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31/08/2017
BRIDGESTONE UNO SGARDO AL FUTURO

Strategia multicanale

 

Come è cambiata Bridgestone negli ultimi 30 anni. Stefano Parisi e Davide Viancino raccontano passato, presente e futuro prossimo del produttore mondiale di pneumatici

Paolo Ferrini

 

La capacità di far leva su una presenza globale, abbinata alla strategia “go to market” locale, è, a sentire Stefano Parisi, la chiave dello sviluppo e del successo del gruppo Bridgestone nel mondo. Il marchio giapponese che solo una trentina di anni fa era visto – quantomeno da noi in Italia – come una realtà lontana è oggi primario produttore mondiale di pneumatici e vanta un quindicennio di esperienze nelle massime competizioni motoristiche di Formula 1 e MotoGP. «Il segreto di questa trasformazione» dice il numero uno di Bridgestone Italia «è la nostra capacità di sfruttare e creare sinergia grazie ai nostri asset, in termini di presenza, servizi, prodotti e clienti, disseminati in varie parti del mondo (pensiamo, ad esempio, ai centri ricerche e alle piste di prova in Giappone, Italia, Stati Uniti) che hanno portato un nuovo riferimento culturale in Bridgestone».

 

 

Un rinnovamento mai visto prima

«All’atto pratico ciò si traduce nello sviluppo di un prodotto globale che ha però anche specifiche locali. È una sfida davvero non facile da sostenere ma dati alla mano, si può dire che la stiamo portando avanti con successo» spiega Davide Viancino – director consumer products di Bridgestone Europe South Region. «Prendiamo ad esempio il nostro Potenza S001 montato in primo equipaggiamento su Alfa Romeo Giulia. Nato in Europa, studiando attentamente le sospensioni della berlina del Biscione, deve rispondere anche alle esigenze del mercato USA. Potremmo però citare anche il Battlecruise H50 che, sviluppato negli Stati Uniti per Harley Davidson, riscuote grande successo anche sulle strade europee».

Non si tratta ovviamente di casi isolati. Il tema è oggi di grande attualità in casa Bridgestone, dove è in corso un ampio programma di rinnovamento della gamma e dei codici prodotto che a sentire proprio Viancino – uno che lavora per la casa giapponese da ventuno anni e che è quindi una sorta di memoria storica dell’azienda – starebbe procedendo a una velocità mai vista in passato. Dopo aver rivoluzionato l’anno scorso l’offerta Firestone (storico marchio americano acquisito nel 1988 e oggi second brand rivolto a “chi è giovane dentro”) con l’aggiornamento delle gamme Roadhawk, Firehawk, Vanhawk, Multihawk e aver arricchito la gamma Dayton con i nuovi D800M/D per autocarro, Bridgestone ha presentato quest’anno il nuovo Turanza T001 Evo (evoluzione del noto T001) e sta lavorando a un ulteriore rinnovamento ed espansione della gamma, nei rispettivi segmenti. Il tutto senza dimenticare ovviamente il lancio e il progressivo ampliamento della gamma DriveGuard, run-flat di terza generazione che ha riscosso grande successo anche sul mercato italiano. Questo non solo grazie alle sue prestazioni (provare per credere) ma anche, cosa tutt’altro che irrilevante, grazie a un listino molto spesso paragonabile a quello di prodotti standard di analoga misura.

 

I conti tornano

Come è nella logica delle cose, tutta questa gran mole di lavoro non è però fine a se stessa. In un mercato nazionale (sell-in) che «alla fine del primo semestre possiamo definire sostanzialmente stabile e nel quale dopo un primo trimestre positivo abbiamo registrato un certo rallentamento» fa notare Stefano Parisi, «oggi raccogliamo i frutti del nostro impegno che si basa su un’offerta articolata come pochi. Siamo presenti in quasi tutti i settori del mercato con pneumatici per autovetture di ogni genere, veicoli commerciali e industriali, motocicli e trattori agricoli. Ma soprattutto lo siamo con un indiscusso marchio premium come Bridgestone, un second brand con una grande tradizione alle spalle come Firestone (che tra le altre cose oggi fornisce in esclusiva la Formula Indy) e due marchi budget come Dayton e Seiberling, abbinati rispettivamente alle nostre reti First Stop e Bridgestone Partner. Senza dimenticare ovviamente il settore della ricostruzione dove siamo presenti con Bandag, un marchio che non ha certo bisogno di presentazioni». Una vera e propria “strategia multicanale”, come la definisce lo stesso Parisi, che dati alla mano sta rivelando molteplici opportunità di sviluppo e che necessita di un sempre maggior numero di sbocchi sul mercato.

