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Articoli - Archivio

24/04/2017
CENTO ANNI DI YOKOHAMA

Yokohama

 

Prodotto, mercato, ma anche attenzione per l’ambiente e ricerca continua. Sono questi gli obiettivi dell’azienda giapponese, che quest’anno festeggia il suo primo centenario

Duilio Damiani

Non sono molte le factory asiatiche che operano nel comparto della gomma in grado di poter vantare una storia centenaria. Questo è il primato raggiunto da Yokohama Rubber, che posò nell’ottobre del 1917 le fondamenta dell’azienda che oggi tutti noi conosciamo.

Una tappa ancora da festeggiare ufficialmente, con la scadenza fissata per il 31 dicembre del programma Gran Design 100, una dichiarazione d’intenti avviata dieci anni fa che prevede il raggiungimento di ben specifici obiettivi di crescita. Per Yokohama questo non significa esclusivamente volumi e fatturato, sebbene l’espansione commerciale sia stata in questi anni considerevole (con 770 miliardi di Yen di fatturato totale previsto dal gruppo) la casa madre si è voluta affermare infatti anche quale brand rispettoso dell’ambiente, con processi produttivi ecocompatibili, impianti industriali a emissioni zero e progetti di coinvolgimento sociale e ambientale di ampio respiro. “Forever Forest”, l’iniziativa che prevede la piantumazione di mezzo milione di alberi presso i propri stabilimenti sparsi in tutto il mondo, ne è l’esempio maggiore.  

 

Italia sotto la lente

Non si può negare che un occhio di riguardo, all’interno del panorama mondiale, sia rivolto al mercato Europeo, croce e delizia per ogni produttore di pneumatici. Se da un lato le rigide regolamentazioni comunitarie e le elevate esigenze da parte degli automobilisti europei, in termini prestazionali, impongano tecnologie sempre più all’avanguardia, dall’altro la superiore qualità delle gamme via via in divenire e la competizione con i più blasonati player di settore porta una continua spinta al miglioramento.

Non fa eccezione il mercato italiano, seguito grazie alla rappresentanza sul territorio di Yokohama Italia, una realtà da circa 40 milioni di fatturato annuo, con volumi di vendita di oltre 600.000 pneumatici nel solo comparto autovettura, con quote di mercato nell’ordine del 3% sul totale nazionale, il 5% per il settore high performance, altrettanto nel winter, e che raggiunge l’8% nel segmento Suv e 4x4.

“Yokohama rappresenta una tra le aziende più innovatrici al mondo nel settore degli UHP”, spiega Roberto Pizzamiglio, direttore marketing di Yokohama Italia, “riconosciuta dalla clientela quale marchio eccitante, sportivo e tecnologicamente all’avanguardia, con pneumatici dalle elevate prestazioni, al confronto con i principali protagonisti del mercato”.

L’esempio è fornito da un profilo storico, l’A008P, che ha rappresentato negli anni ’90 del secolo scorso una tappa fondamentale per il marchio nella fornitura delle vetture più sportive, grazie a una costruzione con carcassa a filo continuo senza sovrapposizione di giuntura e un disegno battistrada molto personale e moderno anche ai giorni nostri. Per questo motivo l’A008P ottenne l’ambita omologazione da Porsche per l’equipaggiamento dei suoi modelli. Proprio questo profilo rivivrà una seconda giovinezza con il lancio, nel corso dell’anno, dell’omonima gamma, rivisitata e aggiornata per incontrare la richiesta da parte delle storiche sportive.

“Parliamo spesso di prestazioni, di tecnologia e di prezzi” prosegue Pizzamiglio, “menzionando troppo poco l’aspetto sicurezza, che è una delle funzioni più importanti di un pneumatico. È l’unico elemento di contatto tra l’autoveicolo e la strada, e a lui dobbiamo la capacità di trasportare noi e gli occupanti della nostra auto in tutta sicurezza. Al prodotto subentra il lavoro degli operatori professionali, i gommisti a cui affidiamo la corretta installazione e la manutenzione di questi elementi, una professionalità che dovrebbe essere maggiormente riconosciuta ma che purtroppo viene sacrificata troppo spesso sull’altare del risparmio. Affidarsi a un centro specializzato e affidabile è il consiglio che dobbiamo dare per poter garantire il corretto funzionamento del complesso ruota”.

