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25/10/2012
CAMBIA PELLE E CON NANOENERGY SI VESTE DI VERDE

TOYO TIRES
La tecnologia green entra di prepotenza nel vissuto di Toyo che fa dei nuovi prodotti votati all’efficienza energetica i protagonisti di una netta virata strategica, destinata in Italia a riposizionare il marchio, a fronte di un target di mercato assai più ampio

Francesco Lojola

DA BRAND specialista del tuning a marchio generalista con un accento sul green. È la rivoluzione della giappponese Toyo, assai familiare agli appassionati nostrani dei track day e dell’elaborazione sportiva, fra drifting e gare in salita, ma ancora orfana di un posizionamento a tutto tondo che altrove ha invece raggiunto. “In effetti – ammette Marco Cecconi, lo storico presidente di Toyo Tires Italia – qui il marchio ha finora seguito una direttrice elitaria, prerogativa di un pubblico di entusiasti, che oggi però deve cambiare”. Ecco allora la virata strategica per modificare il trend sottotraccia e una percezione che alla casa nipponica sta davvero stretta.
La principale chiave di volta è l’innovazione hi-tech, denominata Nano Balance e descritta come la sintesi di quattro elementi (ricerca, analisi, progettazione dei materiali e produzione) incrociati al livello delle nanotecnologie: è la piattaforma che ha appena sortito i nuovi pneumatici Nanoenergy 1 e 2, votati alla massima efficienza energetica. Aggiunge Cecconi: “Possiamo e desideriamo convincere la nostra clientela, formata in gran parte da giovani che cercano le performance più elevate, dall’handling come in circuito alla migliore tenuta sul bagnato, che oggi nel quotidiano vincono i pneumatici capaci, a parità di prestazioni, di far risparmiare carburante”.

L’innovazione Nano Balance
“Di certo non rinneghiamo imprinting e vocazione corsaiola, che anzi è ben incarnata, in particolare, dal Proxes T1 Sport. Ma, all’insegna del motto ‘driven to perform’ che ci contraddistingue, vogliamo raggiungere un pubblico più vasto”.
E l’approccio più chiaro e comprensibile non può che essere, alla luce della nuova etichetta europea, il potersi collocare nelle migliori classi di merito riferite alla resistenza al rotolamento e al wet grip. Nello specifico, “AB” è l’autocertificazione del Nanoenergy 1 e “AC” quella del Nanoenergy 2. Alla base, nuovi processi e nuovi materiali sviluppati in accordo con la filosofia Nano Balance. Il cui punto di partenza è stato osservare con la precisione di un nanometro (che corrisponde alla misura di grandezza degli elementi dei microprocessori) lo stato dei componenti delle mescole, silice, carbon black e polimeri vari.
Simulando poi il movimento delle molecole polimeriche allo scopo di prevedere la perdita di energia a livello atomico: ridurre il moto molecolare della gomma significa infatti diminuirne la generazione di calore. Fase successiva, a beneficio di una scorrevolezza che non pregiudichi il grip, il controllo delle frizioni tra i materiali attraverso una dispersione ottimale; ecco allora l’impiego di nanomateriali oggetto di specifici processi di lavorazione, scelti attraverso una nano-analisi proprio per evitare che i filler, agenti di rinforzo della mescola come silice e nerofumo, si addensino pregiudicando l’equilibrio (balance) da raggiungere per le migliori prestazioni.

Efficienza energetica soprattutto
Altro elemento cardine, lo studio, sempre a livello nanometrico, delle pressioni sulla struttura in grado di ottimizzare il contatto a terra e la dispersione del calore di frizione, necessario per bilanciare bassa resistenza al rotolamento e prestazioni in frenata.
Di qui l’esordio dell’accoppiata di prodotti “verdi” Nanoenergy 1, disponibile da febbraio nella misura 195/65R15 91H, e Nanoenergy 2, appena giunto sul mercato in 15 dimensioni, da 185/60 R15 88H a 225/45 R17 94W. L’uno è rivolto alle auto ibride ed elettriche, votato al risparmio di carburante e al massimo comfort di guida: “Sembra davvero – assicura Cecconi – di viaggiare sul velluto, tanta è la capacità di filtrare le asperità del fondo stradale. E poi, la silenziosità”: 68 db dichiarati, che testimoniano l’attenzione di Toyo anche per questo parametro e per i benefici ambientali connessi. Il prodotto fratello, Nanoenergy 2, si indirizza non solo alle ibride ma anche a city car e vetture di fascia media, “contraddistinto anch’esso da un elevato contenuto di silice, come pure da cinture superiori a filo continuo nonché da blocchetti ravvicinati”. Un po’ meno silenzioso (70 db) e connotato da un grading inferiore nel wet grip (“C” contro “B” del Nanoenergy 1), presenta comunque un disegno molto simile, costruito attorno ai quattro incavi longitudinali del battistrada che promettono ampia resistenza all’aquaplaning.

