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Articoli - Archivio

06/08/2015
COME NASCE L'INNOVAZIONE, NEXION SENZA VELI

Autoattrezzature di successo


Dietro le quinte del complesso percorso attraverso il quale il gruppo di Correggio investe trasformando le idee in prodotti innovativi, alimentando costantemente la fucina di novità dei propri marchi, primo fra tutti Corghi: ecco come nascono e prendono forma compiuta 

Mino De Rigo

Farsi trovare sempre pronte all’appuntamento con l’innovazione è l’imperativo categorico delle aziende capofila di settore. Non solo per consolidare le posizioni e accelerare il volano dello sviluppo, ma anche perché è parte delle aspettative del mercato. Alla regola non sfugge il gruppo Nexion, i cui inediti sono puntualmente proposti con cadenza semestrale, in occasione delle principali rassegne del comparto. Dice Mauro Bergamini, product manager della linea smontagomme, che per Nexion rappresenta circa il 40% del giro d’affari: “Investire nell’innovazione è la linfa vitale dell’azienda, perseguita con una pianificazione strategica. In Comitati specifici  si discute ogni idea, frutto della esperienza ma soprattutto del contatto quotidiano con gli utilizzatori di ciascun mercato geografico”. Un circolo virtuoso fatto di continue proposte di soluzione, anticipando esigenze e pure rispondendo a necessità spicciole, alimentato dai ripetuti feedback dei clienti. “Una volta che l’idea ha preso corpo - spiega Bergamini - il product manager di settore si fa carico di individuare ogni caratteristica del nuovo prodotto, sia dal punto di vista delle perfomances che a quelle di target price come delle tempistiche. A questo punto le indicazioni precise e dettagliate passano alla Direzione Tecnica che individua un project Leader che ne seguirà la progettazione e sviluppo fino a sei mesi dopo la vendita. Il Product Manager mantiene la responsabilità e ne segue l’avanzamento con finestre di controllo già precedentemente schedulate cosi come tutti gli aspetti legati al lancio commerciale che è complesso ed allo stesso tempo determinante. Il filo conduttore è sempre quello di innovare per offrire vantaggi reali ai nostri clienti.

 

Ogni anno due novità di sostanza

E, di qui, nuovi automatismi che semplifichino, sgravino e rendano più intuitiva l’operatività, nuovi materiali da preferire per via dei contenuti tecnici o di ecocompatibilità, nuove modalità d’impiego di energie alternative, nuovi sistemi informatici ed elettronici maturi per il technology transfer. Si pensi alle autoattrezzature che comunicano tra loro via Bluetooth e che al contempo, collegate via internet, sono accessibili in remoto dal centro assistenza, in grado così di prevenire possibili guasti e di intervenire a seguito di diagnosi in tempo reale. “Puntiamo - precisa Bergamini - a rendere disponibili ai gommisti specialisti autoattrezzature che integrino ogni nuova tecnologia da cui possano trarre vantaggio. Dall’idea d’origine alla messa in produzione, il percorso di sviluppo dura in media un anno e mezzo. In linea generale, ciascun marchio mantiene un ritmo di almeno un paio di novità di sostanza ogni anno”. Nel gruppo Nexion l’innovazione è un processo consolidato su investimenti nel medio e lungo periodo, ove ciascuna fase possiede una struttura ben precisa. “Tutto inizia dalla percezione di un’esigenza non soddisfatta o piuttosto dall’ascolto dei clienti, un’attività per noi sistematica. Allo scopo, segmentiamo per fasce i nostri interlocutori e poi sottoponiamo loro, spesso in modo informale, una serie di domande utili a definire le tematiche di maggiore interesse, le istanze e i desideri”. Queste ore spese a fianco dei nostri clienti sono fondamentali per capire cosa succede nelle officine nei momenti di maggiore stress lavorativo.

 

Il ruolo chiave dei gommisti specialisti

Da qui iniziano a prendere forma i primi requisiti di base del prodotto innovativo. I concetti inediti su cui si basa il recentissimo UNIFORMITY, primo smontagomme diagnostico, sono stati oggetto del confronto con i professionisti del segmento top. “Selezionati ed esigenti - aggiunge il manager di Nexion - sono il riferimento per l’innovazione nell’alta gamma, sebbene talora facciano dell’ultima novità un semplice biglietto da visita, senza sfruttarla appieno. Poi c’è il segmento medio, al quale ascriviamo quasi il 70% del totale: sono questi gli operatori che, in definitiva, decretano il successo di un prodotto sul mercato. Infine, poi ci sono anche gommisti, assai meno sensibili all’innovazione e che possono apprezzare l’opportunità di lavorare in maniera meno faticosa e più pulita”. Talvolta l’innovazione si limita a specifici miglioramenti, come nel caso del sistema di bloccaggio rapido delle Equilibratrici “wireless Winut” di brevetto Corghi. “Comunque sia, è importante determinare il valore attribuito dal nostro cliente alla proposta di soluzione. Pertanto, dopo aver sondato il mercato rispetto all’idea e abbozzato l’inedito, il passo successivo consiste nel definire le caratteristiche motivanti l’eventuale acquisto. Nel caso dello Uniformity è stato il poter evitare di spostarsi sull’equilibratrice per il match-mounting”. Dopo aver ripetuto il medesimo esercizio su almeno un paio di mercati esteri, il product manager può finalmente stilare una scheda di prodotto con caratteristiche, esigenze soddisfatte e requisiti di performance, aggiungendovi il range di posizionamento, ossia quanto il mercato si dichiara disposto a pagare per la novità.

