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23/06/2016
BUCHE STRADALI? GEORADAR, BITUMI MODIFICATI, MACCHINA TAPPABUCHE

Nuove tecnologie per risolvere un annoso (e pericoloso) problema

 

Un più diffuso utilizzo di bitumi modificati si può tradurre in una più lunga durata del rivestimento stradale e in una maggiore sicurezza per gli utenti delle strade

Paolo Ferrini

Buche, per non dire voragini, che si aprono improvvisamente davanti alle nostre automobili, dislivelli e sconnessioni stradali di ogni genere, asfalti spaccati e fessurati non sono precisamente un toccasana per i pneumatici. Questa è purtroppo la realtà quotidiana di coloro che percorrono le strade italiane, siano esse quelle extra-urbane oppure quelle delle città. Ci vuole ben altro che montare pneumatici da fuoristrada!

Le amministrazioni locali intervengono quando possono e come possono, spesso con le solite “pezze” che – come le cronache purtroppo ci confermano –  durano letteralmente dalla sera alla mattina. E così entrano in azione volontari, che provvedono a chiudere le buche a proprie spese. Non si può andare avanti così!

 

Cosa c’è sotto al fondo stradale

Le soluzioni ci sono e passano attraverso l’utilizzo di tecnologie d’avanguardia come georadar, termografia a infrarossi, deflettometri, profilometri e laser scanner in grado non solo di scandagliare la superficie dell’asfalto, ma anche di “vedere” cosa c’è sotto di essa e quindi di studiare in modo scientifico le cause del degrado stradale e la loro evoluzione, senza lunghi e costosi interventi cantieristici.

Basta far percorrere il tratto stradale in questione a un veicolo opportunamente attrezzato che, viaggiando anche ad una velocità di 70-100 km/h - e quindi senza intralciare il traffico - è in grado di “mappare” ogni millimetro quadrato della strada raccogliendo in pochissimo tempo una gran quantità di informazioni che devono essere poi analizzate da esperti professioni del settore in grado poi di fornire soluzioni vere al reale problema.

 

Bitumi modificati

Una volta fatta un’analisi corretta della situazione bisogna però intervenire utilizzando materiali moderni come, ad esempio, i bitumi modificati ovvero bitumi tradizionali ai quali sono aggiunti speciali polimeri in grado di fornire caratteristiche specifiche a seconda delle applicazioni. Cos’è però un bitume modificato?

In linea generale, possiamo dire che rispetto ad un bitume tradizionale quello modificato è più resistente al carico e alla fatica, sopporta meglio le variazioni di temperatura, è più resistente all’invecchiamento, ha una maggiore resistenza alle deformazioni e alla propagazione delle fessure e quindi in sintesi ha una maggiore durata. Certo i costi dei bitumi modificati hanno costi maggiori rispetto a quelli dei prodotti tradizionali, ma i risultati finali in termini di prestazione offerta e di durata nel tempo sono nettamente superiori.

Non a caso ad utilizzarli sono soprattutto quei privati che tengono giustamente conto non solo dell’impegno economico iniziale, ma anche di quello di quei successivi interventi di ripristino che si rendono inevitabilmente necessari e – perché no – di quanto messo a disposizione dell’utente finale. Questo è il caso delle società autostradali e aeroportuali come l’aeroporto di Fiumicino, circuiti automobilistici come quelli di Vallelunga e di Misano, di una multinazionale come Bridgestone che per un impianto di assoluta eccellenza come l’European Proving Ground di Aprilia hanno scelto bitumi modificati TotalErg in grado di fornire eccellenti prestazioni con importanti vantaggi in termini di elasticità e resistenza all’invecchiamento.

Un più diffuso utilizzo di bitumi modificati si può tradurre in una più lunga durata del rivestimento stradale e in una maggiore sicurezza per gli utenti delle strade. A titolo di esempio citiamo la tecnologia dell’asfalto drenante che è considerata un’importante innovazione tecnica livello internazionale. Uno studio olandese ha dimostrato in proposito che le caratteristiche dell’asfalto drenante bagnato sono paragonabili a quelle dell’asfalto asciutto e che pavimentando con esso le autostrade e le principali arterie di traffico si potrebbe ridurre del 25% il numero dei morti e feriti per incidenti stradali con un contenimento dei costi che coprirebbe abbondantemente i maggiori oneri dovuti a questa tecnologia.

In linea generale, parlando ancora dell’aspetto puramente economico, possiamo dire che i bitumi incidono per circa il 30% sui lavori e che quelli modificati costano mediamente circa il 20% in più. La loro di gran lunga maggiore vita utile di esercizio - fino a tre volte più lunga di quella di pavimentazioni realizzate con bitumi tradizionali – trasforma spesso nel tempo il maggiore onere con un notevole risparmio cui si aggiungono minori disagi per l’utenza dovuti a minori interventi di manutenzione, minori danni all’ambiente, minor spreco di risorse finanziarie e maggiore sicurezza.