Prezzi uguali in Europa
“Ci stiamo muovendo – riprende il presidente di Toyo Tires Italia – per reclutare nuovi consulenti capaci di promuoverci non più solo nell’ambito del tuning e del motorsport, ma nel mercato nel suo complesso. Certo, la crisi economica ha tarpato le ali al piano di business quinquennale redatto nel 2009”. L’anno scorso la filiale italiana ha registrato un venduto di circa 600mila pezzi, pari al 12% dei volumi di Toyo nell’intera Europa. Un mercato, questo, che resta appetibile soprattutto con l’emergere della Russia, dove la casa registra una forte espansione. E proprio in ambito europeo la rinnovata strategia di crescita del gruppo nipponico prova a imprimere una decisa sterzata.
“Significa in primo luogo – riprende Cecconi – uniformare le politiche di vendita delle filiali. E armonizzare i prezzi, poiché i mercati sono dei vasi comunicanti; per fare pulizia è necessario rivedere il nostro modo di lavorare: se ne stanno rendendo conto anche i distributori in Europa che dovranno accettare quanto già avvenuto in Giappone, ove, per contrastarne il peso divenuto preponderante, Toyo ha reagito riappropriandosi delle prerogative commerciali”. In Italia l’obiettivo immediato è giungere al 3% della quota di mercato: al marchio serve dunque crescere di un altro 10%.

Servizio come chiave di volta
“Ci arriveremo senza cercare sbocchi facili nella distribuzione. Si vuole mantenere la presenza in Italia, ma l’approccio al rivenditore prevede di puntare sempre più le nostre carte sul servizio. In altre parole, sono molti i gommisti assai più allettati dalla prospettiva di ricevere il prodotto ordinato nel giro di 4-8 ore, piuttosto che attendere una settimana ottenendo uno sconto di 3 o 4 punti”.
Una logica che pertiene alla volontà di riposizionare il brand facendo leva soprattutto sul rapporto fiduciario con i dealer: “Approfondire la cura delle relazioni – osserva Cecconi – ed elevare la qualità del servizio è l’imperativo nella partnership con i 620 rivenditori Toyo, selezionati tra chi condivide questo impegno. Ossia, se in una data città operano più specialisti, la nostra scelta cade su chi è più apprezzato sotto il profilo dell’assistenza. Non ci interessano coloro che puntano alle quantità: l’automobilista va seguito con attenzione e fidelizzato”. Ora però si tratta di diffondere il messaggio del riposizionamento: “Intendiamo investire sui punti vendita per aumentarne la visibilità. Piccoli interventi e iniziative mirate capaci però di un maggiore riscontro rispetto alla pubblicità in tv o sui quotidiani. Convinti che niente più del passaparola possa dare ragione alla bontà del nostro binomio, prodotto più servizio”.

 

• Bilancio di gruppo e nuova fabbrica in Europa
Scontati gli effetti disastrosi del terremoto e i trend anemici nei mercati sviluppati e maturi, nonché i continui aumenti delle materie prime e l’apprezzamento dello yen, il gruppo Toyo Tire & Rubber ha chiuso il bilancio in nero. Dall’esercizio fiscale terminato a marzo 2012 emerge un giro d’affari consolidato in crescita del 9% e profitti in aumento del 4%. Il fatturato relativo ai pneumatici rappresenta i tre quarti del totale, mentre il resto del business è fatto di prodotti chimici e industriali e parti per l’automotive. L’aumento delle vendite di pneumatici rispetto all’anno fiscale precedente ha sfiorato l’11,2%, con i volumi cresciuti di 6 punti percentuali.
Soprattutto in Asia e in Nordamerica, dove Toyo Tires ha registrato rispettivamente un +14% e un +8%, portando il venduto complessivo oltre la soglia dei 30 milioni di pezzi. Di questi, un sesto va ascritto all’Europa, protagonista in negativo con un calo di circa il 20%. Ma il Vecchio Continente è oggetto dichiarato di rilancio e vede Toyo proseguire negli investimenti. Così, è in programma entro il 2017 la costruzione di una nuova fabbrica, che si contenderanno Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia.

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