 

Una gamma al completo

Particolare occasione di confronto ci viene fornita dalla presentazione alla stampa e alla rete vendita, organizzata lo scorso marzo presso il circuito automobilistico di Franciacorta. Alla presenza dello staff di Yokohama Italia, con la visita del patron Angelo Magri (fondatore della Magri Gomme di Carpenedolo, da cui è poi sorta la filiale italiana del produttore giapponese) e Satoshi Kanamaru, responsabile vendita e sviluppo di Yokohama Europe, è stato presentato il più recente modello oggi in commercio, il BluEarth-Es, un profilo entry level di gamma destinato a una clientela giovane e dinamica alla guida di vetture utilitarie, city car e berline di classe media. Si tratta del nuovo estivo realizzato con tecnologia ecocompatibile, impiegando il compound creato dalla miscelazione di un additivo a base di olio estratto dagli agrumi, in grado di conferire elevate caratteristiche di elasticità e durata alla mescola del battistrada. Sicurezza e comfort vengono offerti da un disegno a cinque passi, che ne contiene rumorosità e usura irregolare, con tre profonde scanalature longitudinali a bordo seghettato per agevolare l’espulsione dell’acqua. Il lungo ciclo di vita e il risparmio di carburante sono certificati dall’etichetta europea, in classe C per la resistenza al rotolamento, con efficienza di frenata sul bagnato da B a C secondo le dimensioni, e appena 68 dB di rumorosità esterna da rotolamento. L’offerta per il BluEarth-Es ES32 sarà ampliata nel corso dell’anno e soddisferà applicazioni fra 13 e 18 pollici, con rapporti di spalla da 70 a 40 e larghezze comprese tra 175 e 235 mm.

Alla prova su strada è seguita quella in pista, dove è stato messo alla frusta il più recente modello della famiglia Advan, il Fleva V701, introdotto in listino lo scorso anno e destinato all’equipaggiamento di vetture compatte sportive. In questo caso un disegno battistrada direzionale con scolpiture a disegno d’artiglio, in tandem con le scanalature seghettate, maggiorano il drenaggio in caso di pioggia, mentre speciali incavi a forma di spada posizionati sulle spalle offrono maggiore rigidità dei tasselli, favorendo la precisione di guida e la direzionalità alle alte velocità. Non ci siamo risparmiati sul tortuoso tracciato dell’autodromo di Franciacorta, cercando di mettere in crisi le ruote spingendo al limite i 381 CV di potenza messi a disposizione dalle Mercedes A45 AMG impiegate per la dimostrazione, rilevando un feedback sempre intuitivo con risposte graduali e mai brusche, con contenuta deriva laterale anche lungo le curve affrontate in velocità. La gamma del V701, certificata dall’etichetta energetica tra C ed E nella resistenza al rotolamento, A per l’aderenza in frenata sul bagnato e tra 67 e 69 dB di rumorosità, dispone di referenze comprese tra i 15 e i 20 pollici, spalla da 55 a 30%, larghezze tra 195 e 255 mm e codici velocità V e W.

Non poteva mancare il test in fuoristrada, con protagonista il pneumatico all terrain ultimo nato nella famiglia Geolandar, l’A/T G015. Un breve percorso offroad alla guida dei pick up Nissan Navara, ha messo in luce le doti di trazione offerte da una scolpitura molto spigolosa, tale da aderire al suolo anche in presenza di acqua e fango. Quattro ampie scanalature agevolano l’espulsione dei liquidi, delegando alla nuova mescola che contiene il succo estratto dalla buccia degli agrumi sufficiente elasticità alle basse temperature. Tutta la gamma del G015 è caratterizzata dall’omologazione winter, grazie a una doppia marchiatura M+S e 3MPSF. Caratteristica che rende il Geolandar A/T G015 adatto alla maggior parte dei campi d’utilizzo, da quello estivo all’invernale, dalla strada al fuoristrada, soddisfacendo con un unico prodotto le più varie esigenze di mobilità oggi richieste da sport utility, fuoristrada e pick-up 4x4 con ruote dai 15 ai 20 pollici.

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