrasportatori possono stare tranquilli: il Ministro dell’economia Grilli ha firmato il decreto di riparto delle risorse dell’autotrasporto (vedi tabella) atteso da tempo, con le associazioni di categoria che dopo le assicurazioni della fine dello scorso anno erano già sul piede di guerra. Il Ministero dei trasporti ha infatti potuto annunciare alle associazioni di categoria del settore che il ministro dell’economia, Vittorio Grilli, ha apposto la sua firma sotto il decreto interministeriale sulla suddivisione delle risorse per l’autotrasporto che, ricordiamo, per il 2013 ammontano a 400 milioni di euro, per i quali ora mancano solo i decreti attuativi.

 

Stanziamenti 2013 per autotrasporto
BENEFICIO STANZIAMENTO IN 
MLN DI EURO
Inail – riduzione del premio
91
Riduzione compensata dei pedaggi autostradali
134
Spese non documentate

113

Rimborso contributi SSN sui premi Rc auto
22
Formazione
16
Investimenti 24
TOTALE 400

 

 

• Maurizio Lupi è il nuovo ministro delle infrastrutture e dei trasporti


Maurizio Lupi è diventato il successore di Corrado Passera al Ministero dei trasporti e delle infrastrutture. Lo stesso ministro, esponente del Pdl, ha nominato i sottosegretari ai trasporti e infrastrutture: il Consiglio dei Ministri del 2 maggio 2013 ha infatti completato la compagine del Governo con viceministri e sottosegretari. Il nuovo viceministro ai trasporti e infrastrutture è Vincenzo De Luca, mentre i sottosegretari sono due: Erasmo De Angelis e Rocco Girlanda.

Vincenzo De Luca è nato a Ruvo del Monte (Potenza) nel 1949 ed è un esponente del Partito Democratico, per cui è stato deputato dal 2001 al 2008. Ma è noto soprattutto per la sua esperienza come sindaco di Salerno, carica dove è stato eletto per ben quattro volte e l’ultima nel 2011, ottenendo il 74% dei voti.
Erasmo De Angelis è nato nel 1955 ed è un giornalista esperto di tematiche ambientali. È presidente del Cda di Publiacqua, carica in cui è stato confermato lo scorso dicembre. Publiacqua spa è la società che gestisce il servizio idrico integrato in un territorio che copre quattro province della toscana e che serve 49 comuni.
Rocco Girlanda è nato a Gubbio nel 1966 ed è un dirigente d’azienda eletto alla Camera dei Deputati nel 2008 nelle liste del Popolo delle Libertà. È stato candidato anche alle elezioni del 2013, senza però essere stato eletto e da gennaio 2013 è coordinatore del PdL per la regione Umbria. In ambito professionale è amministratore delegato di società editoriali che pubblicano alcuni quotidiani locali del centro Italia. Dal 2009 al 2011 è stato presidente della Fondazione Italia-Usa.

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