 

La Macchina TappaBuche

Una volta scelti i materiali migliori bisogna poi utilizzare gli strumenti più appropriati per utilizzarli. A tale scopo esistono tecnologie e macchinari in grado fornire soluzioni più vantaggiose e durature testate da oltre vent’anni in altri paesi europei. Un esempio è la cosiddetta Macchina TappaBuche che esegue i lavori a caldo con una particolare procedura che fa risparmiare tempo e denaro.

Il metodo è semplice, la macchina esegue 4 operazioni in breve tempo: la pulizia mediante aria compressa della buca con l’asportazione di tutti i sedimenti; la preparazione del fondo della buca a “caldo” con speciali emulsioni a base di bitumi modificati; il gettito di graniglia e la finitura e livellatura. Importata e distribuita in Italia da Combicons, la Macchina TappaBuche permette di ottenere un asfalto liscio e uniforme garantito per circa due anni. Con ulteriori vantaggi per l’utenza come, per esempio, il ripristino della circolazione dopo pochi minuti senza che ciò provochi dei danni al lavoro realizzato.

Quattro semplici fasi

 

 

Potrebbero bastare solo 5 minuti per riparare una delle molte buche che purtroppo incontriamo quotidianamente lungo le nostre strade. Tutta l’operazione si svolge infatti in quattro semplici fasi.

 


1- Pulizia

 

Un getto di aria compressa asporta dalla buca tutti i sedimenti presenti al suo interno in modo da ottimizzare l’adesione dell’emulsione bituminosa.


2 - Emulsione

 

Il fondo viene preparato con una speciale emulsione modificata che viene spruzzata ad una temperatura di 50-60°C con funzione “aggrappante”.


3 – Riempimento 

Nella buca viene spruzzato un getto di graniglia di diverse granulometrie a seconda della profondità della buca, miscelata all’emulsione, fino al riempimento della buca stessa.


4 – Finitura

Sabbia e graniglia fine ed asciutta sono sparse ed eventualmente livellate tramite una piastra vibrante per il ripristino della viabilità in tempi molto stretti in modo da creare il minor disagio possibile agli utenti della strada.

Dichiarazione Gianni Serra, responsabile bitumi di TotalErg 

«I nostri prodotti sono realizzati in impianti specializzati attraverso un processo rispettoso dell’ambiente» dice Gianni Serra, responsabile bitumi di TotalErg (nella foto). «La nostra esperienza ci consente di produrre emulsioni con alte prestazioni e di posizionarci all’avanguardia in Italia nel settore dei bitumi modificati e speciali ad alto contenuto tecnologico grazie anche al contributo di competenza internazionale dei centri ricerca e sperimentazione di Total. Auspichiamo che le amministrazioni pubbliche locali vogliano cogliere questa nostra proposta come un’opportunità per migliorare lo stato del manto stradale delle nostre strade, spesso purtroppo in condizioni tali da mettere a rischio la sicurezza di chi viaggia».

 

 

I bitumi modificati di TotalErg

TotalErg è all’avanguardia nel settore della trasformazione del bitume per le pavimentazioni stradali (bitumi modificati, emulsioni bituminose, bitumi “albini”, ecc) e vanta un’ampia gamma di prodotti, progettati per rispondere alle specifiche più esigenti di qualunque capitolato. Grazie all’attività dei centri di ricerca e sviluppo di Total di Lione, in Francia, e ai due impianti di produzione di Roma e di Volpiano, l’azienda è in grado di fornire prodotti ad alto contenuto tecnologico, di comprovata qualità ed elevate prestazioni.

Kromatis, ad esempio, è un bitume chiaro che può essere colorato in diverse tinte. Questo si traduce in vantaggi in termini di sicurezza per la sua migliore “leggibilità” (un esempio su tutti sono le piste ciclabili) e visibilità. In alcune applicazioni in galleria è stato utilizzato nel colore bianco per aumentarne la luminosità. Inoltre anche per applicazioni in contesti paesaggistici particolari, il Kromatis offre delle soluzioni ottimali in termini di decoro e di integrazione con il territorio, come ad esempio avvenuto per la diga di Pieve di Cadore. Kromatis è inoltre resistente alle basse temperature, ha una elevata resistenza meccanica, è facile da stendere e richiede un fermo cantiere molto corto, caratteristica che permette di riprendere la circolazione stradale in tempi rapidi.

Styrelf è invece un bitume modificato realizzato con un particolare processo produttivo di cui Total è proprietaria, che consente di preparare asfalti con elevate proprietà elastiche, resistente alle basse temperatura e con una durata nel tempo eccezionale perché ha un deterioramento ridotto anche in presenza di forte traffico. Inoltre con lo Styrelf è possibile preparare asfalti drenanti e fonoassorbenti. È il prodotto che viene utilizzato nelle autostrade e per le piste aeroportuali.

Alle sue caratteristiche il più recente Styrelf Intakt ha aggiunto una maggiore resistenza alle aggressioni chimiche e una proprietà anti-cherosene che lo rendono ideale per applicazioni nelle piste aeroportuali. È stato peraltro già utilizzato sia nell’aeroporto di Caselle a Torino che in quello di Fiumicino a Roma.

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