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Articoli - Archivio

21/12/2017
CAR SHARING IN AZIENDA PIACE SEMPRE PIÙ

Mercato automobili Italia

 

Abbatte i costi della mobilità e ottimizza l’uso dei veicoli in flotta. Per questo molte società di noleggio a lungo termine hanno aggiornato l’offerta con nuove soluzioni.

 

di Marco Catino L'Imprenditore

Il 2016 è stato per l’auto condivisa un anno di sviluppo decisamente sostenuto, non solo per il business in sé, ma anche per il numero di operatori presenti sul mercato. A fine anno è stata superata la soglia del milione di tessere di iscrizione alle diverse società fornitrici del servizio (1.080.000), con oltre 6,2 milioni di noleggi; numeri impressionanti, che testimoniano la vitalità di un comparto in forte trasformazione ed espansione, soprattutto se si considera il confronto con il 2015: +70% di tessere, +33% su flotta e noleggi. Secondo lo studio “Il Car Sharing in Italia: soluzione tattica o alternativa strategica?”, condotto da Aniasa, Associazione nazionale industria dell’autonoleggio e servizi automobilistici e dalla società di consulenza strategica Bain & Company, grazie all’auto condivisa quasi due utenti su dieci hanno già rinunciato all’auto di proprietà, che presenta costi di gestione più onerosi rispetto al car sharing per percorrenze annue medio/basse (fino a 8.300 Km/anno, per un’auto di medie dimensioni). L’analisi evidenzia come oltre metà degli utilizzatori viaggi su vetture condivise in compagnia di una o più persone, abbattendo ulteriormente i costi e come ognuna di queste auto tolga dalla strada fino a nove vetture in proprietà. Ma il successo di questa formula non si ferma qui. Il car sharing costituisce una soluzione strategica per i centri urbani medio-grandi, ma anche per la mobilità aziendale. Diverse sono le società di noleggio a lungo termine che hanno introdotto, ormai da molti mesi e con diverse modalità, questi servizi. Per interpretare al meglio le esigenze di mobilità delle singole aziende, vengono dapprima condotti veri e propri audit finalizzati a identificare gli specifici bisogni e la soluzione di car sharing più adeguata al parco auto considerato. Una volta attivato il servizio, i dipendenti possono prenotare le auto accedendo a una piattaforma online attraverso pochi semplici passaggi, prendendole a noleggio sia per le trasferte di lavoro, che per il tempo libero (ovvero nelle fasce orarie serali e nel weekend). Secondo stime elaborate da alcuni operatori del settore, il servizio di car sharing aziendale consente di “ridurre i costi della mobilità aziendale fino al 20%”, ottimizzando allo stesso tempo l’utilizzo dei veicoli in flotta e riducendo le spese delle trasferte. Questi dati trovano conferma nello studio “Flotte aziendali 2016”, promosso da Top Thousand, l’osservatorio sulla mobilità aziendale composto da fleet e mobility manager di grandi aziende nazionali e multinazionali. L’analisi attesta come anche nel comparto delle flotte aziendali si stiano facendo strada nuove forme di mobilità condivisa: il 20% delle aziende intervistate mette già oggi a disposizione del proprio personale i servizi di sharing pubblico, mentre quasi il 50% fa ricorso al corporate car sharing.

Uno scenario, dunque, in costante evoluzione che sta iniziando a modificare il concetto di mobilità urbana, e non solo, e che oggi si deve confrontare con rigidità che rischiano di ingessare un mercato fortemente dinamico. “Manca innanzitutto una definizione normativa di ‘vehicle sharing’, così come una cornice legislativa unica per gli operatori pubblici e privati, i quali si confrontano con regolamentazioni del servizio disomogenee fra una città e l’altra, che creano confusione nell’utente finale specialmente quando è in trasferta”, evidenzia Andrea Cardinali, presidente Aniasa, che aggiunge: “È necessario un potenziamento delle infrastrutture, prevedendo, tra l’altro, parcheggi dedicati e di scambio intermodale presso stazioni ferroviarie e della metropolitana, centri commerciali, poli universitari e ospedalieri: vere e proprie ‘isole della mobilità’ dove l’utente possa cambiare mezzo di trasporto in modo agevole e garantito”. 

 

 

LA BLACK BOX NON FA PAURA

Cresce la diffusione dei dispositivi telematici a bordo delle auto aziendali: ne facilitano la gestione, migliorano la sicurezza e riducono i costi. Molte grandi aziende oggi si affidano alle soluzioni offerte dai noleggiatori (41% del campione), mentre solo il 3% sviluppa “in casa” soluzioni ad hoc; la restante parte utilizza direttamente un provider di servizi telematici. Quasi il 60% dei fleet manager di grandi parchi auto sta valutando di aumentare la propria dotazione di intelligence. Sono queste le principali evidenze che emergono da “La telematica sale a bordo delle flotte aziendali”, promossa dall’osservatorio Top Thousand. La ricerca ha preso in considerazione una flotta campione di 60 grandi aziende di diversi settori, per un totale di oltre 53mila veicoli. “Dallo studio – commenta il presidente Riccardo Vitelli – emerge come i fleet manager di grandi flotte stiano avendo un approccio ‘soft’ nei confronti di una rivoluzione telematica destinata a cambiare radicalmente le modalità di gestione e fruizione dei veicoli aziendali. Sicurezza del driver e protezione del veicolo rappresentano i due principi guida della diffusione delle black box a bordo delle flotte”.

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