 

Dal prototipo alla produzione in serie

“Il tutto - riprende Bergamini - può allora passare nelle mani della direzione tecnica, che individua un project leader al quale affida la scelta delle soluzioni tecniche con cui ottenere funzioni e prestazioni desiderate. Ecco dunque sortire una bozza tecnica dei requisiti del nuovo prodotto su cui avviare lo studio di fattibilità”. Da qui inizia un processo molto preciso e dettagliato per portare la nuova macchina sul mercato. Di questo processo fanno parte le varie fasi di validazione progetto, durante le quali si verificano studi di fattibilità, pre-analisi costi, progettazione e costruzione dei vari elementi dei prototipi. “Un primo prototipo in grado di simulare le nuove caratteristiche rappresenta  un passaggio fondamentale, un primo contatto con la realtà, con la ergonomia come elemento mai da trascurare. Non dobbiamo dimenticare che stiamo costruendo  un prodotto che dovrà essere il primo vero collaboratore ed amico e del nostro cliente. Altre fasi della prototipazione serviranno per simulare le caratteristiche del nuovo prodotto, con la quale eseguire prove di ogni tipo, utili per scoprire in anticipo le possibili problematiche. Dando per scontato che il prototipo sia terminato solo quando saranno soddisfatte tutte le specifiche tecniche richieste si passa alla fase fondamentale dei test. Questi sono dedicati alla resistenza e alla durata, oltre all’analisi di sicurezza sempre in primo piano in tutte le condizioni di lavoro, fino a test in camera climatica (da -15 a +60 °C). Una pre-serie di alcune macchine verrà prodotta per testarne performance e affidabilità presso nostri clienti di fiducia a volte sparsi in tutto il mondo. Una seconda avanserie invece, con già introdotte eventuali modifiche emerse dalle prove sul campo, verrà fabbricata per testare linea di produzione e controllo qualità. Parallelamente inizia il piano di lancio commerciale, che normalmente ha come prima fase una presentazione ad una fiera importante oppure ad un evento dedicato. Vengono coinvolti enti omologatori e certificatori, cosi come in certi casi si passa ad una collaborazione con case auto”.

 


QUANDO INVESTIRE E INNOVARE È SINERGIA DI GRUPPO

Migliorie, perfezionamenti inediti, accanto a vere e proprie innovazioni. Un impegno continuo negli investimenti di cui il gruppo Nexion ha dato prova anche nel corso dell’Autopromotec 2015. A cominciare dal primo smontagomme diagnostico Corghi Uniformity, che tra i vari componenti oggetto di brevetto vanta il meccanismo con cui agisce il dispositivo di stallonatura. E poi, l’adozione di un rullo pressore a carico variabile per misurare le variazioni di forza radiale e laterale, quasi un simulatore stradale; e ancora, l’analisi via laser che fornisce informazioni immediate sul match-mounting. Fratelli minori touchless senza leva dell’Uniformity, gli smontagomme Aquila Tornado di Mondolfo Ferro e l’S1000 Evoluzione di Sice, entrambi con posizionamento automatico degli utensili e con la caratteristica unica per cui è la ruota a muoversi collocandosi sotto allo stallonatore, e non viceversa, in modo tale da lavorare sempre in asse. Altro esempio, l’assetto touchless Remo, dalla cui versione di pre-check Rapide sono derivati Mondolfo Ferro Trigon Quickvision, Hpa iCheck e Sice A100 Quick. Le altre novità, inedite ancorché non innovative in senso stretto, hanno il nome di CarbonGrip, staffa al carbonio rigida e leggera per l’assetto 3D, assemblata con pezzi prodotti alla stampante tridimensionale; SmartPack, il tablet con maniglia rivestito in gomma e ripetitore con telecomando, collocabile in una tasca magnetica da applicare al ponte per lavorare sotto il veicolo tenendo sempre d’occhio le misure dell’assetto ruote; e infine Winut, che elimina il tradizionale pedale di bloccaggio ruota, usando invece un pulsante sul manicotto collegato al sistema in modalità wireless.

 

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