Condividi su

Articoli - Archivio

26/10/2011
BREBEMI AVANTI TUTTA

INFRASTRUTTURE

La nuova autostrada Milano-Brescia è un'opera fondamentale per la Lombardia. Abbiamo fatto visita ai cantieri, che procedono speditamente. Ma attenzione alle opere connesse come Tem, Cassanese e Rivoltana

Fabio Quinto

È il cuore produttivo d'Italia. Ha una delle maggiori densità di automobili d'Europa (anche se in linea con la media italiana): 587 auto ogni mille abitanti. Eppure una dotazione infrastrutturale, in particolare di autostrade, inferiore a quella delle altre regioni italiane. Stiamo parlando della Lombardia, dove ci sono 0,6 km di autostrade ogni 10mila abitanti, contro gli 1,9 del Piemonte e gli 1,3 dell'Emilia-Romagna. Fa meglio la Sicilia, con i suoi 1,3 km di autostrade ogni 10mila abitanti. Le conseguenze sul grado di congestione delle autostrade lombarde sono note: code, incidenti, inquinamento. Eppure qualcosa si sta muovendo. In queste pagine ci occuperemo dell'asse Milano-Brescia, dove in costruzione c'è la nuova autostrada Brebemi.
Partiamo dalla situazione attuale. Da quello, cioè, che succede tutti i giorni tra le due città lombarde. Secondo gli ultimi dati dell'Aiscat, sull'A4 tra Milano e Brescia circolano ogni giorno in media 286.266 veicoli, di cui 63.522 sono mezzi pesanti. Un record: è il tratto autostradale più trafficato d'Italia, persino più della Milano-Laghi e dell'area a nord della città (dove in costruzione c'è la Pedemontana, altra storia). E da primato è anche la concentrazione di mezzi pesanti, seconda solo a quella della stessa A4 tra Brescia e Padova (70.260). Per rendere il traffico più fluido, le tre corsie dell'A4 non bastano: ecco quindi che, già da alcuni anni, sul tratto Milano-Bergamo è stata costruita la quarta corsia. I risultati si sono visti. Secondo quanto riferito da Autostrade per l'Italia a un anno dall'apertura della quarta corsia, il "tempo perso totale" (vale a dire la differenza tra tempo medio di percorrenza effettivo e quello teorico) è diminuito dell'84,5%. Gli eventi di "traffico bloccato" sono scesi da 29 a 6, con una flessione del 79,3%; il tasso di incidentalità è diminuito del 45,55%. Mentre le emissioni di monossido di carbonio sono diminuite del 35%, quelle degli ossidi di azoto del 13% e le polveri sottili del 22%.
Eppure non basta. Chi attraversa ogni giorno quell'arteria lo sa: ogni minimo intoppo è in grado di generare una coda, anche per l'alta densità di camion "costretti" ad utilizzare l'autostrada a causa della serie di divieti e sensi unici che regolano l'attraversamento dell'Adda per i mezzi pesanti. Senza contare, poi, che esiste un percorso più diretto tra Milano e Brescia, senza passare per Bergamo: quello che attraversa i territori di Treviglio e Caravaggio. 77 km anziché 103. Una zona che, per di più, già di per sé avrebbe bisogno di infrastrutture più moderne, come testimonia il traffico intenso sulle provinciali Rivoltana e Cassanese e sulla Ss 11 Padana Superiore. Basterebbe questo per sintetizzare l'utilità della nuova autostrada.
Quindi, si parte: la gestazione della nuova infrastruttura è durata "solo" dieci anni. Dopo il primo progetto del 1998, i lavori hanno preso il via a luglio del 2009. Il costo complessivo dell'opera è di 2,4 miliardi di euro, tutti provenienti dai privati: l'opera, infatti, verrà costruita in project financing. I soldi, in altre parole, li mette la società Brebemi s.p.a., che al suo interno vede la partecipazione azionaria di soci come Intesa Sanpaolo (39,7% di Autostrade lombarde, che a sua volta detiene l'89% di Brebemi), Autostrade Centropadane (12,8%), Autostrada Brescia-Padova (12,8%), Milano-Serravalle (7,3%), Sias (gruppo Gavio, 6,9%) e dai vari Comuni, Province e Camere di commercio del territorio. Saranno poi i futuri pedaggi a ripagare i costi dell'autostrada e a fornire i profitti: da Brescia a Milano un'auto spenderà 6,25 euro, anziché gli attuali 6,40 dell'A4 (che però si sviluppa su un percorso più lungo).