 

 

Nuove promozioni mirate

Mai sedersi sugli allori però! Coerentemente con Henry Ford che diceva che “chi smette di fare pubblicità per risparmiare denaro è come se fermasse l’orologio per risparmiare il tempo”, in Bridgestone sono impegnati a tenere viva l’attenzione sui propri marchi. Abbandonate le sponsorizzazioni legate al mondo dei motori che tanto hanno contribuito negli anni passati alla notorietà del marchio a livello internazionale, il gruppo è oggi impegnato in altre strade. Innanzitutto allo scorso Salone di Ginevra Paolo Ferrari, presidente e CEO di Bridgestone EMEA, ha annunciato una collaborazione decennale con il Comitato Olimpico Internazionale, che vede coinvolti tutti i paesi dell’area EMEA di Bridgestone fino al 2024. «Il nostro gruppo ha intrapreso un impegno a lungo termine con il Movimento Olimpico Internazionale con l’obiettivo di dimostrare attivamente il proprio supporto a tutta la società e alle persone che inseguono i propri sogni e obiettivi. Crediamo che questo sia un messaggio molto forte e dal mio punto di vista posso dire che lo sport ha quell’appeal universale di cui abbiamo bisogno. Questa collaborazione porta un alto valore emozionale al nostro marchio».

“Insegui Il Tuo Sogno, Non Fermarti Mai” è la campagna motivazionale che vuole ispirare tutte le persone a credere in se stesse per realizzare i propri obiettivi, nonostante gli ostacoli che si possono incontrare». E per Bridgestone, si sa, il viaggio è importante quanto la meta da raggiungere. In questo contesto, fa notare Parisi «in Italia abbiamo individuato tre Ambassador: Gianmarco Tamberi, Gregorio Paltrinieri e Valeria Straneo, atleti Olimpici che hanno superato avversità di vario genere per inseguire il proprio sogno sportivo.

Di tutt’altro tenore è il percorso individuato per Firestone, marchio legato al mondo musicale fin dagli Anni Trenta. Dopo le positive esperienze dello scorso anno, si ripropone come sponsor in occasione del Collisioni 2017 e dell’Home Festival, affiancando il suo nome a 9 tra i più importanti Festival europei e italiani, punti di riferimento e di aggregazione per tutti i giovani che attraverso il linguaggio universale della musica condividono i valori di libertà e indipendenza, comuni al leggendario brand USA.

La strada è tracciata e ben delineata. A questo punto non resta altro da fare che percorrerla. E in Bridgestone, come hanno dimostrato specialmente negli ultimi trent’anni, sanno benissimo come fare.

 

 

C’È MOLTA ITALIA DIETRO AI SUCCESSI BRIDGESTONE!

In Bridgestone vi diranno sempre che il personale del centro ricerche di Castel Romano e centro prove di Aprilia proviene da tutte le parti del mondo. Sicuramente è così. Consentiteci però un poco di nazionalismo e lasciateci dire che non possiamo non pensare che la maggior parte di queste persone provenga dall’Italia e che a loro si debba lo sviluppo dei pneumatici del Gruppo.

In fondo, fa parte della tradizione del gruppo. Una volta, dalle parti della piramide di Caio Cestio, c’era un ufficio dove un piccolo gruppo di ricercatori studiava i pneumatici Firestone in funzione del loro utilizzo sui mercati europei. Poi a qualcuno nel 1973 venne l’idea di aprire poco oltre, lungo la via Pontina quartiere EUR, un moderno centro dove sviluppare e collaudare i nuovi prodotti. In breve l’impianto di Castel Romano divenne un punto di riferimento non solo per molte aziende che operano nella capitale, automobilistiche e non, ma anche per gli appassionati. E quando nel 1988 Firestone entrò a far parte del Gruppo Bridgestone, i giapponesi si ritrovarono tra le mani, quello che si dice, un ottimo investimento. Diventato con il passare degli anni un autentico polo d'eccellenza, il Technical Center Europe – insieme a quelli di Tokyo, Akron e Bangkok – gioca oggi un ruolo sempre più chiave nella ricerca di materiali, nello sviluppo di pneumatici, nella produzione di prototipi e nei più differenti test indoor. Non c’è quindi da stupirsi se i 32 ettari sui quali sorge il centro di Castel Romano siano diventati stretti e si sia deciso di creare nel 2004 ad Aprilia un nuovo e più grande centro prove: l’European Proving Ground (EUPG). Qui, approfittando anche di un clima particolarmente favorevole, è possibile analizzare e valutare in condizioni reali e in quasi ogni periodo dell'anno le nuove tecnologie e soluzioni destinate ai futuri pneumatici Bridgestone.

La struttura, costata 40 milioni di euro, dispone dei più moderni strumenti esistenti per effettuare test sui pneumatici. Pneumatici di nuova generazione per autovetture, veicoli commerciali, autocarri, autobus, mezzi agricoli e motocicli sono testati su un complesso di piste di collaudo di assoluta avanguardia. Su una superficie di 144 ettari ci sono 17 tracciati differenti per una lunghezza di oltre 8 chilometri, che ricreano praticamente tutte le condizioni che è possibile incontrare sulle strade europee.

 

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