Dunque, dicevamo, i lavori son partiti. Ma a che punto sono? Secondo quanto dichiara Brebemi s.p.a., "è a metà percorso". In altre parole, "l'apertura al traffico avverrà, come programmato, all'inizio del 2013". Di più: "Se ci diamo da fare e se la Tangenziale Est esterna di Milano, una volta partita, procederà anch'essa speditamente, allora saremo in grado di anticipare addirittura i tempi", il che significa che la Brebemi potrebbe ospitare le prime auto già alla fine del 2012. Anche sul fronte finanziario la Brebemi sembra navigare in acque tranquille, visto che proprio lo scorso luglio il presidente di Brebemi, Francesco Bettoni, ha annunciato "la chiusura dell'accordo con le banche per il finanziamento di 1,9 miliardi di euro". Un quadro apparentemente idilliaco, che però nasconde qualche intoppo. La Brebemi, infatti, sul lato milanese deve agganciarsi ad altre opere ancora non realizzate: a cominciare dalla Tem, la Tangenziale Est esterna di Milano, che unirà Melegnano ad Agrate Brianza. I lavori sarebbero dovuti partire alla fine del 2010, ma una serie di lungaggini burocratiche e alcune modifiche progettuali riguardanti gli attraversamenti ferroviari hanno rallentato tutto. L'approvazione da parte del Cipe (organo del Governo) del progetto definitivo è attesa a breve: secondo quanto dichiara Fabio Terragni, presidente di Tangenziale esterna s.p.a., "i lavori potranno partire a fine 2011 e l'opera potrà essere aperta al traffico nel 2015, in tempo per l'Expo". Memorizzate la data: 2015. Se i lavori della Brebemi termineranno nel 2013 (o addirittura prima), la nuova autostrada rischia quindi di finire - almeno per due anni - in mezzo alle cascine e alle campagne che circondano l'Adda. "Ma attenzione - precisa Bettoni - quando partiranno i cantieri della Tem, priorità assoluta verrà dedicato all'‘arco Tem', vale a dire quella parte di tangenziale che serve a collegare la Brebemi con le nuove Cassanese e Rivoltana e che sarà aperto al traffico entro l'inizio del 2013". Dunque, l'innesto con la Tem dovrebbe essere al sicuro. E anche la riqualificazione a quattro corsie (delle vere e proprie superstrade) delle provinciali Cassanese e Rivoltana. Secondo quanto riferisce Bettoni "le gare d'appalto si sono concluse e la partenza dei lavori è attesa a giorni". La trasformazione in superstrada di queste due provinciali è un tassello fondamentale della nuova autostrada. Attraverso Cassanese e Rivoltana si arriva infatti alla Tangenziale Est di Milano, agli svincoli di Linate (la Rivoltana) e Lambrate (la Cassanese). Proprio lo svincolo di Lambrate, però, dovrebbe indurre tutti alla prudenza, oggetto di interminabili lavori e fonte di altrettanto interminabili file sulla Tangenziale Est. Secondo quanto riferisce l'assessore lombardo alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo "bisognerà ora fare alcune modifiche progettuali che rallenteranno la conclusione dei lavori". Il motivo? Semplice. Durante i lavori di costruzione di un sottopassaggio, è stata scoperta una falda le cui acque erano così abbondanti da sommergere l'intero cantiere. "Il fiume di Segrate", lo chiamano ora, proprio dove in sostanza finirà la Brebemi.

torna all'archivio